La traduzione del testo filmico: ''Die bleierne Zeit'' e la sua versione italiana a confronto

Tesi di Laurea

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Isabella Amico Di meane Contatta »

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La presente tesi è incentrata sulla traduzione del testo filmico e si propone di condurre un confronto linguistico tra il film Die bleierne Zeit di Margarethe von Trotta e la sua versione italiana, Anni di piombo. L’analisi contrastiva, fondata sull’osservazione e sulla valutazione delle soluzioni traduttive proposte relativamente al film in questione, è preceduta da una parte teorico-discorsiva volta a esplorare le problematiche messe in gioco dall’adattamento di un film straniero.
L'analisi è motivata dalla volontà di indagare su come l’identità – culturale e linguistica – del film Die bleierne Zeit è passata nella versione italiana, su quanto l’adattamento dell’opera filmica si è allontanato dal suo originale, se sono presenti forzature sistematiche, se le distorsioni eventualmente individuabili e più in generale le scelte traduttive sono imposte dai vincoli della sincronizzazione o sono arbitrarie (cioè non motivate dal testo di partenza ma dettate dalla volontà di fornire al pubblico una traduzione addomesticante).
Prima però di svolgere tale analisi è opportuno dare spazio all'interno del presente studio ad un excursus sull’effettivo stato del cinema tradotto in Italia, accennando brevemente alle costrizioni di carattere economico e ideologico cui esso è sottoposto; un’attenzione particolare verrà inoltre rivolta alle condizioni della sua ricezione (primo capitolo).
Il secondo capitolo ha lo scopo di introdurre all’analisi comparata dei due testi filmici attraverso la messa a fuoco dei caratteri peculiari della traduzione cinematografica, traduzione che, in quanto inserita in un contesto multimediale, implica dei vincoli ulteriori rispetto alla traduzione del testo scritto. Per approfondire questi aspetti di natura essenzialmente tecnica faremo riferimento soprattutto al volume Linguistiche Aspekte der Synchronisation von Fernsehserien di Thomas Herbst, che fornisce di tale argomento una trattazione dettagliata ed esauriente. Riteniamo questo tipo di approfondimento opportuno per poter valutare le scelte traduttive operate nel doppiaggio del film Die bleierne Zeit con maggior cognizione di causa, consapevoli cioè di tutti i vari fattori che possono aver influenzato il risultato traduttivo.
Nel terzo capitolo considereremo la strategia traduttiva proposta da Herbst (all’interno del volume precedentemente citato) per la sincronizzazione di testi filmici stranieri.
Dopo aver descritto nelle sue linee essenziali la strategia traduttiva pragmatica proposta da Herbst ci occuperemo, nel quarto capitolo, di valutarne criticamente alcuni aspetti a nostro parere discutibili dal punto di vista non solo del rispetto dell’alterità culturale del testo filmico originale, ma anche della preservazione della funzione di mediazione interculturale che dovrebbe essere propria del tradurre, contrapponendo all’atteggiamento pragmatico e orientato al testo d’arrivo di Herbst approcci traduttivi essenzialmente orientati al testo di partenza e alla conservazione della sua specificità individuale e culturale (in primis le posizioni di Berman e Meschonnic).
Nel quinto capitolo, infine, ci concentreremo sull’analisi contrastiva per confermare o smentire rispetto al caso specifico la denunciata tendenza naturalizzante del modello di traduzione imperante. In quest’ultima sezione ci occuperemo di confrontare i due testi filmici discutendo i passi del doppiaggio che non soddisfano il requisito di fedeltà rispetto al testo originale, intendendo con il termine fedeltà “la capacità del testo tradotto di mantenere un rapporto forte di identità con il testo originale a dispetto delle manipolazioni necessarie al processo traduttivo.” Relativamente a ciascuno di questi casi proporremo una nostra alternativa di traduzione che, pur cercando di instaurare questo rapporto di fedeltà con il testo di partenza, rispetti allo stesso tempo i vincoli imposti dalla sincronizzazione.

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4 Introduzione Il presente studio è incentrato sulla traduzione del testo filmico e si propone di condurre un confronto linguistico tra il film Die bleierne Zeit di Margarethe von Trotta e la sua versione italiana, Anni di piombo. L’analisi contrastiva, fondata sull’osservazione e sulla valutazione delle soluzioni traduttive proposte relativamente al film in questione, è preceduta da una parte teorico- discorsiva volta a esplorare le problematiche messe in gioco dall’adattamento di un film straniero. Tali problematiche sono essenzialmente di carattere linguistico e culturale, laddove i due aspetti non possono essere scissi l’uno dall’altro: le problematiche legate alla trasposizione linguistica si intrecciano infatti indissolubilmente con quelle relative al transfer culturale. Presupposto di questa considerazione è una concezione di lingua come intrinsecamente ed essenzialmente connessa alla cultura di cui è portatrice, o, in altre parole, come il momento fondamentale di espressione di una cultura. Il film straniero, prodotto in una lingua e in un contesto culturale diversi dai propri, si offre come occasione di esperire l’‘altro’, come momento conoscitivo. Lo spettatore ‘medio’ non può però averne un’esperienza diretta: l’elemento mediatore necessario a mettere in contatto fruitore e istanza filmica è rappresentato dalla traduzione, che, quindi, si assume la grande responsabilità di realizzare (o non realizzare) questo incontro con l’‘altro’, di permettere (o non permettere) una corretta e autentica ricezione dell’opera originale. La traduzione può infatti minimizzare l’alterità culturale dell’opera in nome della preservazione dell’incanto cinematografico, vale a dire dell’immedesimazione dello spettatore nella materia filmica, evitando ogni possibile effetto straniante prodotto dai riferimenti alla cultura ‘altra’, oppure enfatizzare tale alterità culturale, mantenendo intatti i riferimenti – per quanto stranianti – del testo filmico straniero e realizzando così appieno le potenzialità di esperienza culturale proprie dell’opera cinematografica, la quale, non ha solo una storia da raccontare, ma anche moltissimo da dirci sulla cultura da cui proviene.