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L'affidamento condiviso ed i suoi problemi applicativi: le risposte della mediazione familiare

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Brianda
  Tipo: Tesi di Master
Master in Master intensivo in Mediazione Familiare
Anno: 2012
Docente/Relatore: Michela Ravarini
Istituito da: Cefomed - Centro di Formazione Mediazione e Diritto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

La legge n. 54 del 2006, dettata in materia di affidamento condiviso dei figli, ha finalmente aperto le strade al riconoscimento normativo dell'irrinunciabile principio di bigenitorialità. Quest'ultimo, che si sottolinea sembra attenere ad un dovere per i genitori prima ancora che ad un diritto, incontra tuttavia diverse difficoltà e resistenze applicative, soprattutto presso i fori nei quali gli operatori del diritto continuano a restare legati alle antiche ottiche dell'affidamento esclusivo e del diritto di visita. Ecco che, allora, la mediazione familiare assume un ruolo decisivo nella gestione dei problemi, anche di tipo puramente pratico, che ostacolano il definivo cambio di rotta verso la direzione indicata dal legislatore (nazionale e comunitario).

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3 Premessa Dallo studio delle opere di settore e dal confronto con alcuni esperti della materia ho potuto col tempo constatare molte ragioni di perplessità, ma anche molte ragioni di compiacimento, circa la (ormai non più) nuova legge sull’affidamento condiviso. Fra le ragioni di perplessità c’è il suo limite di fondo fin troppo ovvio, al punto di essere diventato ormai una sorta di luogo comune: che nessuna legge, nessun precetto può modificare i sentimenti e tantomeno l’indole delle persone. Nessuna regola può imporre ai coniugi – genitori o alla coppia genitoriale di andare d’accordo, né prima, né dopo la separazione. Questa considerazione, appunto ovvia, sembra trovare conferma, d’altra parte, nell’esperienza già fatta in ambito di affidamento congiunto, la quale – lo si può tranquillamente affermare – non è stata esaltante. L’attuazione pratica di questo istituto dalla giurisprudenza è stata condizionata, giustamente, alla ricorrenza di presupposti rigorosi, quali l’età dei figli (del resto richiesta dallo stesso art. 6 della legge 898/1970), la limitata conflittualità tra i coniugi, l’eguale attitudine educativa degli stessi, la conduzione di stili di vita omogenei, presupposti tutti che, scontrandosi con una realtà che vede sempre acceso il conflitto tra i coniugi, hanno determinato una scarsa applicazione dell’istituto. Occorre perciò verificare quanto di tutto ciò stia cambiando, se sta cambiando, e come.

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Parole chiave

minori
divorzio
separazione
mediazione familiare
figli
affidamento condiviso
casa familiare
affidamento esclusivo
diritto di visita
bigenitorialità

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