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Geopolitica dell'Islam nel Caucaso Settentrionale

Una tesi divisa in cinque parti sul peso geopolitico dell'Islam nel Caucaso Settentrionale.

Una tesi scritta da Antonio d'Addio, Giuseppe Farina, Andrea Gnetti, Alessio Marini e Marcos Augusto Segarra.

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2 1. La terra delle montagne e delle lingue La regione del Caucaso, posta a cavallo tra Asia ed Europa, ha una superficie di 450.000 km 2 ca. A est e a ovest è bagnata rispettivamente dal Mar Caspio e dal Mar Nero mentre a nord e a sud è attraversata dalle imponenti catene del Grande Caucaso e del Piccolo Caucaso che ne delimitano i confini con la grande steppa euroasiatica e gli altopiani anatolico e iranico (Fig. 1). Con i suoi 1.200 km ca. di lunghezza lungo la direttrice NO-SE, il Grande Caucaso si estende dalla penisola di Taman', tra il Mar d'Azov e il Mar Nero, alla penisola di Apšeron, nel Mar Caspio. Collinare alle due estremità, presenta cime altissime nella parte centrale, dove troneggiano montagne come il Kazbek (5.047), il Koshtan-Tau (5.151 m), lo Shjara (5.201 m), il Dych-Tau (5.201 m) e l'Elbrus (5.642) (Fig. 2). Il Grande Caucaso è formato da un complesso sistema di dorsali parallele che formano vallate situate a grande altitudine; è in queste valli, isolate e inaccessibili per buona parte dell'anno, che si è sviluppata quella “civiltà dell'aul” che ha tanto caratterizzato la storia di questa terra. Per chi giunge dalla grande steppa eurasiatica o dal Mar Nero, il Grande Caucaso appare come un'insormontabile bastione ricoperto di nevi e ghiacciai perenni su cui troneggiano maestose vette dalle forme piramidali. Molto meno lungo e imponente è invece il Piccolo Caucaso che si estende per 600 km ca. in direzione NO-SE per poi scivolare verso sud negli altopiani anatolico e iranico. Il Monte Aragats (4.094 m) e il Grande Ararat (5.137 m) sono le due vette più alte. Tra le due catene si estende un territorio pianeggiante e collinare solcato da grandi fiumi come il Rioni e il Kuma. Il Caucaso presenta al suo interno importanti differenze climatiche e paesaggistiche tra il nord e il sud e tra l'est e l'ovest. La parte settentrionale è più fredda e nevosa di quella meridionale che invece risente degli influssi climatici del Vicino Oriente mentre la parte occidentale è più umida e boscosa di quella orientale molto più arida e stepposa. Nonostante una morfologia complessa e tormentata che ostacola sia i collegamenti interni che esterni alla regione le vicende storiche del Caucaso sono strettamente connesse a quelle della grande steppa euroasiatica e del Vicino Oriente. Per chi scende da nord ieri come oggi sono due i punti più favorevoli all'attraversamento del Grande Caucaso; il primo si trova alla sua estremità orientale nella sottile lingua di terra pianeggiante posta a ridosso del Caspio. Qui sorge l'antica città di Derbent (dal persiano Darband “Porta Sbarrata”) sormontata dall'imponente cittadella fortificata di Naryn-Kala costruita nel VI sec. d.C. dai Sasanidi a difesa delle incursioni delle popolazioni nomadi del nord. L'altro punto di transito è il Passo Darjal (dal persiano “Porta degli Alani”), posizionato quasi al centro del Grande Caucaso, al confine tra la Repubblica dell'Ossezia del Nord-Alania e la regione georgiana del Mtskheta- Mtianeti. Il Passo Darjal può essere considerato il confine naturale tra la parte occidentale e quella orientale della Ciscaucasia (o Caucaso del Nord); una delle due aree assieme alla Transcaucasia (o Caucaso del Sud) in cui si è soliti dividere il Caucaso. Pur rappresentando un sistema unitario

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Informazioni tesi

  Autore: Andrea Gnetti
  Tipo: Tesi di Master
Master in Geopolitica e Sicurezza globale
Anno: 2021
Docente/Relatore: Stefano Valente
Istituito da: Università degli Studi di Roma La Sapienza
Coautore: D’ADDIO Antonio, FARINA Giuseppe, MARINI Alessio, SEGARRA Marcos Augusto
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 120

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Parole chiave

geopolitica
russia
islam
caucaso
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