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Il differenziale di rendimento fra titoli sovrani italiani e tedeschi. Un’analisi econometrica delle sue determinanti

Informazioni tesi

  Autore: Gabriel Joppi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2012-13
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Edoardo Gaffeo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 75

Il presente lavoro riguarda un’analisi del differenziale di rendimento fra titoli pubblici italiani e tedeschi (BTP e Bund), nel periodo 2000-2012 e sulle scadenze a 2, 5 e 10 anni. L’obiettivo è quello di distinguere la componente dello spread giustificata dai fondamentali macroeconomici da quella non fundamental. Tale approccio s’inserisce in un filone della recente letteratura al quale appartengono studi fra cui Di Cesare et al. (2012).

La componente “fondamentale” dello spread di rendimento è qui misurata dal rapporto debito/PIL, la misura più comunemente impiegata per valutare la sostenibilità del debito sovrano.

Le analisi di regressione dello spread su questa variabile mostrano che si può individuare un momento di rottura a metà del 2011. Se prima i differenziali di rendimento hanno mostrato una correlazione positiva (e significativa) con il debito/PIL, nell’ultimo anno e mezzo la relazione si può definire spuria. Tale risultato non cambia anche raffinando il modello, ad esempio includendo il quadrato del debito/PIL o la quota di debito detenuta da soggetti esteri. In base alle stime, il livello di spread coerente con i fondamentali è compreso fra 350 e 380 bps, anche quando il valore effettivo ha superato 500 bps.

La crescita degli spread al di sopra del livello “fondamentale” può essere ricondotta ai timori per la sostenibilità dell’Unione Monetaria Europea e dell’Euro, intensificatisi nello stesso periodo.

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8 1. Il differenziale di rendimento (spread) fra titoli sovrani: fondamenti teorici 1.1 I titoli obbligazionari: caratteristiche e tassi di rendimento I titoli obbligazionari (bond in inglese) rappresentano quote di debito emesso da un soggetto privato o pubblico (detto emittente) allo scopo di finanziare la propria attività. A fronte di un’entrata all’atto dell’emissione, l’emittente è giuridicamente obbligato a rimborsare il capitale alla scadenza del titolo. Le obbligazioni con durata superiore all’anno prevedono, di solito, anche l’obbligo per l’emittente di corrispondere degli interessi periodici, detti cedole (coupon). Questi sono calcolati applicando al valore nominale dell’emissione un tasso d’interesse (nominale) che può essere fisso, cioè costante per tutta la vita del titolo, o variabile, nel qual caso l’interesse varia nel tempo in base all’andamento di uno o più parametri di riferimento. I titoli obbligazionari di nuova emissione vengono collocati sul c.d. mercato primario, ove l’emittente vende il titolo ai primi acquirenti (detti sottoscrittori), che sono normalmente grandi intermediari finanziari. Gli scambi successivi avvengono sul c.d. mercato secondario. L’incontro di domanda e offerta su questo mercato genera un prezzo che riflette il tasso di rendimento a scadenza, o tasso interno di rendimento (TIR) del titolo. Esso non coincide necessariamente con il tasso nominale, ed anzi i due tassi sono spesso diversi. Più nello specifico, il TIR è il tasso che rende il valore attuale dei pagamenti futuri del bond uguale al prezzo corrente del titolo sul mercato secondario. Esso si può quindi definire come il tasso di rendimento richiesto dal mercato per quel titolo in un dato istante. Nel caso di titoli quotati su mercati regolamentati (come i titoli di Stato), gli scambi modificano nel continuo i prezzi ed i corrispondenti rendimenti a scadenza. Vi è una relazione inversa tra prezzo di mercato e TIR di un titolo: all’aumentare del rendimento a scadenza, il prezzo scende e viceversa. Ciò può essere spiegato in maniera intuitiva nel modo seguente: un’obbligazione molto richiesta 4 vede il suo prezzo salire per effetto di una domanda superiore all’offerta, al pari di qualsiasi bene scambiato su un mercato. Tale titolo è in grado di attrarre gli investitori senza offrire un rendimento (a scadenza) particolarmente elevato. Viceversa, se un’obbligazione è poco richiesta, il suo prezzo 4 Tornerò sui fattori che determinano la domanda di un titolo obbligazionario nel prosieguo del lavoro.

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Parole chiave

debito/pil
crisi dell'euro
differenziale di rendimento
sostenibilità del debito pubblico
btp-bund
rating
banca centrale europea
spread
titoli sovrani
fiscal compact
salva-stati

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