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La valutazione della didattica dell'ateneo Modenese. Un approccio fuzzy

Informazioni tesi

  Autore: Antonello Briglia
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2000-01
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia Aziendale
  Relatore: Gisella Facchinetti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 143

La valutazione della didattica assume un ruolo importante all’interno delle università italiane dal 1993 quando la legge 537/93, collegata alla finanziaria dell’anno medesimo, istituisce in Italia un Sistema di valutazione universitario nazionale e locale che, tra gli altri, ha il compito di verificare la produttività della ricerca e della didattica.
In applicazione di tale legge le università hanno costituito il proprio Nucleo di Valutazione e hanno cominciato ad operare nell’ambito del vasto e complesso insieme di attività di valutazione. Tutto questo ha contribuito alla raccolta di materiali concernenti diversi aspetti: la valutazione della ricerca universitaria, la valutazione della didattica da parte degli studenti, l’analisi della condizione studentesca da parte degli Atenei.
La presenza di sistemi di valutazione ha incoraggiato, se non imposto, la formalizzazione di “procedure per la qualità” che si basano su un attività interna ed una esterna. La prima si riferisce al processo continuo di mantenimento e miglioramento della qualità, la seconda alla periodica valutazione della qualità da parte di una organizzazione indipendente. Una valutazione significativa, interna o esterna, richiede l’acquisizione dei punti di vista di chi partecipa in modo importante al processo formativo. Quindi non solo le opinioni attribuibili ai professionisti della formazione (docenti a vari livelli e ruoli) ma anche di chi fa dello studio il proprio lavoro (studenti).
In questo scenario si colloca la costruzione del questionario comune per la raccolta delle opinioni dei discenti, che consente la produzione di una base comune di dati per la paragonabilità tra sistemi. Attraverso tale questionario, somministrato in forma anonima durante le lezioni, si intendono ottenere informazioni circa gli elementi che ostacolano o agevolano l’apprendimento da parte degli studenti.
Il presente lavoro si innesta nel quadro sin qui delineato, in virtù del progetto “Prototipi decisionali derivanti da un data base fuzzy” finanziato nel 1998 presso l’università di Modena e Reggio Emilia con la finalità di introdurre nuovi strumenti di analisi dei questionari basati sulla logica sfocata. Precedentemente, le considerazioni realizzate sulla base dei dati raccolti tramite questionario, sono sempre state condotte facendo ricorso agli strumenti statistici classici come la media aritmetica. Sulla base di quest’ultima affermazione si comprende come le elaborazioni svolte nella seconda parte di questo lavoro, relative ai risultati raggiunti attraverso l’implementazione della logica fuzzy, abbiano come punto di riferimento proprio la media aritmetica. La prima parte, viene invece dedicata all’approfondimento dei temi generali concernenti, da un lato la valutazione della didattica nella legislazione italiana e lo strumento del questionario, dall’altro la logica sfocata e suoi fondamenti.

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Introduzione 2 INTRODUZIONE La valutazione della didattica assume un ruolo importante all’interno delle università italiane dal 1993 quando la legge 537/93, collegata alla finanziaria dell’anno medesimo, istituisce in Italia un Sistema di valutazione universitario nazionale e locale che, tra gli altri, ha il compito di verificare la produttività della ricerca e della didattica. In applicazione di tale legge le università hanno costituito il proprio Nucleo di Valutazione e hanno cominciato ad operare nell’ambito del vasto e complesso insieme di attività di valutazione. Tutto questo ha contribuito alla raccolta di materiali concernenti diversi aspetti: la valutazione della ricerca universitaria, la valutazione della didattica da parte degli studenti, l’analisi della condizione studentesca da parte degli Atenei. La presenza di sistemi di valutazione ha incoraggiato, se non imposto, la formalizzazione di “procedure per la qualità” che si basano su un attività interna ed una esterna. La prima si riferisce al processo continuo di mantenimento e miglioramento della qualità, la seconda alla periodica valutazione della qualità da parte di una organizzazione indipendente. Una valutazione significativa, interna o esterna, richiede l’acquisizione dei punti di vista di chi partecipa in modo importante al processo formativo. Quindi non solo le opinioni attribuibili ai professionisti della formazione (docenti a vari livelli e ruoli) ma anche di chi fa dello studio il proprio lavoro (studenti). In questo scenario si colloca la costruzione del questionario comune per la raccolta delle opinioni dei discenti, che consente la produzione di una base comune di dati per la paragonabilità tra sistemi. Attraverso tale questionario, somministrato in forma anonima durante le lezioni, si intendono ottenere informazioni circa gli elementi che ostacolano o agevolano l’apprendimento da parte degli studenti. Il presente lavoro si innesta nel quadro sin qui delineato, in virtù del progetto “Prototipi decisionali derivanti da un data base fuzzy” finanziato nel 1998 presso l’università di Modena e Reggio Emilia con la finalità di introdurre nuovi strumenti di analisi dei questionari basati sulla logica sfocata. Precedentemente, le considerazioni realizzate sulla base dei dati raccolti tramite questionario, sono sempre state condotte facendo ricorso agli strumenti statistici classici come la media aritmetica. Sulla base di quest’ultima affermazione si comprende come le elaborazioni svolte nella seconda parte

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Parole chiave

fuzzy logic
didattica universitaria
università di modena e reggio emilia
legge n. 537-1993
valutazione della didattica
qualità della didattica

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