Le terapie complementari e il nursing oggi: esiste una relazione positiva tra il loro uso e la loro efficacia? - Un'analisi esplorativa e la prospettiva di uno Studente Infermiere

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Ercole Francavilla Contatta »

Composta da 132 pagine.

 

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Le cure complementari sono sempre piu diffuse nella pratica sanitaria e infermieristica e la loro definitiva integrazione potrebbe migliorare il benessere delle persone assistite e, anche, implicare una riduzione dei costi. Lo scopo del presente studio è stato verificare, attraverso la revisione della letteratura, l'uso di terapie complementari nella pratica infermieristica e la loro efficacia. La revisione è stata condotta su un campione casuale di 44 pubblicazioni scientifiche, tratte da riviste di infermieristica accreditate. Per quanto riguarda i risultati, gli studi in materia risultano aumentati nell'ultimo decennio e l'80% di essi dimostra un esito di efficacia. Tecniche di manipolazione e massaggio e interventi psico-fisici rappresentano le tipologie di terapie complementari maggiormente diffuse tra gli infermieri. La possibilità di integrare alcune tecniche non convenzionali nella pratica infermieristica può indurre ad un risparmio sulla spesa sanitaria, tuttavia ulteriori studi sono necessari.

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Introduzione 1 INTRODUZIONE Oggetto di lavoro Sebbene l’uso di terapie complementari nella cura della malattia possa indurre al pensiero di un recente “mutamento” dell’approccio al Paziente, quasi come volesse “violare” i pilastri dell’odierna medicina, esso è, piuttosto, qualcosa di ancestrale; erbe, oli, pratiche energetiche o varie forme di massaggio, sono tutti metodi di cura vecchi ormai decine e decine di secoli. Basti pensare alla millenaria esperienza della cultura cinese che, anche oggi, cura determinate patologie come per esempio quelle gastrointestinali, con “farmaci di origine minerale” (caolino o zolfo) o di origine vegetale (rabarbaro), associando tali terapie all’uso dell’agopuntura. E ancora, gli antichissimi papiri medici ritrovati in Egitto 1 evidenziano un ampio uso di “farmaci vegetali”, somministrati in pillole, compresse, supposte, unguenti, gocce, bagni e clisteri 2 . Studiando, poi, la storia delle “Scholae Medicorum” dell’Impero Romano, si riscontrano rimedi che si avvalgono delle virtù medicamentose delle piante: l’uso dell’asfodelo per le ragadi al piede, la senape per gli avvelenamenti da funghi, i semi 1 Per esempio, nel papiro Ebers e nel papiro Berlin 3038, si legge di metodi anticoncezionali a base di “certe sostanze” mescolate a miele; sostanze come derivati dal coccodrillo, salnitro, ecc... Rif.: Matthiae P, Levi MA, Bresciani E, Pellizzari A, Giorcelli S. Dalla preistoria all’antico Egitto, in La Storia, I. Roma: Gruppo editoriale L’Espresso SpA – Divisione La Repubblica; 2004. p. 726. 2 Magliano R. Breve storia della diverticolosi del colon: tra scienza, empirismo e credenze popolari. Milano: Mediamed Edizioni Scientifiche; 2003. pp. 7-8.