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Gli effetti delle politiche di aggiustamento strutturale del Fmi sulla povertà. Il caso del Messico

Informazioni tesi

  Autore: Maria Moretti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Trieste
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia del Commercio Internaz. e dei Mercati Valutari
  Relatore: Elena Podrecca
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 62

Questo lavoro di tesi ha alla base l’interesse per i meccanismi del sottosviluppo, e in particolare per il funzionamento delle “ricette” fornite dagli organismi internazionali ai Paesi in Via di Sviluppo nel tentativo di migliorarne le condizioni economiche. Infatti, sebbene il Fondo non sia una banca per lo sviluppo ma un organismo volto alla protezione del sistema finanziario internazionale, le politiche che “suggerisce” ai paesi in crisi incidono sensibilmente sugli indicatori dell’accumulazione di benessere. Il paesaggio del sottosviluppo quindi si presenta tanto vario dal punto di vista della cultura e delle radici della povertà, tanto unificato dal punto di vista delle aspettative economiche: veloce liberalizzazione del commercio e del mercato dei capitali e stretta fiscale, quasi sempre accompagnata da un processo di svalutazione più o meno accentuato. Dopo qualche anno di applicazione dei consigli del Fondo però ci si rende spesso conto che nonostante i conti nazionali siano in ordine lo scenario per quanto riguarda il livello di benessere della popolazione non è molto cambiato, quando non è addirittura peggiorato. Questo sembra essere il caso del Messico, paese da qualche anno portato come esempio di successo delle politiche di aggiustamento strutturale, eppure caratterizzato da larghe sacche di povertà. Si è proceduto con la verifica dell’effettivo aumento degli indici di povertà in Messico durante l’aggiustamento, tramite un’analisi condotta sulla famiglia di indici FGT. Da tale analisi si è concluso che la povertà a livello nazionale è andata aumentando nel quinquennio 1984-89, è diminuita parzialmente nel quinquennio successivo per poi riprendere quota nel periodo 1992-94. Anche per la povertà urbana il trend è più o meno lo stesso, mentre per la povertà rurale è crescente per estensione durante tutto il periodo considerato. Tutto questo sembra confermare l’interpretazione tradizionale della disuguaglianza in Messico, che individua in un problema del tipo centro/periferia la difficoltà principale. Questo è sicuramente verificato in alcune zone del paese, segnatamente nelle zone più povere, ma per la povertà urbana e in generale per quella nazionale si può cercare un’interpretazione differente. Procedendo dunque ad un’analisi disaggregata, che suddivide la popolazione in sotto-gruppi in base ad alcune caratteristiche socio-economiche notevoli, si può verificare l’ipotesi secondo la quale chi era maggiormente dotato di capitale fisico e umano all’inizio del periodo di aggiustamento aveva anche maggiori possibilità di beneficiare della crescita macroeconomica sperimentata durante l’aggiustamento..
Si sono infine cercati i collegamenti tra i processi di aggiustamento e le cause che hanno determinato la svalutazione del Peso del 1994, trovando nelle dinamiche dei prezzi causate dal processo di liberalizzazione la causa del progressivo apprezzamento reale del peso durante il periodo 1984-94. Inoltre, l’effetto depressivo operato dall’aggiustamento su alcuni tipi di salari ha contribuito alla diminuzione del risparmio privato. Tale circostanza, accompagnata da un tasso di interesse crescente ha causato l’aumento del risparmio di origine straniera, con flussi tipicamente di breve periodo, che hanno reso il Messico dipendente dai capitali stranieri, oltre che instabile.
Tutto questo sembra confermare il ruolo delle politiche di aggiustamento nell’aumento della povertà in Messico, nel breve come nel lungo periodo, con un’accelerazione in prossimità della crisi del 1994. C’è di più: l’analisi svolta sembra suggerire che i problemi distributivi determinati dalle politiche di aggiustamento hanno avuto un effetto di ritorno negativo sulle variabili macroeconomiche che erano alla base della crisi del 1994. Infatti, la crescita macroeconomica sembra piuttosto lenta considerato il forte flusso di capitali di cui il Paese è stato meta, probabilmente perché tali capitali sono serviti per finanziare pesanti deficit di bilancia commerciale. Tutte queste variabili sono collegate in vario modo al processo di aggiustamento, e nonostante questo le attuali politiche post-crisi sono le stesse che hanno contribuito a generare la crisi.
Quali sono le colpe ascrivibili al Fondo? Innanzitutto il non aver monitorato a sufficienza l’andamento delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi, pensando solo alla crescita macroeconomica, senza preoccuparsi di come tale crescita incideva sul benessere dei diversi gruppi sociali.
Tale miopia è forse ascrivibile alla completa fiducia che il Fondo ripone nei meccanismi di autoregolamentazione del mercato.

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Introduzione. Questo lavoro di tesi ha alla base l’interesse per i meccanismi del sottosviluppo, e in particolare per il funzionamento delle “ricette” fornite dagli organismi internazionali ai Paesi in Via di Sviluppo nel tentativo di migliorarne le condizioni economiche. Da questo punto di vista le politiche di aggiustamento strutturale del Fondo Monetario Internazionale sono un ottimo terreno di studio. Infatti, sebbene il Fondo non sia una banca per lo sviluppo ma un organismo volto alla protezione del sistema finanziario internazionale, le politiche che “suggerisce” ai paesi in crisi incidono sensibilmente sugli indicatori dell’accumulazione di benessere. Inoltre, non solo le politiche di aggiustamento strutturale sono le più diffuse, ma presentano fondamentalmente la stessa struttura in quasi tutti i paesi in cui vengono implementate. Il paesaggio del sottosviluppo quindi si presenta tanto vario dal punto di vista della cultura e delle radici della povertà, tanto unificato dal punto di vista delle aspettative economiche: veloce liberalizzazione del commercio e del mercato dei capitali e stretta fiscale, quasi sempre accompagnata da un processo di svalutazione più o meno accentuato. Dopo qualche anno di applicazione dei consigli del Fondo però ci si rende spesso conto che nonostante i conti nazionali siano in ordine lo scenario per quanto riguarda il livello di benessere della popolazione non è molto cambiato, quando non è addirittura peggiorato. Spesso infatti la qualità delle infrastrutture è peggiorata, l’aspettativa di vita è diminuita e il livello di disuguaglianza nei redditi è aumentato. Questo sembra essere il caso del Messico, paese da qualche anno portato come esempio di successo delle politiche di aggiustamento strutturale eppure caratterizzato da larghe sacche di povertà. Al fine di verificare come possono aver agito le politiche di aggiustamento strutturale nello sviluppo di questo tipo di situazione verrà esaminato il risultato di alcuni studi effettuati sulla base delle statistiche economiche elaborate dall’Istituto Nazionale di Statistica, Geografia e Informatica messicano (INEGI nel seguito) durante il periodo di aggiustamento che va dal 1984 al 1994. In particolare ci si baserà sulle statistiche effettuate nell’anno 1984, cioè l’anno di prima implementazione di tali politiche, nel 1989, anno che delimita il primo quinquennio di aggiustamento e quindi la fine del “breve periodo” durante il quale è lecito aspettarsi un aumento delle disuguaglianze nella distribuzione dei redditi e nel 1992, ultima rilevazione comparabile con le prime due prima della crisi del 1994. Il lavoro sarà sviluppato come segue: nel Capitolo 1 si passeranno rapidamente in rassegna le principali caratteristiche socio-politiche ed economiche del Messico. Nel Capitolo 2 si esporranno alcuni concetti di base sulla struttura del Fondo Monetario Internazionale e sulla sua attività, por poi passare ad esaminare le politiche di aggiustamento strutturale nelle loro diverse forme e negli effetti che possono avere sulla povertà. Il Capitolo 3 sarà dedicato alla verifica dell’andamento degli indici di povertà, con un’analisi aggregata basata sulla famiglia di indici FGT. Successivamente si passerà alla scomposizione di uno di questi indici al fine di identificare i possibili collegamenti tra andamento della povertà e aggiustamento. Nel Capitolo 4 tale analisi verrà approfondita, tramite un’analisi disaggregata basata sulla divisione della popolazione in sotto-gruppi sulla base di caratteristiche socio-economiche notevoli, al fine di identificare la caratteristica che meglio “spiega” l’andamento degli indici di povertà. Infine, nel Capitolo 5 si cercherà di evidenziare come gli effetti distributivi delle politiche di aggiustamento possano a loro volta aver inciso sulla performance macroeconomica. In particolare si ipotizzeranno i canali di collegamento tra aggiustamento, povertà e la svalutazione del peso che ha dato il via alla crisi messicana del 1994.

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