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La moneta elettronica in Italia, caratteristiche, normativa e sviluppi del fenomeno

Informazioni tesi

  Autore: Daniele Manuelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Anna Ruggiero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 34

All’interno di questa Tesi si cerca di approfondire tematiche finanziarie in merito al mondo della moneta elettronica e dei sistemi di pagamento digitali. Negli ultimi decenni c’è stata innegabilmente una forte crescita del settore finanziario digitale, in parte legato all’espansione delle fintech, e in parte collegato alle nuove abitudini dei consumatori. Troviamo una panoramica la più ampia possibile sul settore della moneta elettronica, dalla sua nascita ai giorni nostri, fino a ipotetici aggiornamenti futuri, passando per le leggi che la regolarizzano, il tutto focalizzato principalmente sulla situazione italiana. Un capitolo a parte è dedicato ad una realtà italiana denominata Sardex, la quale come moneta complementare e circuito aziendale, sta avendo un notevole impatto nel mercato finanziario.

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  Autore: Daniele Manuelli
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica Pegaso
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Anna Ruggiero
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 34

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- 11 - Capitolo 2 La moneta elettronica e gli intermediari finanziari 2.1 La Normativa italiana La definizione normativa di moneta elettronica è contenuta originariamente nell’art. 1, par. 3, lett. b), della Direttiva Europea 2000/46/CE. Con tale espressione si intende un «valore monetario rappresentato da un credito vantato nei confronti dell’emittente che sia i) memorizzato su di un dispositivo elettronico, ii) emesso previa ricezione di fondi il cui valore non sia inferiore al valore monetario emesso, e iii) accettato come mezzo di pagamento da soggetti diversi dall’emittente» 5 La citata definizione è attualmente in vigore e non ha subito particolari modifiche nel tempo, per quanto le direttive europee in ambito finanziario si siano succedute negli anni, aggiornando principalmente le modalità del suo utilizzo, e ampliando la gamma di servizi che l’emittente può offrire al proprio cliente. Analizzando la precedente definizione di moneta elettronica, notiamo la prima espressione di “credito vantato nei confronti dell’emittente”; ciò significa che il titolare del valore monetario, può richiedere in qualunque momento il rimborso di quanto presente sul proprio borsellino elettronico. Il secondo passaggio finanziariamente rilevante, è quello in cui si afferma che ci debba essere da parte dell’emittente una preventiva “ricezione di fondi il cui valore non sia inferiore al valore monetario emesso”; questo comma risulta molto importante in quanto il legislatore comunitario ha voluto porre in evidenza quanto già indicato nella Direttiva Europea 2000/12, ovvero che la ricezione di fondi da parte dell’emittente di moneta elettronica non può costituire in alcun modo attività di raccolta del risparmio. Ne consegue che le somme ricevute non sono tutelate da coperture di garanzia, e soprattutto non maturano interessi per il detentore di moneta elettronica. 5 Direttiva (UE) 2000/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 settembre 2000, https://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2000:275:0039:0043:IT:PDF

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