Comunicare l'Ambiente. L'importanza della comunicazione ambientale nella società del XXI secolo

L'obiettivo della tesi è quello di comprendere quali sono i canali informativi della comunicazione in campo ambientale e cercare di capire perché nel XXI secolo si parla ancora così poco di ambiente.
Per rispondere al primo quesito ovvero, i canali di comunicazione, ho svolto il tirocinio formativo negli uffici URP di ARPAT dove sono stati analizzati i dati relativi ai report di costumer satisfation dove i cittadini esprimono le loro percezioni sullo stato ambientale e sul lavoro dell'Agenzia insieme ai dati relativi ai sondaggi redatti dall'Unione Europea di Eurobarometro.
I risultati mostrano come ancora oggi l'ambiente venga considerato un tema distaccato e di minore importanza e come in realtà l'idea di bene da proteggere sia principalmente una conformazione a quello che viene ritenuto socialmente accettabile.
I mass media presentano l'ambiente solo sotto l'aspetto apocalittico e distruttivo cosa che, se da un lato porta ad una convivenza con un perenne allarmismo ambientale, dall'altra crea assuefazione e calo di attenzione.
La crisi economica del 2008 ha creato due diverse percezioni ambientali: un'eccessiva sensibilità ed attenzione da un lato ed una considerazione dell'ambiente come freno economico dall'altra.
Le istituzioni appaiono sempre più distanti dai problemi sia ambientali che dei cittadini quindi in tutto il mondo stanno nascendo movimenti in difesa dell'ambiente che cercano di far cambiare ai propri governi le scelte in materia economica ed energetica per una svolta verso la sostenibilità ambientale.
Il passaggio verso una società più sostenibile inizia dalla scuola. Attraverso programmi di educazione ambientale è possibile creare una coscienza ambientale già dai primi livelli di istruzione per formare cittadini consapevoli.
A livello istituzionale è necessario un'integrazione delle politiche dal punto di vista ambientale conferendo al Ministero dell'Ambiente un ruolo centrale decisionale e non marginale. Creare una rete di collaborazione tra i vari ministeri in modo da garantire uno sviluppo economico con un occhio attento all'ambiente.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 INTRODUZIONE Nel 1972, con la Dichiarazione di Stoccolma, la comunità internazionale acquisisce per la prima volta l’importanza della comunicazione e dell’educazione ambientale come strumenti indispensabili per la tutela e la protezione dell’ambiente. L’articolo 19 di suddetta dichiarazione recita quanto segue: “È essenziale impartire l’insegnamento sulle questioni ambientali tanto alle giovani generazioni quanto alle adulte, tenendo conto dei meno favoriti al fine di sviluppare le basi necessarie per illuminare l’opinione pubblica, e dare agli individui, alle imprese e alle collettività, il senso delle loro responsabilità per quanto concerne la protezione ed il miglioramento dell’ambiente in tutta la sua dimensione umana. È inoltre essenziale che i mezzi di comunicazione di massa evitino di contribuire al deterioramento dell’ambiente, ma divulghino, al contrario, informazioni di tipo educativo sulle necessità di mettere gli uomini in grado di compiere progressi in ogni aspetto” 1 . I documenti essenziali verranno redatti vent’anni più tardi con la Dichiarazione di Rio del 1992 e l’Agenda 21, quest’ultima la più adottata da molte delle amministrazioni locali in Italia. A livello europeo il tema viene sviluppato dal Trattato di Maastricht (7 febbraio 1992) con l’articolo 130 a trattare il diritto ambientale come fattore preventivo per la tutela ambientale. La tutela ambientale viene sancita anche dall’articolo 9 della Costituzione attualmente in discussione in Parlamento. L’attuazione di questa previsione costituzionale chiama direttamente in causa la responsabilità pubblica. Spetta infatti ai soggetti che esercitano competenze in ambito ambientale ed operano per il proseguimento di tale finalità, garantire la tutela ambientale che significa godimento del bene comune (parchi nazionali, vigilanza antincendio) e tutela della salute dei cittadini 2 . Il diritto all’accesso all’informazione in campo ambientale è sancito dalla legge 349/86 3 . Il 30 ottobre 2001 entra in vigore la Convenzione di Aahrus sull’accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso alla giustizia in materia ambientale 1 Dichiarazione delle Nazioni Unite sullo stato dell’ambiente (Stoccolma 1972) art.19 2 Associazione Italiana della comunicazione pubblica e istituzionale, “Manifesto della Comunicazione pubblica in campo ambientale”, s.d. pag.1 3 Legge 8 Luglio 1986 n.349 “Istituzione del Ministero dell’Ambiente e norme in materia di danno ambientale”

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Maria Bergamini Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2053 click dal 29/04/2014.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.