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Residui di antibiotici nel miele

In Europa, l’uso degli antibiotici in apicoltura è illegale, mentre nei Paesi terzi vengono impiegati diversi principi attivi come sulfamidici, tetracicline, streptomicina, cloramfenicolo, tilosina e spiramicina.
Queste sostanze, eventualmente presenti nel miele, possono derivare non solo dai trattamenti eseguiti contro le malattie delle api, ma anche dalle acque, dal suolo e dai vegetali inquinati.
Dato che l’utilizzo e la prolungata esposizione a questi farmaci portano alla sempre maggiore diffusione dell’antibiotico-resistenza e di altre problematiche, la normativa impone controlli ufficiali. Tramite test di screening e metodi di conferma, è possibile monitorare il contenuto dei residui di essi nel miele.
La maggior parte degli antibatterici non presenta Limiti Massimi di Residui (LMR), perciò è stato definito un limite di azione per la dichiarazione di non conformità pari a 5,0 µg/kg.
Nell’ambito del Piano Nazionale Residui (PNR), il trend dei campioni di miele non adeguati, tra quelli analizzati dal 2016 al 2019, in relazione alla presenza di antibiotici, è in decrescita. Si passa, infatti, dallo 0,93% di non conformità (2016) allo 0,32% (2019). Per quanto riguarda i monitoraggi svolti nei medesimi anni in Europa, l’andamento è, invece, in crescita. Nell’anno 2016, si parla dello 0,80% di campioni non conformi tra quelli sottoposti a verifica, mentre nel 2019 dello 0,98%.
In una ricerca condotta su 135 campioni di miele, si è riscontrato che la più alta percentuale di residui era rappresentata da enrofloxacina (20,7%), seguita da gentamicina (18,15%), sulfamidici (14,81%), tetraciclina (14,07%) e cloramfenicolo (8,9%). Un ulteriore studio, svolto su 59 campioni, ha dimostrato la presenza di tetracicline (tra 6 e 42 ppb) in 35 di essi e di sulfamidici (tra 3 e 32 ppb) in 31.
Si nota, perciò, l’esistenza di una positività generale agli antibiotici. La presenza di residui, però, non è tale da causare danni alla salute dei consumatori, ma eccessiva per assicurare le qualità naturali del prodotto.

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9 4 INTRODUZIONE APE 4.1.1 CLASSIFICAZIONE SISTEMATICA L’Apis mellifera (A. mellifera), descritta nel 1758 da Carlo Linneo, è un insetto altamente sociale di grande importanza sia ambientale sia economica. Appartiene alla classe Insecta, all’ordine Hymenoptera, alla famiglia Apidae e al genere Apis. È ampiamente diffusa in tutto il mondo e, occupando zone con diverse caratteristiche geoclimatiche, è sottoposta a differenti pressioni selettive. Di conseguenza, si sono formate varie razze, suddivisibili in tre gruppi: europea, africana ed orientale (Ruttner, Tassencourt e Louveaux, 1978). 4.1.2 SUPERORGANISMO La popolazione di una colonia di api è composta da una sola ape regina o femmina feconda, da migliaia di api operaie o femmine sterili e da poche centinaia di fuchi o maschi (Pistoia, 2016, A). Tutte queste tre forme derivano da un uovo. Nel caso in cui sia fecondato, da esso possono derivare operaie oppure regine, aventi un corredo cromosomico diploide (2n=32). I maschi derivano, invece, da uova non fecondate, grazie ad un fenomeno definito partenogenesi arrenotoca. Il loro corredo cromosomico è aploide (n=16). La regina è specializzata nella deposizione delle uova, i fuchi nella riproduzione e le api operaie svolgono tutti i lavori necessari alla comunità. La società di questi insetti può essere considerata come un solo organismo, in cui l’ape stessa esplica le funzioni di una cellula. L’alveare è, perciò, un “superorganismo” che esiste grazie alla coordinazione armonica di ogni singolo componente che si adopera per un fine comune. Il superorganismo possiede funzioni vitali proprie, in particolare: • si nutre, in virtù delle api bottinatrici che trasportano all’alveare il cibo • cresce, grazie alla regina che depone le uova • si difende, in quanto le operaie, nel proteggere l'alveare, sacrificano la propria vita

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Informazioni tesi

  Autore: Agnese Giachello
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2020-21
  Università: Università degli Studi di Torino
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Daniele Michele Nucera
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 65

FAQ

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Parole chiave

miele
antibiotici
residui
honey
antibiotics

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