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Guida tesi di laurea 

Podcast 3 - La prima ricerca bibliografica

9 aprile 2020

Podcast 3 - La prima ricerca bibliografica

Questo articolo fa parte dei contenuti speciali
#iorestoacasa ma non mi fermo



La terza puntata del mini-corso "Da dove iniziare per scrivere la tesi?"
Se hai seguito le puntate precedenti e svolto i compiti assegnati ora dovresti aver già chiarito i primi passi:
- sai quando ti laureerai e che tipo di tesi devi svolgere (ascolta il podcast 1)
- hai scelto argomento e relatore (ascolta il podcast 2)

Hai scelto la tesi che vuoi sostenere nel tuo elaborato e l’hai scelta in modo da darle dei confini precisi.
Parlare di un tema ristretto però non significa che tu possa fare a meno di un’attenta ricerca bibliografia.
Anzi.
A meno che tu abbia già delle ottime conoscenze pregresse, per approfondire un aspetto specifico di un tema hai bisogno prima di studiarlo, di vedere il quadro generale per scendere poi nel particolare.
Quindi prima di stendere un indice provvisorio devi prima svolgere la tua ricerca bibliografica.

Ascolta subito il podcast dove ti spieghiamo come svolgere questa ricerca utilizzando degli esempi:


Ascolta il podcast




#1- Tipologia di fonti


Le fonti a cui puoi fare riferimento sono le più varie e possono differenziarsi molto a seconda della disciplina: audio, video, riviste, opere d’arte, saggi, sperimentazioni, interviste, modelli matematici. Supporti digitali, audio-video, riviste...
Nonostante la varietà possiamo distinguere le fonti in due grandi gruppi:
- fonti primarie: quelle su cui direttamente lavoriamo, l’oggetto della nostra ricerca
- fonti secondarie: che invece trattano dell’oggetto di cui stiamo parlando.

Qualche esempio: in una tesi di letteratura la fonte primaria può essere il romanzo che intendiamo analizzare e la fonte secondaria l’opera di un critico dell'autore.
In una tesi sperimentale la fonte primaria saranno le interviste, i questionari o qualsiasi altra ricerca sul campo, mentre i testi secondari approfondiranno le metodologie e i confini disciplinari in cui ti muovi.
Ancora, una tesi in campo scientifico avrà come fonte primaria l’esperimento, la formula matematica e come fonti secondarie manuali o risultati di altre ricerche.
Va da se che dovrai conoscere molte bene le tue fonti primarie, oggetto del tuo lavoro, mentre le fonti secondarie possono essere utilizzate in modo più elastico a seconda delle tue esigenze.

#2- La prima ricerca bibliografica


Parliamo di prima ricerca perché, soprattutto se stai scrivendo una tesi specialistica, potresti aver bisogno, durante la stesura della tesi, di recuperare e utilizzare altri testi che possano completare o approfondire ulteriormente un capitolo.
Oppure può essere il relatore stesso a chiederti di integrare le informazioni con altre fonti.
Se invece ti trovi a dover scrivere una tesi triennale è facile che questa prima ricerca sia già la tua bibliografia definitiva, o almeno con poche variazioni.

Vedrai che man mano procedi nella tua ricerca le fonti che utilizzerai tendono a rimandarsi l’un l’altra, creando una rete solida di conoscenze su cui puoi basare le tue argomentazioni.
Anzi, se inizialmente fai fatica a decidere da quale testo partire, l’abilità sarà poi quella di non perdersi nei materiali trovati: ricordati come laureando devi dimostrare di saper gestire correttamente il livello di approfondimento della ricerca e i tempi che utilizzerai.

L’impegno di una triennale rispetto ad una specialistica impone anche qui un distinguo.
La triennale avrà una bibliografia meno articolata: solitamente ci si concentra su un paio di fonti primarie e una decina di secondarie di varia natura (articoli, saggi, testi, siti internet…).
La specialistica avrà invece una bibliografia più articolata, non tanto nelle fonti primarie (L’argomento deve essere comunque delimitato, ricordi?), quanto nelle fonti secondarie.
Prendi però con le pinze questi numeri: è talmente varia la casistica in base ad argomento, tipologia di laurea e disciplina che è davvero difficile, se non addirittura inutile, che ti forniamo delle regole generali.
Se proprio vuoi avere un numero preciso di fonti a cui fare riferimento ti consigliamo di parlarne con il tuo relatore.

#3- Ricerca bibliografica: da cosa partire?


Diamo per scontato le fonti primarie che essendo il tuo oggetto di studio dovrai procurarti in toto.
Per le fonti secondarie invece, dovresti già avere dei testi di riferimento visto che hai già scelto l’argomento e immaginiamo tu l’abbia fatto basandoti su conoscenze pregresse e materiali a tua disposizione.
Prendi quindi le fonti che hai e parti da lì: controlla in bibliografia e nel testo se vengono citati altri autori o altri materiali correlati che puoi ricercare per approfondire.
Ogni volta che approcci una nuova fonte verifica se questa fa riferimento ad altri materiali interessanti.
In più puoi effettuare una ricerca tematica o per soggetto sia nei cataloghi bibliotecari che in internet.

Hai bisogno di un punto di partenza?
Ricerca una tesi nel nostro database (ne abbiamo più di 40.000) con un argomento simile e consultane la bibliografia.

Terminata la ricerca troverai tre tipi di contenuti e ti consigliamo di suddividere i materiali che troverai in base al rapporto con la tua tesi:
- Fonti di contesto: parlano del periodo storico, delle caratteristiche della disciplina, delle metodologie che puoi utilizzare, della corrente letteraria…
- Fonti che approfondiscono il tuo oggetto di studio: affrontano specificatamente quell'autore, quella teoria, quella famiglia di composti…
- Fonti che trattano esattamente la tua tesi: approfondiscono un aspetto dell’argomento simile o uguale a quello di cui tu vuoi trattare

Vedrai che nella tua ricerca troverai molte fonti, le più varie, che trattano del tuo contesto.
Troverai qualche fonte che approfondisce il tuo argomento e pochi materiali, spesso parti di fonti più ampie, che affrontano il tema che tu vuoi trattare.
Va da sé che dovrai tenerti molto care queste ultime, studiare le seconde e approcciare in maniera più sintetica le prime, cercando di estrapolarne un sunto degli elementi più interessanti.

Un esempio?
Se devi parlare di una poetica del romanzo X di un autore Y dovrai:
- avere sinteticamente chiaro il periodo storico-letterario in cui opera: non puoi pensare di leggere tutti i manuali sull'argomento
- Studiare bene la critica sull'autore
- Segnarti con particolare cura quando, come e in che modo la critica, i contemporanei etc.. parlano della poetica che ti interessa

#4- Strumenti utili


Elenco di piattaforme utili online per effettuare ricerche:
SBN – Catalogo del Servizio Bibliotecario Nazionale
MLOL – Piattaforma di prestito digitale delle biblioteche italiane
AIB – Catalogo dell’Associazione italiana Biblioteche
Google Books
Rai Teche
ResearchGate
PubMed

Ricerche sul web
Spendiamo due parole per i materiali che trovi online: il fatto di trovarli pubblicati non significa che abbiano valore.
Vale la pena ribadire l’ovvio: se stai cercando materiali per una tesi hai bisogno di qualcosa di valido, attendibile, il cui autore sia un esperto, un testimone, una personalità riconosciuta.
Così come la tua opinione non conta nella tesi, se non è suffragata da dati o fonti che ne sostengano il senso, così anche l’opinione di Pinco Pallino non ha valore anche se è pubblicata online.
Evita perciò di scrivere affermazioni basate sul sentito dire, sul pressapochismo o con autori dubbi o sconosciuti.
Verifica la fonte e verifica anche le fonti che vengono citate: se vuoi utilizzare frasi del tipo: “Molte ricerche dimostrano che..” allora pensa a mettere in nota almeno una o due ricerche o una bibliografia di riferimento per suffragare il tuo assunto di partenza.

E ricordati che anche tutti i materiali che trovi online sono opere dell’ingegno protette dal diritto d’autore e vanno correttamente citate (qui trovi maggiori informazioni su come si fa).

Come effettuare una ricerca per parole chiave?
Ricordati di partire dal/dai termini più specifici e di ampliare via via la tua ricerca.
Potresti trovare del materiale di tuo interesse solo come parte di un testo, quindi se possibile consulta sempre l’indice o l’abstract del materiale trovato.
Molti cataloghi permettono di utilizzare nella ricerca gli operatori booleani: a questo proposito ti consigliamo la lettura di questo Tutorial di Information Literacy dell’Università Bocconi.

5#- Scheda di lettura


Per organizzare al meglio il materiale, soprattutto se stai scrivendo una laurea specialistica e la tua ricerca si fa approfondita, è utile creare delle brevi schede di lettura.
Crea per ogni materiale una scheda in cui indichi:
• Tutti i riferimenti bibliografici: ci siamo passati anche noi, la domanda “Da dove avevo stampato questo articolo?” dopo un po’ diventa quotidiana. Meglio segnare subito tutti i riferimenti.
• Un breve riassunto e la segnalazione di quali aspetti del materiale ti interessano per la tesi
• Il legame che può avere con altri materiali
• La parte della tesi in cui pensi di utilizzare il materiale (puoi segnarlo anche dopo aver stabilito un indice di riferimento)
• Eventuali riflessioni personali o intuizioni

Puoi pensare anche di utilizzare dei software di gestione bibliografica.
Ne trovi un elenco a questo link: wikipedia.org/wiki/Comparison_of_reference_management_software

Compiti


Non abbiamo indicato una stima temporale perché sarebbe davvero difficile considerando le variabili per ogni tesi.

Recupera il materiale da cui sei partito per la scelta dell’argomento.
Verifica nel testo/nella bibliografia se vengono citati altri materiali che potrebbero esserti utili.

Crea una lista di almeno 5 parole chiave per il tuo argomento, partendo dalla più specifica alla più ampia

Effettua una ricerca nei principali database

Procedi ad una prima scrematura iniziando a creare delle schede di lettura
In questa fase il tuo obiettivo è di iniziare a studiare del materiale per stendere un indice provvisorio da sottoporre al relatore.
Quindi cataloga i materiali trovati in base al loro rapporto con il tuo argomento come spiegato sopra: materiali utili a definire il contesto, materiali di approfondimento, materiali specifici.
I primi potranno servirti per i primi capitoli introduttivi.
Ne avrai trovati molti ma non dovrai leggerli tutti: utilizza solo quelli più attinenti o solo le parti di tuo interesse.
I materiali di approfondimento dovranno essere studiati con più cura: aiuteranno a definire il cuore della tua tesi, i capitoli centrali.
Di questi materiali prendi nota delle parti più interessanti.
I materiali specifici vanno visionati con attenzione.
Non preoccuparti, saranno relativamente pochi.
Ti aiuteranno a tratteggiare meglio il taglio specifico del tuo argomento. Solitamente sono alla base della parte finale della tesi.
In caso la tua tesi si basi invece su una ricerca sul campo o in laboratorio in questa fase suddividi le fonti secondarie anche secondo un’ulteriore suddivisone, cioè quali sono le fonti relative alla metodologia del lavoro e quali quelle che approfondiscono il tuo argomento

Ora che hai dei materiali non è necessario leggerli tutti completamente, soprattutto se si tratta di testi ampi.
Già la ricerca, la lettura di alcune parti più interessanti delle fonti e le tue competenze pregresse dovrebbero averti dato le basi per strutturare lo sviluppo della tesi in un indice di riferimento... che vedremo nella prossima puntata.
Coming soon... Podcast 4 - Come stendere un indice della tesi

Tutti i podcast del mini-corso "Da dove iniziare per scrivere la tesi?"
* Podcast 1 - Quale tipo di tesi e quanto tempo mi serve per scriverla?
* Podcast 2 - La scelta dell'argomento e del relatore
* Podcast 4 - Come stendere un indice della tesi
Podcast 5 - Consigli redazionali e di scrittura