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Lontano da Hollywood: il caso Fandango. Un modo di produzione del cinema italiano.

Informazioni tesi

  Autore: Fabiana Di Verniere
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Guglielmo Moneti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 242

Questa tesi è disponibile nelle seguenti traduzioni:

Alla pari di altre forme d’espressione artistica, il cinema ci mostra il mondo non come esso è “realmente”, ma come lo si rappresenta in una determinata epoca. Nel corso del tempo, ogni cinematografia ha definito un proprio “modo di produzione”, stabilendo i legami che intercorrono tra struttura testuale e potere economico-sociale.
Il “modo di produzione” è un concetto che sta tra l’economia politica del cinema e l’analisi testuale dei film, tra le strategie produttive e quelle narrative. Prendendo a modello le ricerche svolte sulla TITANUS e sulla LUX, attraverso i contributi di Vito Zagarrio sullo «Studio system», Lontano da Hollywood: il caso FANDANGO vuole essere un contributo agli studi sulle dinamiche attuali dell’industria cinematografica italiana. L’esistenza di un “modo di produzione FANDANGO” è stata dimostrata attraverso l’analisi dei discorsi produttivi e narrativi, presenti – sotto un unico brand – nella cinematografia, nell’editoria e nella musica di questa giovane Casa, fondata da Domenico Procacci nel 1990.
Il panorama produttivo italiano si è andato modificando, spingendosi verso una produzione più commerciale e più adatta alla televisione – così come era accaduto ad Hollywood pochi anni prima. La cinematografia italiana ha attraversato un lungo periodo di crisi dovuto – principalmente – all’avvento delle televisioni private. A tale mutamento delle abitudini di consumo si è associata la crisi dei contenuti, che il cinema italiano non accennava ad abbandonare.
Agli inizi degli anni Ottanta, il “cinema regionale” toscano, napoletano e romano riportano in auge la “commedia all’italiana”. Inoltre, una serie di concentrazioni finanziarie e societarie aprono le porte dell’industria cinematografica a colossi della comunicazione, rafforzando l’integrazione tra “cinema-televisione-pubblicità”.
Malgrado la leadership di Cecchi Gori, MEDUSA e delle Majors americane, in Italia ci sono tante piccole società che hanno saputo ritagliarsi un proprio significativo spazio. Alla ricerca della qualità – nel cinema “d’autore” come in quello d’intrattenimento – la FANDANGO rappresenta una delle realtà più interessanti dagli anni Novanta ad oggi.
L’unico studio sulla Casa è stato compiuto nel 2001 dal Prof. Domenico De Masi, docente di Sociologia del Lavoro presso l’Università “La Sapienza” di Roma. La ricerca del gruppo «Man on the moon» nasceva dalla necessità di analizzare la rilevanza del lavoro creativo nella comunicazione, ritenendo che tutti coloro che lavorano all’interno di questa factory determinino la creatività della casa di produzione.
Pertanto, il contributo che questo mio lavoro offre vuole essere assolutamente originale, per l’assenza in letteratura di uno studio monografico sulla FANDANGO. L’indagine sul campo è stata preceduta da un intensa attività di ricerca, che ha permesso di acquisire le conoscenze di base sull’operato della Casa. È stata fondamentale la lettura di articoli sulla carta stampata e su Internet e lo studio di alcuni saggi di Mario Sesti e Vito Zagarrio, al fine di delineare il quadro di riferimento. Presso la Mediateca Regionale Toscana di Firenze, sono state visionata tutta la filmografia FANDANGO, realizzate dal 1987 ad oggi.
Il materiale reperito in questa prima fase doveva essere integrato tramite una ricerca sul campo, che avrebbe garantito la completezza e la veridicità dello studio. La FANDANGO ha autorizzato l’accesso alla propria struttura, permettendo di trascorrere un mese a diretto contatto con coloro che vi lavorano. Un’intervista a Domenico Procacci ed una serie di colloqui con i responsabili di ogni settore hanno costituito il nucleo centrale per la redazione dello studio.
Un forte senso di responsabilità operativa pervade la produzione e la distribuzione cinematografica, così come l’editoria e le edizioni musicali; ogni elemento riflette le istanze del brand FANDANGO, che ogni linguaggio contribuisce a rappresentare.
Pertanto, questo lavoro presenta l’attività di una casa che – “lontano da Hollywood” – ha saputo creare una realtà di successo in Italia e nel mondo, al di fuori delle logiche commerciali, creando un suo proprio “modo di produzione”.

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INTRODUZIONE Alla pari di altre forme d’espressione artistica, il cinema ci mostra il mondo non come esso è “realmente”, ma come lo si rappresenta in una determinata epoca. Nel corso del tempo, ogni cinematografia ha definito un proprio “modo di produzione”, stabilendo i legami che intercorrono tra struttura testuale e potere economico-sociale. Pertanto, il “modo di produzione” è un concetto che sta tra l’economia politica del cinema e l’analisi testuale dei film, tra le strategie produttive e quelle narrative. Prendendo a modello le ricerche svolte sulla TITANUS e sulla LUX, passando attraverso i contributi di Vito Zagarrio sullo «Studio system», Lontano da Hollywood: il caso FANDANGO. Un modo di produzione del cinema italiano vuole essere un contributo agli studi sulle dinamiche attuali dell’industria cinematografica del nostro paese. L’esistenza di un “modo di produzione FANDANGO” è stata dimostrata attraverso l’analisi dei discorsi produttivi e narrativi, presenti – sotto un unico brand – nella cinematografia, nell’editoria e nella musica di questa giovane Casa, fondata da Domenico Procacci nel 1990. Lo «Studio system» rappresenta il paradigma col quale le compagnie cinematografiche di successo del passato si sono confrontate. Nel nostro paese, soltanto due case sono riuscite ad avvicinare il modello hollywoodiano, esportando nel mondo opere cinematografiche di alto livello: la TITANUS di Napoli e la COMPAGNIA ITALIANA CINEMATOGRAFICA LUX di Torino. Le nostre Majors sono state le sole che abbiano saputo

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