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Il mercato italiano degli ETF

Informazioni tesi

  Autore: Nicola Di Raffaele
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Verona
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia aziendale
  Relatore: VeronicaDe Crescenzo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 113

In questo elaborato sono stati esaminati l'evoluzione sul mercato italiano ETFplus e le principali caratteristiche tecniche degli ETF, i quali consistono in fondi comuni d'investimento aperti indicizzati che attuano una gestione di tipo passiva. Il loro obiettivo principale è quello di replicare il più fedelmente possibile l'andamento e il rendimento di una determinata attività sottostante.
L'analisi ha confrontato le due principali tipologie di ETF aventi il medesimo indice azionario sottostante, ovvero l'MSCI Europe, considerando un ETF tradizionale e due ETF strutturati, uno di tipo short e uno di tipo leveraged, i quali rispettivamente invertono e raddoppiano l'esposizione all'indice sottostante. La migliore modalità di replica è stata raggiunta dall'ETF tradizionale.
Infine, nonostante la loro semplicità di utilizzo, la massima trasparenza e i costi assai ridotti, gli ETF costituiscono strumenti sofisticati, innovativi ed in continua evoluzione, i quali devono essere continuamente monitorati dagli investitori, poiché possono generare elevati rendimenti ma anche notevoli perdite.

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- 3 - Introduzione Il principale bisogno di un investitore è di allocare il proprio patrimonio, trasferendo potere d'acquisto nel futuro, ed è in tal senso che intervengono i fondi comuni d'investimento, la cui funzione fondamentale è la raccolta di capitali dei risparmiatori investendoli in strumenti finanziari e in altri beni. Con l'avvento dei fondi comuni d'investimento nell'economia italiana, dagli anni novanta ad oggi si è assistito a un importante sviluppo della quota di risparmio attribuita agli investitori istituzionali. In particolare, nel presente elaborato verrà esaminata una particolare tipologia di fondi comuni d'investimento, introdotta in Italia soltanto dal 2002, la quale ha vissuto una crescita esponenziale negli ultimi anni; si tratta degli Exchange Traded Funds. Essi sono fondi aperti indicizzati a gestione passiva, poiché hanno come scopo principale quello di replicare il più fedelmente possibile l'andamento e la performance di una determinata attività sottostante; inoltre, essi presentano alcune caratteristiche dei fondi comuni d'investimento e altre delle azioni. Nel primo capitolo verrà presentato un quadro generale alla gestione collettiva del risparmio. In particolare, esso sarà diviso in due parti: una prima parte consentirà di analizzare il ruolo degli investitori istituzionali nell'economia e degli organismi d'investimento collettivo del risparmio, e i differenti servizi di gestione del risparmio, mentre la seconda parte si occuperà di definire i fondi comuni d'investimento, differenziandoli nelle loro varie tipologie, di esaminare il parametro di riferimento, definito benchmark, e di identificare i diversi metodi per calcolare il loro rendimento. Nel secondo capitolo, invece, si procederà con l'osservazione degli Exchange Traded Funds partendo col definire la loro struttura, i soggetti coinvolti e l'importante meccanismo della creation/redemption in kind. Di seguito si proseguirà distinguendoli in relazione alle due principali tipologie, ovvero gli ETF tradizionali e gli ETF strutturati, per arrivare a spiegare i loro differenti meccanismi di replica dell'indice sottostante. Il terzo capitolo avrà come principale fine quello di mettere in risalto le differenti caratteristiche del mercato primario e i tratti peculiari e lo sviluppo del mercato secondario (ETFplus), sul quale dal 2007 vengono quotati gli ETF presso Borsa Italiana. Inoltre, si procederà ad illustrare due nuovi strumenti derivati cartolarizzati: gli Exchange Traded Commodities e gli Exchange Traded Notes.

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Parole chiave

risparmio
etf
mercato finanziario
etfplus
exchange traded fund
etf strutturati

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