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Propensity Score Matching: Un'Applicazione per Analizzare il Rientro degli Italiani dall'Estero

Informazioni tesi

  Autore: Erika Roberta Villa
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  Facoltà: Scienze Statistiche
  Corso: Statistica economica, finanziaria ed attuariale
  Relatore: Alessandro Rosina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 103

Negli ultimi anni è diventato di particolare interesse il fenomeno dell‘emigrazione dall’Italia alla volta di stati esteri in tutto il mondo.
Secondo le statistiche Istat, nel decennio 2000-2010, oltre 300 mila italiani, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, hanno deciso di espatriare.
In questo contesto diventa sempre più forte la necessità di intraprendere azioni che consentano all’Italia di crescere e ritornare ad essere competitiva investendo sulle nuove generazioni e combattendo il degiovanimento.
A questo proposito, il Comune di Milano e ITalents (un network dedicato agli italiani all’estero) hanno svolto nel 2011, un’indagine esplorativa allo scopo di riuscire a comprendere le intenzioni e opinioni degli italiani residenti all’estero, per quanto riguarda il ritorno in patria, confrontandole con un campione di italiani ritornati.
L’analisi che è stata svolta con l’ausilio del propensity score, ha il fine ultimo di aiutare a comprendere se rientrare in Italia, dopo un periodo trascorso all’estero, produca degli effetti sulla percezione degli italiani e in che misura queste si discostano da chi ha deciso di rimanere all’estero.

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Propensity Score Matching: un’applicazione per analizzare il rientro degli italiani dall’estero. Tesi di Erika Roberta VILLA 4 PREMESSA Negli ultimi anni si è rivelato di particolare interesse, il fenomeno dell‘emigrazione di massa dal territorio italiano alla volta di stati esteri in tutto il mondo, in particolare verso l’Europa. Fino al 2008, tutto ciò poteva essere interpretato come una normale mobilità, soprattutto giovanile, che era riscontrabile anche in altri Paesi avanzati. Dal 2010 ad oggi, però, il flusso di espatriati ha cominciato ad aumentare in modo significativo. È inevitabile avere la netta sensazione che l’Italia sia entrata a gran velocità in una nuova fase della sua lunga storia di emigrazione. L’Istat dichiara che nel decennio 2000-2010, oltre 300 mila italiani, di età compresa tra i 20 e i 40 anni, hanno deciso di espatriare. Si tratta inevitabilmente di un’approssimazione per difetto, perché è costruita sui dati forniti dall’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero). Sono infatti gli italiani stessi che vivono all’estero, che decidono di iscriversi all’AIRE e non è quindi possibile accertarsi che ciò avvenga in tempi ragionevoli o avvenga del tutto. Le cause di tale “fuga” possono essere molteplici, ma senz'altro in cima alla lista si trovano questioni di natura socio-economica e questo problema riguarda non solo una quota di italiani, facilmente intuibile, cioè i giovani, ma una porzione di italiani compresa in una fascia di età molto più estesa. Non è difficile comprendere che proprio coloro che abbandonano il Paese rappresentano quella categoria più dinamica che rappresenta la forza motrice della produttività, dell’innovazione e della ricerca italiana. È anche la scarsa fiducia e l’assenza di prospettive per il futuro che spingono i talenti a tentare la fortuna cercando una collocazione in un altro Paese che consenta loro una vita dignitosa e che risponda ai propri desideri. Gli italiani “fuggono” perché il potenziale produttivo del Paese è decisamente sottoutilizzato e tutto ciò va a sommarsi ad un tasso di natalità tra i più bassi al mondo, compensato solo in parte dall’immigrazione.

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Parole chiave

statistica
immigrazione
emigrazione
matching
invecchiamento popolazione
italiani all'estero
fuga di cervelli
propensity score
degiovanimento
situazione economica italiana

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