Coordinamento ed armonizzazione dell'imposizione societaria in seno all'Unione Europea

Oggi non è facile fare affari in Europa: le aziende si trovano alle prese con 28 diversi regimi fiscali, i quali spesso portano a una doppia imposizione, alti costi amministrativi e costi di ristrutturazione fiscale. Il tutto porta le società europee in una posizione di svantaggio rispetto alle multinazionali che svolgono la propria attività in diverse parti del mondo, come ad esempio gli Stati Uniti o il Giappone. Tale risultato ostacola il raggiungimento degli obiettivi generali così definiti dalla strategia di Lisbona e contrasta con le priorità fissate per l’Europa 20201. E’ utile tener presente che l’obiettivo del Trattato di Roma era di stabilire un singolo mercato comune. Nonostante i numerosi successi per quanto riguarda le imposte indirette, i governi nazionali non hanno compiuto il funzionamento ottimale nel settore delle imposte dirette; addirittura, alcune iniziative adottate dalla Commissione europea non hanno avuto alcun successo. Siamo in presenza di diverse norme, trattati, che disciplinano la materia tributaria, le quali potrebbero rendere tale materia un sistema autonomo; ma in realtà tali norme sono presenti per tutelare la libera concorrenza, quindi vanno ad assumere una funzione negativa volta a delimitare gli effetti che la fiscalità potrebbe causare nel mercato europeo. Proprio a causa di questa funzione negativa nelle norme europee, vi è una differenza con le norme fiscali determinate dai singoli Stati i quali rimangono liberi di poter stabilire i propri sistemi fiscali, con il solo limite di creare norme che possano ledere i principi costitutivi europei a tutela del libero mercato. Quindi in presenza di questo contrasto di normativa si ha come l’intuizione che il gran progetto dell’Unione europea pensato dai grandi padri fondatori è ben lontano dall’essere veramente realizzato. Ho deciso di svolgere un lavoro sul tentativo di questa tanto voluta armonizzazione delle imposte dirette perché ho la speranza e il desiderio che questo avvenga. Credo fortemente che possa essere possibile. Credo fortemente che l’Europa possa un giorno definirsi “unita” in tutti gli aspetti possibili. Però purtroppo, come si avrà modo di leggere e constatare, non credo che l’Europa sia ancora pronta per questo passo così ambizioso. Nel primo capitolo descrivo tutto il percorso dell’Unione Europea che ci ha portato ai giorni nostri; successivamente analizzerò una importante proposta di Direttiva precedente fino ad arrivare alla nuove proposte attuali; cercherò di cogliere gli aspetti positivi e le criticità di questo tentativo così cruciale per la storia dell’Unione Europea.

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4 Capitolo primo IL DIRITTO TRIBUTARIO NELL’ORDINAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA 1.1 Introduzione Oggi non è facile fare affari in Europa: le aziende si trovano alle prese con 28 diversi regimi fiscali, i quali spesso portano a una doppia imposizione, alti costi amministrativi e costi di ristrutturazione fiscale. Il tutto porta le società europee in una posizione di svantaggio rispetto alle multinazionali che svolgono la propria attività in diverse parti del mondo, come ad esempio gli Stati Uniti o il Giappone. Tale risultato ostacola il raggiungimento degli obiettivi generali così definiti dalla strategia di Lisbona e contrasta con le priorità fissate per l’Europa 2020 1 . E’ utile tener presente che l’obiettivo del Trattato di Roma era di stabilire un singolo mercato comune. Nonostante i numerosi successi per quanto riguarda le imposte indirette, i governi nazionali non hanno compiuto il funzionamento ottimale nel settore delle imposte dirette; addirittura, alcune iniziative adottate dalla Commissione europea non hanno avuto alcun successo. Siamo in presenza di diverse norme, trattati, che disciplinano la materia tributaria, le quali potrebbero rendere tale materia un sistema autonomo; ma in realtà tali norme sono presenti per tutelare la libera concorrenza, quindi vanno ad assumere una funzione negativa volta a delimitare gli effetti che la fiscalità potrebbe causare nel mercato europeo. Proprio a causa di questa funzione 1 EUROPE 2020 – A European strategy for smart, sustainable and inclusive growth, Brussels, 3.3.2010, COM(2010) 2020. “Europe 2020 puts forward three mutually reinforcing priorities: - Smart growth: developing an economy based on knowledge and innovation - Sustainable growth: promoting a more resource efficient, greener and more competitive economy - Inclusive growth: fostering a high-employment economy delivering social and territorial cohesion. “

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia e Giurisprudenza

Autore: Maria D'Agnese Contatta »

Composta da 170 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.