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Le Piccole e Medie Imprese italiane in Russia - Nuove prospettive per la dimensione internazionale

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Moro
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Mediazione Linguistica
  Relatore: Massimo Maurizio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

Le Piccole e Medie Imprese italiane in Russia - Nuove prospettive per la dimensione internazionale. Tesi di Laurea di I livello in Scienze della Mediazione Linguistica.
La tesi si propone di descrivere il fenomeno delle PMI italiane nella Federazione Russia: la presenza sul territorio, i rapporti economici recenti tra Italia e Russia, i progetti congiunti, lo sviluppo futuro del fenomeno.
Il Capitolo I presenta un breve excursus storico sui rapporti commerciali tra Italia e Russia nel periodo che va dal crollo dell'URSS ai nostri giorni, per poi analizzare i vantaggi che potrebbero derivare per l'impresa italiana (e in generale per gli investitori stranieri) dall'entrata della Federazione Russa nell'OMC. Nel Capitolo II si descrive la presenza "multiforme" delle aziende italiane sul territorio, gli enti che sostengono l'imprenditoria del nostro Paese in Russia e le attività di promozione da essi svolte. Nel Capitolo III si analizza più approfonditamente il progetto From Concept to Car, promosso dal CEI-Piemonte per la creazione di un distretto industriale formato da PMI piemontesi del settore automobilistico.

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1 Introduzione La storia dei rapporti tra Russia e Italia ha radici lontane ed è fatta soprattutto di interesse reciproco (per la cultura, l’arte, la storia, la letteratura) maturato nei secoli. L’Italia, pur con i suoi difetti, rappresenta nel mondo una cultura e un’immagine, quasi uno “stile di vita”, non limitato solo al campo della conoscenza, invidiato e imitato, e spesso anche esportato. La Russia è da sempre stata attratta dall’Occidente, e in particolar modo dalla nostra Penisola; sono innumerevoli gli esempi di scrittori, artisti e uomini politici che si sono innamorati del nostro Paese e che qui hanno lavorato e trascorso parte delle loro vite: Gogol’ e Turgenev, Kiprenskij e Brjullov, Čajkovskij, V. Ivanov, fino a Gorkij e Lenin. I primi italiani che si trasferirono e lavorarono in Russia furono invece principalmente architetti: già dalla metà del 1500 Ivan il Terribile ne aveva convocati alcuni alla sua corte, ma furono la costruzione e l’ampliamento di San Pietroburgo, sotto Pietro il Grande e Caterina II, a rendere noti nel Paese i nomi di Trezzini, Rastrelli, Rossi e Quarenghi. Così, proprio come per quanto riguarda l’arte nei secoli XVIII e XIX, anche per quanto riguarda l’interscambio commerciale in questi ultimi anni, si può affermare che c’è “piø Italia” in Russia di quanto non si creda. Nonostante la Federazione Russa sia così lontana geograficamente, il mercato russo è sempre stato attratto dai prodotti italiani per le loro caratteristiche di qualità e innovazione. Oltre alla fama indiscussa che riscuotono oggi i nostri prodotti agroalimentari e d’eccellenza, non dobbiamo dimenticare che persino durante il periodo sovietico si potevano trovare degli esempi di questa tendenza, come la Žiguli, rivisitazione della Fiat 124, e il primo storico fuoristrada Niva, che montava motore Fiat. Di sicuro oggi molte cose sono cambiate, ma l’interesse per la nostra Penisola è ancora molto forte. La Russia è oggi uno dei quattro maggiori mercati emergenti al mondo e fa parte del gruppo dei Bric 1 , è il primo produttore mondiale di gas naturale e il terzo produttore di petrolio, senza contare la sterminata produzione mineraria. La dipendenza dalle fonti energetiche e dal settore minerario e siderurgico, se da una parte rappresenta una sorgente di ricchezza quasi inesauribile, dall’altra rallenta la crescita del Paese: mantiene bassa la specializzazione degli altri settori produttivi e di conseguenza crea un grande bisogno di 1 Vd. Glossario, p. 44.

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