Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Problemi giuridici della teleamministrazione e atto elettronico

Il profilo della socialità di questo periodo dell’evoluzione umana è dominato dall’intervento di quelle apposite organizzazioni che chiamiamo enti pubblici: da quello maggiore, lo Stato, ai minori, i Comuni. Questi enti non sono di recentissima esistenza, ma negli ultimi periodi sono divenuti sempre più rilevanti nella vita di tutti, sia dal punto di vista di vincoli che ci vengono imposti nell’interesse collettivo, sia in considerazione degli interventi di sostegno proprio dello “Stato sociale”.
Tutta questa massa di attività, estremamente rilevante per ogni individuo, passa attraverso quel mega-apparato che, complessivamente considerato, si chiama Pubblica Amministrazione.
La situazione di disfunzione della maggior parte delle pubbliche amministrazioni, con conseguente improduttività delle stesse e, per conseguenza, dell’intero sistema economico, costituisce uno dei massimi problemi della nazione italiana. Il legislatore, con la l. n. 241 del 1990, ha inteso introdurre nuovi metodi operativi, certamente ispirati a criteri di modernità, ma è ormai opinione generale che per un’ampia attuazione della legge è necessaria un’informatizzazione più avanzata e diffusa.
Con il presente lavoro di tesi si è voluto, in un primo momento, analizzare la diffusione dell’informatica in ogni aspetto della vita sociale e in particolare nell’ambito della pubblica amministrazione.
Questa ha, sicuramente, fatto nascere nuove possibilità, nuovi beni e nuovi pericoli e ha quindi reso necessaria una disciplina giuridica dei nuovi modi di agire e dei nuovi rapporti.
Nella pubblica amministrazione, l’informatica costituisce ormai una realtà importante, anche se non sempre l’introduzione dei sistemi informatici ha dato i risultati sperati perché questa nel campo della pubblica amministrazione è avvenuta secondo le modalità volute dalle grandi case costruttrici di sistemi elettronici, dalle multinazionali, ossia da parte di un settore i cui interessi particolari non sempre coincidono con quella della pubblica amministrazione.
Dunque oggi ci troviamo in quella che è definita “seconda fase” dell’informatica amministrativa caratterizzata da una notevole diffusione di elaboratori elettronici che però non ha prodotto quel salto di produttività che si poteva attendere dalle disponibilità offerte dal progresso tecnologico.
Ciò che si auspica, e a cui si va incontro, è appunto la “terza fase” costituita dalla teleamministrazione.
Con la teleamministrazione si generalizza una nuova regola che dovrà essere varata con riforme legislative: le procedure amministrative sono formalizzate direttamente negli elaboratori, senza necessità di essere trasferite sul supporto cartaceo. Questa rappresenta il logico sviluppo evolutivo consentito oggi dall’esistenza di nuove tecnologie, tra le quali acquistano particolare rilievo quelle che garantiscono la sicurezza del sistema.
Vengono quindi esaminate la specifiche tecniche per l’operatività del procedimento in forma elettronica, dapprima costruendo un “modello ideale” di teleamministrazione, immaginata con i mezzi tecnologici e le evoluzioni previste; e poi considerando nel particolare le pubbliche amministrazioni più evolute come il servizio di Gazzetta Ufficiale telematica (GURITEL), lo Sportello unico telematico e l’eventuale nascita di una Conferenza dei servizi telematica.

In un secondo momento, viene approfondito il riconoscimento della rilevanza e validità del documento informatico e della firma digitale.
L’art. 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997 n.59, la cosiddetta Legge Bassanini, ed i successivi D.P.R. 513/97 e D.P.R. 445/00, hanno introdotto nel nostro ordinamento giuridico due elementi di assoluta novità, capaci di modificare radicalmente il modo con cui vengono gestiti i rapporti fra privati e Pubblica Amministrazione e fra privati stessi: il riconoscimento giuridico del documento elettronico e della firma digitale.
Grazie alle leggi indicate un documento informatico dotato di firma digitale ha lo stesso valore legale di un tradizionale documento cartaceo con sottoscrizione autografa.
I settori maggiormente interessati dalla diffusione della firma digitale sono: il già citato rapporto telematico tra pubbliche amministrazioni e cittadini, la trasmissione di documenti tramite posta elettronica e il commercio elettronico, attualmente poco diffuso, soprattutto in Italia, per la sfiducia che gli utenti hanno, in termini di sicurezza, della rete Internet.


Mostra/Nascondi contenuto.
7 Presentazione Il profilo della socialità di questo periodo dell’evoluzione umana è dominato dall’intervento di quelle apposite organizzazioni che chiamiamo enti pubblici: da quello maggiore, lo Stato, ai minori, i Comuni. Questi enti non sono di recentissima esistenza, ma negli ultimi periodi sono divenuti sempre più rilevanti nella vita di tutti, sia dal punto di vista di vincoli che ci vengono imposti nell’interesse collettivo, sia in considerazione degli interventi di sostegno proprio dello “Stato sociale”. Tutta questa massa di attività, estremamente rilevante per ogni individuo, passa attraverso quel mega-apparato che, complessivamente considerato, si chiama Pubblica Amministrazione. La situazione di disfunzione della maggior parte delle pubbliche amministrazioni, con conseguente improduttività delle stesse e, per conseguenza, dell’intero sistema economico, costituisce uno dei massimi problemi della nazione italiana. Il legislatore, con la l. n. 241 del 1990, ha inteso introdurre nuovi metodi operativi, certamente ispirati a criteri di modernità, ma è ormai opinione generale che per un’ampia attuazione della legge è necessaria un’informatizzazione più avanzata e diffusa. Con il presente lavoro di tesi si è voluto, in un primo momento, analizzare la diffusione dell’informatica in ogni aspetto della vita sociale e in particolare nell’ambito della pubblica amministrazione. Questa ha, sicuramente, fatto nascere nuove possibilità, nuovi beni e nuovi pericoli e ha quindi reso necessaria una disciplina giuridica dei nuovi modi di agire e dei nuovi rapporti.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Monica Sansone Contatta »

Composta da 245 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1784 click dal 21/01/2005.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.