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Clinical Risk Management alla luce della L. 24/2017: analisi e confronto dei Piani Annuali di Risk Management (PARM) 2019 della Regione Lazio

Informazioni tesi

  Autore: Marco Andreocci
  Tipo: Tesi di Master
Master in Diritto e Management delle Professioni Infermieristiche (MADIP)
Anno: 2018
Docente/Relatore: Francesco Albergo
Istituito da: Libera Università Mediterranea "Jean Monnet"
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

Background: Dando uno sguardo alla letteratura latina non rimane difficile imbattersi nel tema dell’uomo e dei suoi sbagli, errori, e del legame che esiste tra essi. La frase: “Errare humanum est” che è la prima parte di una famosa locuzione latina dà per scontato che l’uomo sia un essere fallace, cosa ovviamente vera non essendo un’entità divina. Ma quindi se errare è umano significa che l’uomo commette errori costantemente?. La risposta è no, o forse si, in ogni caso corre un rischio costante e da sempre. Questa probabilità di subire un errore, in ambito sanitario prende il nome di “rischio clinico”, e l’insieme di azioni, spesso complesse, messe in atto per ridurre ed evitare tale rischio danno vita alla “gestione del rischio clinico”.
Obiettivo: Analizzare le criticità nella gestione del rischio clinico della Regione Lazio ed evidenziare le modifiche proposte e messe in atto dopo la L. 24/2017
Metodologia: Analisi dei PARM del 2019 pubblicati sul sito della Regione Lazio
Risultato: La non corretta compilazione dei PARM ha posto dei limiti all’analisi delle attività di gestione del rischio clinico, ma è stato comunque possibile evidenziare le seguenti criticità: una Asl ha presentato alcuni dati illeggibili e tre A.O.U. alcuni dati mancanti. L’ARES118 lascia gestire in convenzione ad altre società circa il 44% dei mezzi presenti sul territorio, con ripercussioni sulla qualità ed efficienza del servizio e discrepanze sulla gestione del rischio. Le segnalazioni degli eventi avversi si attestano ancora a poche decine o centinaia, con una quota non ancora sufficiente di Near Miss. I risarcimenti erogati ed i sinistri gestiti non si riescono facilmente a correlare. Il regime di autoassicurazione è attivo in circa il 53% delle strutture sanitarie ed Il 58% non è riuscito a completare tutte le attività programmate nell’anno precedente.
Conclusione: Per una migliore gestione del rischio clinico è necessario ottenere a breve termine una diffusione capillare degli obiettivi della gestione del rischio, un aumento delle segnalazioni grazie alle nuove tutele per chi segnala ed un’attenta e puntuale redazione dei PARM, sui quali le Regioni possono basarsi per attuare e monitorare le giuste misure correttive, ed attraverso i quali le Aziende virtuose possono fungere da esempio per le altre.

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  Autore: Marco Andreocci
  Tipo: Tesi di Master
Master in Diritto e Management delle Professioni Infermieristiche (MADIP)
Anno: 2018
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Istituito da: Libera Università Mediterranea "Jean Monnet"
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

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12 1.2 Analisi dell’evento alla ricerca dell’errore I numerosi strumenti di analisi del rischio clinico possono essere racchiusi in due macrocategorie: la reattiva e la proattiva. La prima focalizza l’analisi sull’evento avverso già accaduto andando a ritroso nella sequenza degli avvenimenti e ricercando le cause scatenanti, favorenti, e le mancate barriere di protezione e prevenzione. La seconda invece si muove d’anticipo andando a revisionare ogni processo o procedura e ricercando eventuali punti critici che potrebbero scatenare o favorire l’errore. Quest’ultima tipologia di analisi viene spesso utilizzata anche in fase di progettazione di nuovi processi o procedure per cercare di creare delle barriere che impediscano l’errore. Entrambe le tipologie di analisi si avvalgono di vari 11 http://www.salute.gov.it/portale/sicurezzaCure/dettaglioContenutiSicurezzaCure.jsp?lingua=italiano&id=250&area =qualita&menu=lineeguida

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regione lazio
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rischio clinico
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