La pittura di Kandinsky e la musica di Schoenberg: due arti a confronto

Tesi di Laurea

Facoltà: Conservazione dei Beni Culturali

Autore: Simone Mercuri Contatta »

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La mia tesi verte sul rapporto artistico ed umano tra il pittore Kandinsky ed il compositore di musica Schönberg, vissuti entrambi nella prima metà del Novecento. Siccome questo è un argomento spesso accennato ma mai così compiutamente approfondito, per non dire del ruolo di precursori che questi due artisti hanno rivestito anticipando la simbiosi sempre più stretta tra arte visiva e musica di tutta l’arte futura, credo sia interessante per chi si occupa di arte trovarsi sottomano un saggio come quello che ho scritto.

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INTRODUZIONE Durante il loro percorso artistico il pittore Wassily Kandinsky ed il compositore Arnold Schönberg (di otto anni più giovane del primo) seguono strade parallele raggiungendo spesso conclusioni analoghe, a volte ancora prima dei reciproci influssi conseguenti alla reciproca conoscenza. Se il rapporto di Kandinsky con la musica è quasi scontato, in quanto ogni parola contenuta nei suoi scritti è profondamente intrisa di musicalità, nonché appartenente ad un gergo specificatamente musicale (basti pensare per ora al continuo ricorrere nelle pagine kandinskiane di termini come suono, armonia, melodia, sinfonia, timbro, ritmo, nonché ai continui accostamenti tra i colori e i timbri musicali), e se ormai è risaputo che il compositore Schönberg si è dedicato abbastanza professionalmente alla pittura, spesso nei manuali o nelle riviste la stretta corrispondenza d’intenti tra la pittura kandinskiana e la musica schonberghiana viene appena accennata o semplicemente liquidata come un fatto naturale. In realtà, al di là delle comuni riflessioni sulla sintesi di tutte le arti o sulla composizione scenica, al di là della ricerca di una durata temporale nei quadri astratti del pittore russo e della analoga ricerca di una estensione spaziale nelle opere musicali del compositore viennese, vi è una vera e propria filosofia artistica perseguita indipendentemente da entrambi, ossia l’uno con i mezzi pittorici l’altro con quelli musicali, che li porta a toccare traguardi del tutto simili, carichi di implicazioni successive che approdano ad acquisizioni teoricamente identiche, persino quando il loro rapporto personale si è ormai logorato e concluso. Come osserva Colonna di Cesaro nella prefazione all’edizione del 1940 dello Spirituale nell’arte Kandinsky è «un vero e proprio filosofo dell’arte, perché nelle sue considerazioni non parte da presupposti