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L'approccio ''Nudge''. Una nuova economia per una nuova società

Informazioni tesi

  Autore: Laura Tosi Brandi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Formazione e sviluppo risorse umane
  Corso: Scienze dell'educazione e della formazione
  Relatore: Claudio Tognonato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

La presente tesi si propone di analizzare il rapporto tra etica ed economia al fine di ripensare una disciplina che sia più aderente alle esigenze della società odierna. A tal punto è stata condotta un’analisi dell’origine dell’economia come “scienza pratica” al servizio della politica nell’antica Grecia. Nei dialoghi socratici l’economia, ancora embrionale, era fortemente legata all’etica e aveva strette correlazioni con le consuetudini. A rompere tale staticità saranno le tesi di Adam Smith che nel 1776 pubblica “Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni” in cui introduce i concetti cardine della moderna economia politica quali: la razionalità strumentale, la divisone del lavoro, la mano invisibile ecc... I sostenitori del padre della economia hanno spesso astratto le idee di Smith dall’ambiente socio-economico a cui lo stesso autore le aveva legate. Questa e la principale critica che il premio Nobel Amartya Sen muove all’economia convenzionale, alla sua connotazione di scienza pura e non più legata alla contingenza umana. Si parla di una disciplina che, a partire dai lavori di Smith, Ricardo e Malthus, ha iniziato un percorso di emancipazione dall’etica e dalla stessa società, cercando un proprio settore disciplinare autonomo dalle scienze umane. In questo modo l’economia si accostò sempre più alla struttura e alle metodologie delle scienze nomotetiche, tanto che nei manuali di economia viene analizzato l’agire non più dell’essere umano, ma dell’Homo oeconomicus. Egli raramente commette errori, sceglie attraverso il criterio d’utilità e cerca di massimizzare il proprio interesse in un clima di mutua indifferenza. Richard Thaler e Cass Sunstein, riflettendo sulla poca aderenza di questa figura all’essere umano, indagano le cause dell’agire “realmente” umano in un processo decisionale. Dal loro lavoro comincia a prendere piede, negli ambienti accademici, l’idea secondo cui l’economia tradizionalmente intesa non abbia saputo intercettare alcuni elementi fondamentali e che quindi non sia stata in grado di rispondere alle esigenze della società difronte a gravi crisi economiche. Ricordiamo quella che si è abbattuta sulle banche americane nel 2007 e che si è diffusa rapidamente in tutto il mondo. La “Prospect Theory”, elaborata dagli psicologi israeliani, oltre ad essere al centro di numerosi dibattiti è il nucleo dell’economia comportamentale, disciplina di recente scoperta che cerca di colmare le lacune di quella ortodossa introducendo principi di psicologia cognitiva e sociale e di eliminare la dogmaticità della razionalità strumentale. Gli autori di "Nudge" propongono una strategia alternativa che utilizza il “pungolo” come strumento dei sistemi privati e pubblici per garantire ai cittadini delle scelte che miglioreranno le loro decisioni, la loro salute e la loro vita. Un pungolo, secondo gli economisti, è una spinta gentile, cioè un qualsiasi aspetto “dell’architetture delle scelte” che alteri il comportamento degli individui in maniera prevedibile, senza proibire alcuna opzione o modificare in misura significativa gli incentivi economici. Di qui si propongono alcuni esempi di esperienze virtuose con il sistema “RECAP” e alcune sperimentazioni italiane che riprendono, i valori dell’economia comportamentale.

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  Autore: Laura Tosi Brandi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2017-18
  Università: Università degli Studi Roma Tre
  Facoltà: Formazione e sviluppo risorse umane
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  Relatore: Claudio Tognonato
  Lingua: Italiano
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15 Capitolo 2 2.1 La rivoluzione industriale “Il fenomeno che prende il nome di rivoluzione industriale è caratterizzato da un insieme di fattori: la recinzione delle terre comuni, l’abbandono delle campagne, 21 lo scioglimento delle corporazioni medievali 22 , la presenza di grandi proprietari terrieri, le loro capacità d’investimento e innovazione, la divisione del lavoro, lo sviluppo della scienza, l’espansione dell’incipiente industria manifatturiera, la crescita della capacità estrattiva del carbone, la tendenza all’urbanizzazione, il sostegno delle istituzioni all’iniziativa individuale. Il tutto coadiuvato dal miglioramento della rete dei trasporti e dalla possibilità di operare in un ampio mercato, come quello dell’impero coloniale britannico” 23 . In letteratura sembra che ogni autore voglia porre l’accento su uno di questi elementi e renderlo caratterizzante per lo sviluppo dell’intero fenomeno. Molti sostennero che fosse la divisione del lavoro ad aver scaturito la rivoluzione, compreso Adam Smith, ma tale posizione viene smentita da Polanyi. Egli infatti dimostra che la divisione del lavoro è 21 Il cambiamento demografico che si registra in quegli anni è dovuto anche alla rivoluzione agraria che gioca un ruolo fondamentale nello sconvolgimento in atto. I tre fattori che contribuiscono alla riduzione della popolazione rurale sono: la distribuzione del sistema di coltivazione dei campi comunitari, la recinzione su larga scala di terre demaniali e l’assorbimento delle piccole fattorie da parte delle grandi. Da una parte, il concentrarsi delle terre nelle mani di pochi riduce il numero degli agricoltori, dall’altra, le recinzioni cacciano dai poderi i contadini che, senza diritti di pascolo, sono costretti in condizioni al limite della sopravvivenza. (Tognonato, Economia senza società. Oltre i limiti del mercato globale, 2014) 22 Lo scioglimento delle corporazioni medievali, secondo Weber, è un processo che muove dall’ascesa di singoli artigiani allo stato di mercanti o mercanti-imprenditori che, anche se in contrasto con la democrazia corporativa, acquistavano la materia prima, assegnavano il lavoro ad altri colleghi della corporazione che seguivano il processo di produzione e vendita del prodotto. In tal modo l’intera corporazione di artigiani si trasforma in una corporazione di commercianti che obbliga le altre al suo servizio. Ciò avviene anche perché per alcuni prodotti, la cui materia era molto costosa e doveva essere importata, le corporazioni divenivano dipendenti dai commercianti che anticipavano il denaro, fornendo i fattori di produzione per poi ritirare la merce (Verlagssystem), venderla e con il ricavato pagare il lavoro. Il Verlagssystem può essere ritenuto un “protocapitalismo” che si sviluppa parallelamente all’artigianato e che le corporazioni cercano di contrastare senza successo. (Tognonato, Economia senza società. Oltre i limiti del mercato globale, 2014) 23 Cfr. C. TOGNONATO, Economia senza società. Pag. 4.

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Parole chiave

prospect theory
euristiche
homo oeconomicus
daniel kahneman
bounded rationality
economia comportamentale
nudge
thaler
pungolo
architettura delle scelte

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