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Devianza minorile e criminalità organizzata

Informazioni tesi

  Autore: Marcellino Magliulo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2012-13
  Università: UniCusano - Università degli Studi Niccolò Cusano
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Sonia Specchia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

Nella società odierna si sente, più che mai, il bisogno di riorientare servizi e risorse in un ottica di promozione della salute sociale. Le nuove generazioni, i giovani, i nostri figli, i minori in genere, sono sempre più spesso protagonisti di azioni devianti, ed è aumentato il loro reclutamento e sfruttamento da parte delle organizzazioni criminali sotto diverse forme. Questo lavoro parte dal definire la devianza minorile, quali sono i processi personali, sociali, e culturali che portano alla sua manifestazione in riferimento ai contributi scientifici e alle teorie da essi derivate. Si parlerà poi delle origini storiche e sociali della criminalità organizzata in Italia e di come le associazioni criminali siano diventate di riferimento, in molti territori, come culture parallele, della loro influenza sociale, e di come un minore viene attratto dall’illusione di una vita migliore paventata da questa antica macchina illegale. Si affronta l’ importanza della prevenzione della devianza minorile e la valenza della costruzione di un progetto educativo e pedagogico, citando esperienze significative avvenute in Italia. Su queste linee guida sovvengono domande, si espongono riflessioni critiche, sulla base di quando si afferma che lo sfruttamento dei minori da parte della criminalità organizzata scorre parallelamente al più generale rapporto tra minori e società, e quindi di quanto l’odierna società protegge e, se, sa proteggere i minori.

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5 1 -Definizione della devianza minorile -Non esistono ragazzi nati sbagliati, ognuno è frutto delle situazioni che per caso segnano le nostre esperienze. Un ragazzo sbagliato è figlio di opportunità che non gli sono state date. Eduardo De Filippo (Senatore della multiculturalità) rispose così in un incontro mentre si argomentava sull’Istituto Penale Minorile di Nisida. La situazione dei ragazzi della sua terra occupava un posto di rilievo nel suo impegno sociale e con questa espressione citata, da una definizione, seppur più culturale che tecnica, ma comunque carica di significato, del concetto di devianza. Tecnicamente il termine devianza, secondo la sua etimologia, consiste nell’allontanarsi, nel discostarsi in maniera sistematica e continuativa da una qualche norma. La norma è basata su dei valori ritenuti oggettivi e assoluti, e che sono sostenuti e stabiliti dalla società e dagli schemi sociali predominanti. Il concetto di devianza è una nozione assai complessa e articolata che nel corso del tempo e degli studi che la riguardano ha subìto da una parte semplificazioni teoriche che ne hanno snaturato il significato, e dall’altra categorizzazioni scientifiche tendenti all’ etichettatura secondo il proprio metodo di studio e d’indagine. Ma ciò è anche parte di un processo di conoscenza che porta ai nostri giorni, e la percezione che ne abbiamo adesso è anche frutto dell’esperienza del lavoro scientifico e di ricerca avvenuto prima di noi, senza il quale non ci sarebbe stata evoluzione. Ed è proprio in un’ ottica evolutiva che nel concetto di devianza prevale l’aspetto sociologico che si occupa del comportamento criminale o comunque proibito, e ne mette in rilievo le interazioni e le dinamiche sociali. Nel definire la devianza De Leo scrive: “La devianza è una categoria socio-psicologica che fa riferimento a tutte le forme evidenti ed evidenziate di trasgressione alle norme e alle regole rilevanti di uno specifico contesto di rapporti

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