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La promozione turistica del territorio piemontese

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Grosso
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Sergio Scamuzzi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 60

Il Piemonte sta attraversando una fase di grandi cambiamenti a livello di economia regionale. E' importante individuare nuove vie di sviluppo che si staccano da quelle tradizionali o si affiancano ad esse. Uno dei settori tra i più promettenti è quello turistico.
La globalizzazione aumenta la competizione territoriale ma allo stesso tempo si assiste alla rinascita di identità culturali locali in varie parti del mondo. Il territorio è da considerarsi una risorsa in campo economico e culturale, partendo da questi presupposti è possibile inquadrare il sistema Piemonte in un ambito economico dalle grandi potenzialità.
Nella mia ricerca ho svolto un'analisi della promozione del territorio realizzata dai vari enti locali, individuando le strategie di marketing e ipotizzando alcuni sentieri di sviluppi futuri in campo turistico.

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1 1. Il sistema Piemonte Con il termine Piemonte si è soliti indicare una precisa area geografica contraddistinta da valori economici e socio - demografici piuttosto omogenei al suo interno. La regione occupa uno spazio definibile come una macroarea, o se vogliamo macroregione, nel nord - ovest Italiano i cui altri componenti sono rappresentati dalla Liguria, dalla Valle d’Aosta e per certi aspetti dalla Lombardia. Questa regione nell’ambito di ridisegno della geografia economica nazionale ha evitato i rischi di ristagno grazie alla fortunata posizione centrale, che ha favorito la sua transizione verso un ruolo direzionale rispetto al restante scacchiere produttivo italiano. L’area del Nord-ovest è stata coinvolta nel rischio della marginalità e nella perdita di ruolo, in alcune zone accentuato da economie di reddito o da vocazioni turistiche, in altre vissuto fino in fondo come eventualità di una deindustrializzazione non compensata. (Buran, pag. 39, 1999) Lo spazio geografico di cui sopra, si delinea sotto differenti punti di vista, quello socioeconomico per esempio, dove il territorio non è indifferente alle dinamiche sociali ma da queste viene plasmato in modo da suddividerlo in unità amministrative, in reti connettive di traffico, ecc., si struttura così in differenti soggetti tra loro interdipendenti e compenetrati. Un altro è quello dell’espressione geomorfologica, un ambito di indagine che focalizza l’attenzione sulle caratteristiche orografiche ed i connotati territoriali. Attraverso queste particolarità si individuano quei “ritagli” 1 che denotano le zone altimetriche e le regioni agrarie ISTAT e la classificazione dei territori in montagna, collina, collina depressa e pianura, le quali influenzano molte delle partizioni amministrative. Ancora una modalità di ripartizione è data dallo spazio inteso come campo dinamico di forze (Ferlaino, pag. 11, 1999), che rappresentano particolari relazioni economiche e sociali tra le varie parti, costituendo quindi entità quali i distretti industriali, i bacini di trasporto, le vecchie o le nuove aree a declino industriale. Fare delle distinzioni a livello territoriale è importante per superare il limite del concetto di Paesaggio (Ferlaino, 1999). Infatti se non viene fornita una precisa identità ad un’entità piuttosto astratta, ed in particolare non si viene a creare un’organizzazione istituzionale, il paesaggio si configura come un non territorio, non acquisisce 1 Cfr. F. Ferlaino Atlante geografico e amministrativo della Regione Piemonte, IRES, 1999.

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