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La flessibilità del vincolo del pareggio di bilancio ai sensi dell'art. 81 della Costituzione

Informazioni tesi

  Autore: Martina D'Atino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Alfonso Celotto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 159

Il vincolo di pareggio ha trovato ingresso nell'ordinamento italiano all'art. 81 Cost. grazie alla legge costituzionale 20 aprile 2012 n. 1.
Tale strumento ha largamente contribuito alla costruzione di un ordinamento composito e multidimensionale della governance economica europea, palesandosi spesso nelle vesti della c.d. soft law.
Il disposto dell'art. 81 Cost. ha erto a rango costituzionale il principio di equilibrio delle entrate e delle spese delle pubbliche amministrazioni.
La Corte costituzionale, con sua pronuncia, è spesso chiamata a effettuare il bilanciamento degli interessi costituzionalmente garantiti, tenendo conto, tra gli altri, di un parametro a scopi monetari. Il test di ragionevolezza applicato in alcune sentenze storiche, portate in commento all'interno dell'opera, si può evincere la vicinanza o meno delle posizioni della Consulta con quelle del Legislatore.
I tre Poteri fondamentali dello Stato chiamati, ognuno nel proprio ruolo e con la propria attività, a garantire il rispetto degli equilibri finanziari si vedranno costretti ad alterare il baricentro dei loro rapporti.

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  Anno: 2018-19
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8 INTRODUZIONE L’obiettivo del presente lavoro è tentare di dare una risposta a tre quesiti, tra loro connessi, riferiti al funzionamento del vincolo del pareggio di bilancio, ossia: 1. se per considerare “sane” le finanze pubbliche è necessario che i conti esibiscano parità tra le entrate e le uscite, presentandosi il pareggio come criterio ordinante del bilancio pubblico; 2. se il bilancio deve essere in pareggio, se tale vincolo può considerarsi valido solo se espressamente previsto in una norma oppure a prescindere, alla stregua di una regola preesistente all’ordinamento; 3. se tale limite è necessario e valido, come si relaziona con le singole voci di costo, racchiudendo ognuna di esse un interesse meritevole di tutela da parte dello Stato. L’opera è strutturata in tre parti, rispettivamente concernenti il pareggio di bilancio nella dimensione dell’ordinamento interno, in quello europeo e nella giurisprudenza. Il Capitolo I è dedicato agli sviluppi del rapporto tra il vincolo del pareggio e il bilancio pubblico dall’Unità d’Italia alla riforma costituzionale del 2012. Un passaggio preliminare è riservato alla descrizione della congiunzione storica del bilancio con il principio democratico, basato sull’assioma no taxation without representation. Il primo pareggio di bilancio è stato dichiarato nel 1876 per dare il segnale all’esterno di essere un’Italia unita, solida e compatta. Lo Statuto Albertino, mentre poco diceva a proposito del bilancio, definiva all’art. 31 il debito pubblico come «inviolabile», volendo statuire fermamente che lo Stato doveva onorare i propri debiti. In quell’epoca, si osservava la regola, implicita dell’ordinamento, della parità tra entrate e spese nei conti pubblici, alla quale si poteva derogare, infatti, solo in caso di guerre o gravi recessioni finanziarie. Nel corso dei lavori dell’Assemblea costituente il dibattito sulla disciplina del bilancio era animato dalla contrapposizione tra le teorie economiche classiche e quelle contemporanee di quel tempo che influenzavano le diverse anime politiche, e l’operosità del pareggio di bilancio sarebbe dipesa da quale orientamento avrebbe, alla fine, prevalso.

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Parole chiave

soft law
pareggio bilancio
equilibrio bilancio
test ragionevolezza
diritti finanziariamente condizionati

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