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Modell Deutschland

Nel mio elaborato tesi al capitolo 1 intitolato La genesi del Modell Deutschland mi sono prefissa l'obiettivo di spiegare in che senso l'etica protestante costituisca la genesi del capitalismo, ponendo le basi al modello tedesco odierno. Per farlo ho analizzato l'opera di Weber, l'etica protestante e lo spirito del capitalismo nella quale l'autore afferma che il capitalismo si sia diffuso nei paesi calvinisti a carattere protestante, il cui messaggio protestante rappresenti la chiave del moderno capitalismo occidentale. Infatti se il capitalismo weberiano nasce da un coro virtuoso di risparmiatori, con la perdita dell'etica la società cambia e alla religione ecclesiastica e cioè al suo politeismo di valori prende posto un monoteismo di mercato. Quindi da una religione protestante si passa a un altro tipo di religione quella del profitto. Nel profetizzare la nuova società e il suo avvenire Weber offre l'immagine ben chiara di un'umanità strumento stesso del capitalismo da lei stessa creato. Un mondo dove spread diremmo oggi e mercato divengono divinità a cui gli uomini sono sottoposti. Quella pratica del risparmio che si riconosce nella prima parte del capitalismo occidentale e che Weber riconosce come la genesi del capitalismo, ha avuto seguito in quelle manovre di governo che noi oggi conosciamo come Austerity, o meglio concetto di austerità su cui si è basata la ripresa economica e strutturale dell'Europa dal 2008 a oggi. Al capitolo 2 partendo da una data simbolica come il 1989, la caduta del muro di Berlino e la conseguente riunificazione della DDR e la RDT, per arrivare a toccare i punti fondamentali del processo di trasformazione su cui la Germania ha deciso di rifondarsi, mi sono servita delle più importanti riforme storico-strutturali del Modell Deutschland.
Al capitolo 3 ho affrontato la questione del progetto europeo partendo dalla sua costituzione scaturito con la caduta del muro di Berlino, in particolare ho deciso di focalizzarmi sulle problematiche a cui l'Europa deve far fronte partendo dai valori fondanti rinnegati dai membri costituenti e contestualmente gli effetti prodotti dalla globalizzazione. Il processo di globalizzazione ha generato una riclassificazione delle gerarchie sociali all'interno delle predominanti società industriali e l'urgenza di una soluzione ai flussi migratori e la consegue affermazione di sentimenti di rabbia e paura. Inoltre hanno notevole importanza le crisi democratiche in cui si percepisce una sfiducia alle democrazie rappresentative che sfociano nei populismi. Le manifestazioni più clamorose sono state la Brexit e la vittoria alle elezioni di Donald Trump. L'Europa sta vivendo un momento storico in cui si assiste alla ridefinizione dei rapporti di forza internazionali. La globalizzazione viene per tanto identificata come la più grande sfida a cui le potenze mondiali devono dare risposte efficaci.
Il tradimento dei valori fondanti dell'occidente con la negazione del costituzionalismo liberale e il cosmopolitismo da parte della Gran Bretagna e il protezionismo dell'America sono i campanelli d'allarme che mostrano l'urgenza ad una riflessione e a una trasformazione se dovessimo prendere a modello la Germania. Il Vecchio Occidente vede il disfacimento dei valori originari che lasciano spazio ad un Nuovo Occidente che si identifica in nuovi valori etico - spirituali che si manifestano negli emergenti diritti politici. L'Europa è un Gianobifronte che mostra una faccia con la realizzazione utopistica data dalla mescolanza delle culture, tradizioni e religioni e la sua reale concretizzazione. Dall'altro lato mostra la faccia che rappresenta i valori quali tolleranza, giustizia sociale che trovano adempimento nell'Unione.
L'Europa allo stato attuale non ispira stabilità, anche se i paesi hanno la ferma volontà di essere parte integrante di un sistema forte e coeso, il prossimo passo decisivo è la regolamentazione unitaria tra gli stati membri.

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3 Introduzione Il 1989 ha segnato l’avvio di un epocale rivolgimento storico, “la grande trasformazione”, andando a provocare uno sconvolgimento degli assetti mondiali la cui conseguenza è stata la ridefinizione degli equilibri geopolitici e geoeconomici su scala planetaria: insomma la globalizzazione. Una delle conseguenze più clamorose di tale processo è stato il mutamento di senso e di fine “dalla pace alla potenza” del progetto cosmopolitico di costruzione dell’unità europea che aveva preso le mosse nel lontano 1950: pensato al tempo della guerra fredda per assicurare pace e benessere all’Europa, ha conosciuto sulla scia della grande rottura segnata dal 1989 un mutamento di funzione poiché la globalizzazione è una sfida per l’Europa comunitaria. L’Europa è stata chiamata a compiere una radicale trasformazione della sua struttura politica e del suo funzionamento economico produttivo grazie alla quale poter competere su scala mondiale con le potenze mondiali ed essere in grado dunque, di reggere l’incontro-scontro con altre identità religiose e culturali. Il mutamento planetario ha alterato gli equilibri di potenza tra le nazioni europee e la dinamica stessa del processo della loro unificazione: lo sviluppo economico e la contemporanea crisi della capacità d’azione degli organi UE hanno spinto la Germania ancora una volta a occupare un ruolo centrale, in una posizione oggettivamente egemonica. Questo ha caricato la Germania di responsabilità inedite, forse inattese e sicuramente indesiderate, ma ha anche provocato irritazione e sospetto negli altri paesi europei che non hanno ancora deciso se aver paura di un’egemonia tedesca o temere un disimpegno della Germania. Un problema resta perché è nelle cose: è la realtà di asimmetria di potenza che oggi esiste tra Germania e gli altri paesi europei: un’asimmetria che è economica e strategica, al punto che cresce un pericoloso dissidio all’interno dei soci fondatori dell’Europa, specialmente tra Francia e Italia da un lato e Germania dall’altro.

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Informazioni tesi

  Autore: Rosa Carta
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi di Urbino
  Facoltà: LINGUE E CULTURE STRANIERE
  Corso: LINGUE E CULTURE STRANIERE
  Relatore: Luca Renzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 38

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Parole chiave

europa
immigrazione
seconda modernità
etica protestante
spirito del capitalismo
modell deutschland
federalismo sociale
populismi
modello politico
sovranita' di stato

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