Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

L'acquisto di azioni proprie e la relazione dell'organo amministrativo: un'indagine empirica

L’acquisto di azioni proprie è considerata una manovra complessa e di natura controversa, la cui legittimità è stata a lungo messa in discussione. Varie possono essere le finalità che lo giustificano: dalle più semplici, quale la vendita ad un prezzo superiore a quello d’acquisto, alle più articolate, tra cui il tentativo di opporsi alla conquista del controllo di una società, mediante la riduzione del numero di azioni della stessa in circolazione. Le motivazioni sottostanti l’acquisto di azioni proprie sono dunque molteplici e non tutte immediatamente comprensibili.
Per valutare correttamente gli effetti di tale operazione, è necessario far riferimento all’economia dell’impresa e, soprattutto, degli obiettivi strategici che il suo organo amministrativo si pone. Ecco quindi perché è fondamentale giustificare adeguatamente tale operazione agli azionisti.
Lo scopo del presente lavoro è analizzare criticamente a livello teorico ed empirico le motivazioni sottostanti l’acquisto di azioni proprie. A tal fine sono state analizzate le relazioni prodotte dall’organo amministrativo delle società quotate alla borsa di Milano per giustificare l’operazione in parola. L’analisi dovrebbe permettere di evidenziare eventuali gap tra teoria e prassi.
Nel primo capitolo viene analizzata la normativa nazionale in tema di acquisto di azoni proprie. Il nostro ordinamento giuridico attuale, infatti, pur evitando di tipizzare gli scopi che la società può perseguire con l’acquisto, prevede dei vincoli precisi entro cui può essere realizzata.
Nel secondo capitolo viene invece descritta la lunga diatriba intercorsa nella dottrina, relativa alla natura dell’operazione. Da un lato, viene equiparata ad un generico investimento societario e, dall’altro, ad una riduzione di capitale. Come idee così opposte generino un conflitto, sia in materia contabile che fiscale, è evidente. Esso è stato risolto con la recente riforma in materia di bilanci, che ne ha sancito definitivamente la natura.
Nel terzo capitolo vengono presentate le finalità perseguibili tramite essa e sostenute dalla dottrina. Per ognuna di queste vengono indicate le potenzialità future, senza tralasciare però le rischiosità ad esse associate.
Nel quarto capitolo, per chiarire infine quali tra i vari intenti ipotizzati a livello teorico siano maggiormente considerati nella realtà operativa delle aziende, sono analizzate le motivazioni riportate dagli organi amministrativi di alcune società quotate nel mercato italiano all’interno delle relazioni dagli stessi predisposte e rivolte ai soci. Il confronto delle relazioni con quanto sostenuto dalla dottrina aziendalistica consente di avanzare delle ipotesi che spieghino la possibile divergenza risultante, mostrando quali sono i veri intenti a cui gli amministratori mirano e come, in concreto, uno strumento così versatile ma anche fortemente aleatorio, sia utilizzato nella realtà societaria italiana.

Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE L’acquisto di azioni proprie è l’operazione con cui una società acquisisce dalla propria compagine sociale i titoli da essa emessi, divenendone così titolare. L’intervento realizzato dall’emittente sulle proprie azioni è considerata una manovra complessa e di natura controversa, la cui legittimità è stata a lungo messa in discussione. Varie possono essere le finalità che lo giustificano: dalle più semplici, quale la vendita ad un prezzo superiore a quello d’acquisto, alle più articolate, tra cui il tentativo di opporsi alla conquista del controllo di una società, mediante la riduzione del numero di azioni della stessa in circolazione. Le motivazioni sottostanti l’acquisto di azioni proprie sono dunque molteplici e non tutte immediatamente comprensibili. Vi è invero una rischiosità intrinseca ad esso associata, incrementata dall’imprevedibilità dei suoi esiti. Per valutare correttamente gli effetti di tale operazione, è necessario far riferimento all’economia dell’impresa e, soprattutto, degli obiettivi strategici che il suo organo amministrativo si pone. L’acquisto di azioni proprie, infatti, implica impiego di liquidità aziendale disponibile che viene quindi distolta dal core business. Ecco quindi che è fondamentale giustificare adeguatamente tale operazione agli azionisti. Le giustificazioni finora proposte dalla dottrina fanno riferimento ad un ampio novero di situazioni concrete che tendono ad variare in

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Giulia Giulietti Contatta »

Composta da 310 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 293 click dal 30/09/2016.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.