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Limiti del PIL tra sostenibilità e benessere

Informazioni tesi

  Autore: Michelangelo Pacifico
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Economia e Finanza
  Relatore: Luciano Pilotti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

La tesi mira a effettuare, una critica al PIL in quanto è uno strumento che non può seguire gli orientamenti dettati dal benessere e dalla sostenibilità.
Questa tesi mira a strutturare una critica all'indice PIL, una misura della produzione aggregata che ormai da molti anni rappresenta il metro di giudizio per le decisioni politiche e, per valutare le conseguenze di queste, l'argomento è stato già trattato, ma il numero di trattazioni va considerato in base all'oggetto di queste, e più l'oggetto è grande, più le trattazioni in merito risultano insufficienti.

La presente stesura è stata intrapresa perchè nonostante sia appurato il fatto che PIL non può più rappresentare il principale strumento della scienza economica e politica, è chiaro che se a livello istituzionale questo non è ritenuto incontrovertibile, è anche perchè le questioni in merito sono state affrontate molte volte solo in superficie, senza una necessaria collaborazione tra i diversi campi, economico, statistico, sociale, ambientale, ecc...

Credo che l'attuale recessione economica cominciata nel 2008 si sarebbe potuta prevedere e evitare attraverso indicatori più precisi della qualità della vita e della sostenibilità, e ritengo inoltre che senza un cambiamento in questo senso, un superamento della crisi sarebbe solo apparente, a proposito di questo viene citata di seguito una frase di Albert Eistein: "La crisi è la miglior benedizione che può arrivare a persone e paesi, perchè la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà, nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. E' dalle crisi che nascono l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni."

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INTRODUZIONE Questa tesi mira a strutturare una critica all'indice PIL, una misura della produzione aggregata che ormai da molti anni rappresenta il metro di giudizio per le decisioni politiche, e per valutare le conseguenze di queste, l'argomento è stato già trattato, ma il numero di trattazioni va considerato in base all'oggetto di queste, e più l'oggetto è grande, più le trattazioni in merito risultano insufficienti. La presente stesura è stata intrapresa perchè nonostante sia appurato il fatto che PIL non può più rappresentare il principale strumento della scienza economica e politica, è chiaro che se a livello istituzionale questo non è ritenuto incontrovertibile, è anche perchè le questioni in merito sono state affrontate molte volte solo in superficie, senza una necessaria collaborazione tra i diversi campi, economico, statistico, sociale, ambientale, ecc... Credo che l'attuale recessione economica cominciata nel 2008 si sarebbe potuta prevedere e evitare attraverso indicatori più precisi della qualità della vita e della sostenibilità, e ritengo inoltre che senza un cambiamento in questo senso, un superamento della crisi sarebbe solo apparente, a proposito di questo viene citata di seguito una frase di Albert Eistein:”La crisi è la miglior benedizione che può arrivare a persone e paesi, perchè la crisi porta progressi. La creatività nasce dalle difficoltà, nello stesso modo che il giorno nasce dalla notte oscura. E' dalle crisi che nascono l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi e disagi, inibisce il proprio talento e ha più rispetto dei problemi che delle soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. La convenienza delle persone e dei paesi è di trovare soluzioni e vie d'uscita. Senza crisi non ci sono sfide. Senza crisi non ci sono meriti. E' dalle crisi che affiora il meglio di ciascuno, poiché senza crisi ogni vento è una carezza” La tesi è suddivisa in 3 capitoli, il primo capitolo presenta il PIL descrivendone in breve la storia e mostrando la sua scomposizione, 3

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