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Struttura e performance del mercato dei mezzi tecnici per l'agricoltura: fertilizzanti, fitofarmaci e sementi

Informazioni tesi

  Autore: Luca Camanzi
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Economia e Politica Agraria
Anno: 2002
Docente/Relatore: Giorgio Amadei
Istituito da: Università degli Studi di Bologna
Dipartimento: Dipartimento di Economia e Ingegneria Agrarie
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 276

Il mondo agricolo rappresenta la porzione di società e del sistema economico che nell’ultimo secolo più di ogni altra ha vissuto mutamenti radicali nelle proprie dinamiche di sviluppo. La produzione agricola ha infatti progressivamente incrementato il legame con il mondo industriale fornitore di capitale e di beni intermedi e, nell’arco di pochi decenni, lo sviluppo della tecnica e le politiche attuate nelle aree più evolute del pianeta hanno trasformato le istanze di una agricoltura di sussistenza nelle problematiche relative alla gestione di volumi di prodotto molto elevati. Alla crescente “industrializzazione” dell’agricoltura si è accompagnato l’ampliamento dei mercati di riferimento sia per quanto riguarda l’approvvigionamento di materie prime che per lo sbocco delle produzioni realizzate. Ciò aumenta la pressione competitiva e riduce i margini di redditività, soprattutto in quei sistemi produttivi dotati di minore potere contrattuale. Ancora una volta quindi le opportunità (ma anche le incognite) che si prospettano sono incorporate nelle dinamiche del progresso scientifico e tecnologico (dalla rapida diffusione delle agro-biotecnologie, all’adozione di pratiche colturali “intelligenti” e più rispettose dell’ambiente).
Oggetto di questa ricerca è lo studio del mercato internazionale ed italiano dei mezzi tecnici per l’agricoltura ed in particolare si farà riferimento ai prodotti fitosanitari, ai fertilizzanti ed alle sementi. Di questi prodotti occorre rilevare in primo luogo l’importanza assunta in termini economici assoluti: il valore del mercato a livello mondiale sfiora i 34 miliardi di euro per i prodotti agrochimici ed i 27 miliardi di euro per le sementi, mentre in Italia gli agricoltori spendono per l’acquisto di sementi, fitofarmaci e fertilizzanti in media 2 miliardi di euro all’anno, pari a circa 1/6 del totale dei consumi intermedi agricoli nazionali.
Tuttavia il ruolo principale svolto dalle produzioni agro-bio-chimiche riguarda più la loro natura di beni intermedi essenziali per la produzione agricola. In quest’ottica le caratteristiche dei mercati presi in esame rivestono un’importanza strategica poiché dal lato dell’offerta industriale si riscontrano marcati fenomeni di concentrazione e di ricerca di posizioni di dominio su mercati sempre più ampi, mentre il rapido progresso tecnologico e la conseguente crescita di produttività inducono la tendenza alla discesa dei prezzi reali dei prodotti agricoli. Allo stesso tempo l’ampio ricorso ai mezzi chimici del recente passato e l’attuale massiccia commercializzazione di prodotti modificati geneticamente hanno avuto un forte impatto sull’interesse dell’opinione pubblica e dei governi per problematiche quali la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute dei consumatori.
Nel primo capitolo della tesi vengono presentati i principali riferimenti teorici inerenti lo studio dei mercati e le condizioni di concorrenza. Tra i vari strumenti di analisi presi in esame, particolare attenzione viene rivolta all’approccio “Struttura–Comportamento–Performance” caratteristico dell’economia industriale tradizionale, che pare offrire lo schema teorico di riferimento più utile per lo studio del mercato oggetto di indagine.
Il quadro istituzionale e normativo che regolamenta la produzione e l’utilizzo dei prodotti agrochimici viene delineato nel secondo capitolo considerando sia il sistema di regole proposto a livello internazionale (FAO, OCSE e WTO), sia le differenti politiche attuate a livello regionale dagli USA e dall’Unione Europea, per concludere con un cenno alla regolamentazione di aspetti più specifici quali la qualità e la certificazione delle sementi e la tutela della proprietà intellettuale.
Per quanto attiene l’offerta, l’esame della configurazione industriale svolta nel terzo capitolo si focalizza in particolare sulle condizioni operative, il processo di concentrazione e le strategie di mercato delle principali imprese.
Il quarto capitolo si propone invece di determinare la struttura e le condizioni operative del mercato dal lato della domanda ed affronta temi quali il ruolo del progresso tecnologico in agricoltura, la struttura e l’evoluzione di alcune delle più importanti colture estensive e l’utilizzo degli input nei differenti sistemi agricoli. Il quadro è completato dall’analisi dei flussi commerciali per prodotto ed area di riferimento.
Infine nel quinto capitolo viene condotta un’analisi comparata di tre mercati italiani (sementi di barbabietola, mais e frumento duro) con l’intento di evidenziarne le differenti caratteristiche in relazione alle forme organizzative del mercato, sia alla composizione dell’offerta industriale e della domanda agricola e sia, infine, per quanto attiene l’importanza dell’attività di ricerca e selezione varietale, attraverso un’elaborazione dei dati relativi alle iscrizioni al Registro Nazionale delle Varietà delle Specie Agrarie del Ministero delle Politiche Agricole.

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Premessa 1 PREMESSA Il mondo agricolo rappresenta la porzione di società e del sistema economico che nell’ultimo secolo più di ogni altra ha vissuto mutamenti radicali nelle proprie condizioni operative e dinamiche di sviluppo. L’elemento propulsivo della modernizzazione è senza dubbio rappresentato dal progresso scientifico e tecnologico che ha consentito incrementi di produttività molto ampi e su vasta scala. La produzione agricola ha infatti progressivamente incrementato il legame con il mondo industriale fornitore di capitale e di beni intermedi e, nell’arco di pochi decenni, lo sviluppo della tecnica e le politiche attuate nelle aree più evolute del pianeta hanno trasformato le istanze di una agricoltura di sussistenza nelle problematiche relative alla gestione di volumi di prodotto molto elevati. Alla crescente “industrializzazione” dell’agricoltura si è quindi accompagnato l’ampliamento dei mercati di riferimento sia per quanto riguarda l’approvvigionamento di materie prime che per lo sbocco delle produzioni realizzate. Lo spostamento dello scenario di riferimento a livello planetario, tuttavia, aumenta la pressione competitiva e riduce i margini di redditività, soprattutto in quei sistemi produttivi dotati di minore potere contrattuale. Le sfide del secolo che si sta aprendo riguardano così anche la sostenibilità dello sviluppo agricolo nel lungo termine e la capacità di soddisfare una domanda con tassi di crescita globali superiori alla produzione alimentare, soprattutto nelle regioni caratterizzate da economie più arretrate. Ancora una volta quindi le opportunità (ma anche le incognite) che si prospettano sono incorporate nelle dinamiche del progresso scientifico e tecnologico (dalla rapida diffusione delle agro-biotecnologie, all’adozione di pratiche colturali “intelligenti” e più rispettose dell’ambiente). Si tratta di un processo però non sempre neutrale, ma che richiede la messa a punto di politiche in grado di governare il cambiamento e la definizione di un sistema di regole volto a garantire correttezza nello svolgimento delle operazioni di mercato.

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Parole chiave

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