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“No sound but the wind”: Bruce Chatwin e la letteratura di viaggio inglese

Informazioni tesi

  Autore: Laura Patrizia Rossi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica "E-Campus"
  Facoltà: Lettere
  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Valentina Rossi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 50

Il termine viaggio deriva dal greco ὁδοιπορία, Viaggio, che definisce lo studio della letteratura legata allo stesso, in tutte le sue espressioni.
La letteratura odeporica è l’espressione del connubio indissolubile che esiste da sempre tra il viaggio e la letteratura che lo racconta fin dalle sue origini, e il suo obbiettivo, nel diventare un vero e proprio racconto, è certamente quello di voler condividere l’esperienza con gli altri, a dimostrare che l’idea di narrare il viaggio è la finalità imprescindibile del viaggiare stesso.
L’itinerario della tesi parte dalla descrizione del viaggio nella letteratura inglese dalla sua nascita, individuata nei Canterbury Tales di G. Chaucer, che aprono la via alla letteratura del pellegrinaggio, fino all’analisi del viaggio nell’era di internet.
Esaminando la letteratura di viaggio inglese, in particolare, si evidenzia come il concetto di viaggio abbia assunto dimensioni molto diverse a secondo delle epoche; a partire dal Pellegrinaggio, il Viaggio come percorso di ostacoli da superare per il desiderio di redenzione religiosa fino al traguardo della purificazione, passando per l’analisi della vita e delle opere di Bruce Chatwin, quello che oggi è considerato il “viaggiatore” per antonomasia, e di tutta la letteratura di viaggio che ci ha lasciato, fino alla valutazione dei mutamenti intercorsi nel modo di viaggiare dall’avvento di internet.
Il lavoro si articola in tre capitoli che riportano ognuno un’analisi del modo di viaggiare e della letteratura di viaggio ad esso legata.
Accanto alle osservazioni e riflessioni sul tema del viaggio, si è voluto omaggiare quello che oggi è considerato uno dei piu’ grandi viaggiatori-scrittori di tutti i tempi. A trent’anni dalla sua morte, Bruce Chatwin ancora oggi rappresenta l’esempio di letteratura odeporica nel suo concetto più alto.
In particolare analizziamo il lungo studio che Chatwin ha dedicato al nomadismo. La sua produzione, risultato dei suoi innumerevoli viaggi attraverso i luoghi più reconditi del pianeta, rimane ancora oggi il simbolo della letteratura di viaggio più significativa. I pensieri, gli appunti, le descrizioni nei suoi celeberrimi taccuini “Moleskine” rappresentano una pietra miliare nella valutazione del viaggio come strumento indispensabile di arricchimento umano.
Secondo lui il viaggio ha un inizio, una parte centrale e una fine, che possono essere paragonate al corso della vita umana, una metafora che rende bene l’idea di viaggio, così come il diario di viaggio diventa il modo più funzionale per tradurre in un libro le varie esperienza di vita.
Chatwin sosteneva che l’origine dell’uomo era nella migrazione: “la razza umana ha migrato per millenni, e solo di recente è diventata sedentaria . Il problema delle società sedentarie è l’accumulo, che avviene perché non sono in movimento”.
Si conclude il lavoro con l’analisi dello stravolgimento del concetto di viaggio e della sua letteratura dopo l’avvento di internet, nell’era del Turismo Globale, quello in cui lo scrivere una lettera di racconto di viaggio, è diventato un tema totalmente anacronistico, e in cui sembra scomparire per sempre il principio imprescindibile di scoperta di luoghi e persone.

Informazioni tesi

  Autore: Laura Patrizia Rossi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2019-20
  Università: Università Telematica "E-Campus"
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  Corso: Lingue e letterature straniere
  Relatore: Valentina Rossi
  Lingua: Italiano
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5 CAPITOLO 1 “The Journey, not the arrival, matter” 1 1.1 Viaggio, journey, trip, voyage, viaje …. L’uomo è nomade di natura o per necessità? L’etimologia del termine “travel” ha origine nel Medioevo “The semantic development may have been via the notion of “go on a difficult journey”, but it also may reflect the difficulty of any journey in the Middle Ages”. 2 Qualsiasi sia la sua ragione, il viaggio è sempre stato al centro della vita umana. Analizzando la letteratura di viaggio inglese, in particolare, si evidenzia come il concetto di viaggio abbia assunto dimensioni molto diverse a secondo delle epoche. Quando si parla di viaggio, il confine tra verità e finzione è sempre molto labile: racconti di diversi autori dello stesso luogo e stesse persone possono essere molto difformi. Nonostante questo, il racconto di viaggio si dà sempre come veritiero . Secondo Barthes “il reale non è altro mai che un senso, revocabile quando la storia lo esige, e richiede un vero e proprio sovvertimento dei fondamenti stessi di civiltà”. 3 Lo studio della letteratura di viaggio, porta al confronto di diversi aspetti della realtà, ed a chiedersi in base a quale criterio, scientifico, culturale o metastorico, sia riportato un fatto, come ad esempio, la visione dei giganti da parte dei marinai in epoca medievale, è certamente legata alla visione medievale dello sconosciuto. Quindi alla credibilità di un racconto di viaggio, concorre sicuramente in larga misura il momento storico, l’ideologia e la retorica di chi lo scrive. Cronologicamente, la più antica scrittura di viaggio della letteratura inglese è rappresentata dai Canterbury Tales che aprono lo scenario linguistico dell’Inghilterra medievale. 1 L.S. Woolf, A Journey not the arrival matters: An Autobiography of the Years 1939 to 1969, London, Mariner Book. 1989. 2 Online Etymology Dictionary, https://www.etymonline.com/word/travel 3 R. Barthes, Il brusio della lingua, Einaudi, Torino, 1988, pp. 137-150.

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