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Il bilancio d'esercizio: novità e criticità emergenti

La nostra più autorevole dottrina economico-aziendale ci ha insegnato a pensare all’azienda, come ad un «sistema aperto» che interagisce con l’ambiente a cui è avvinto, tramite «l’attivazione di circuiti di relazioni», sia con le altre unità aziendali che con l’ambiente di cui è parte integrante.
In particolare, oltre a risentire delle mutazioni dell’ambiente in cui opera, l’azienda si dimostra, al contempo, parte attiva nel provocarle, attraverso «le decisioni assunte e le politiche gestionali adottate».
Perciò, anche il dato contabile finisce per esprimere la totalità di questi “atti di comunicazione”, di questi “rapporti di scambio”, rivelandosi, quindi, non soltanto, traduzione quantitativo-monetaria di un evento storico aziendale, ma anche sintesi «di un sistema di valori» che rappresenta, da una parte, «premessa e motivazione dei… comportamenti» dell’azienda stessa e, dall’altra «struttura e conformazione dell’ambiente in cui opera». Come tale, l’azienda può definirsi un vero e proprio «convertitore di valori», rispecchiante quel particolare rapporto di incontro/scontro che lega la cultura antropologica alla cultura aziendale.
In quest’ottica, anche il tema del bilancio d’esercizio non si esaurisce nell'esame delle grandezze di sintesi ad esso correlate, ma comporta al suo lettore uno sforzo maggiore, richiedendogli «di scavare sotto la scorza della superficie quantitativo-monetaria del dato di conto per apprezzare il mondo interiore dell’azienda medesima, cioè i suoi valori e la sua cultura: il Bilancio di esercizio, in verità, possiede una miscela di “colori”, ognuno dei quali vela il sottostante, creando l’effetto delle vicende storiche nel tempo».Partendo da queste premesse, nel corso della trattazione, dopo aver avvertito ed identificato un preciso bisogno di regole contabili “condivise”, si sono ripercorse, senza alcuna pretesa di esaustività, le principali tappe evolutive del processo di armonizzazione contabile che hanno condotto all'emanazione del nuovo D.lgs. n. 139/2015. In particolare, il presente lavoro si prefigge di esaminare le più importanti innovazioni normative che hanno colpito la materia del bilancio d’esercizio, nonché le conseguenti criticità emergenti, con la speranza di fornire utili spunti di riflessione.

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7 INTRODUZIONE La nostra più autorevole dottrina economico-aziendale ci ha insegnato a pensare all’azienda, come ad un «sistema aperto» che interagisce con l’ambiente a cui è avvinto, tramite «l’attivazione di circuiti di relazioni», sia con le altre unità aziendali che con l’ambiente di cui è parte integrante 1 . In particolare, oltre a risentire delle mutazioni dell’ambiente in cui opera, l’azienda si dimostra, al contempo, parte attiva nel provocarle, attraverso «le decisioni assunte e le politiche gestionali adottate» 2 . Perciò, anche il dato contabile finisce per esprimere la totalità di questi “atti di comunicazione”, di questi “rapporti di scambio”, rivelandosi, quindi, non soltanto, traduzione quantitativo-monetaria di un evento storico aziendale, ma anche sintesi «di un sistema di valori» che rappresenta, da una parte, «premessa e motivazione dei… comportamenti» dell’azienda stessa e, dall’altra «struttura e conformazione dell’ambiente in cui opera» 3 . Come tale, l’azienda può definirsi un vero e proprio «convertitore di valori», rispecchiante quel particolare rapporto di incontro/scontro che lega la cultura antropologica alla cultura aziendale. In quest’ottica, anche il tema del bilancio d’esercizio non si esaurisce nell’esame delle grandezze di sintesi ad esso correlate, ma comporta al suo lettore uno sforzo maggiore, richiedendogli «di scavare sotto la scorza della superficie quantitativo-monetaria del dato di conto per apprezzare il mondo interiore dell’azienda medesima, cioè i suoi valori e la sua cultura: il Bilancio di esercizio, in verità, possiede una miscela di “colori”, ognuno dei quali vela il sottostante, creando l’effetto delle vicende storiche nel tempo» 4 . 1 M.G. BALDARELLI, “La responsabilità sociale nel terzo millennio: prospettive economico- aziendali”, in A. MATACENA, M. DEL BALDO (a cura di), Responsabilità sociale d’impresa e territorio. L’esperienza delle piccole e medie imprese marchigiane, Franco Angeli, Milano, 2009, p. 85. «Qualunque organismo economico appare, in definitiva, come un nodo od un polo nel quale convergono o dal quale dipartono legami rappresentati dai rapporti o dalle relazioni interaziendali attivate e fra loro variamente connesse; questo stato di cose può essere raffigurato mediante un modello schematizzabile come un sistema avente una struttura a raggiera, in modo che ad un nucleo, posto al centro di quel sistema concernente l’azienda considerata, siano collegati alcuni corpi periferici, cioè aziende terze»: G. CATTURI, Teorie contabili e scenari economico-aziendali, Cedam, Padova, 1997, p. 3. 2 G. CATTURI, ibidem. 3 G. CATTURI, Teorie contabili e scenari economico-aziendali, op. cit., p. 242. 4 G. CATTURI, Principi di economia aziendale. L’azienda universale: l’idea forza, la morfologia e la fisiologia, Cedam, Padova, 2012, pp. 466 ss.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Eva Tomasone Contatta »

Composta da 218 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 66 click dal 05/04/2018.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.