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Orientamenti giurisprudenziali e dottrinali sull'art. 2103 del c.c. in tema di mansioni del lavoratore

Il presente lavoro analizza compiutamente in tutte le sue sfaccettature il tema delle mansioni del lavoratore nel rapporto di lavoro subordinato; tratta delle mansioni superiori, inferiori ed equivalenti senza tralasciare gli orientamenti degli ultimi decenni da parte della giurisprudenza e della dottrina dominante.

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1 INTRODUZIONE Nel corso degli ultimi anni, il diritto del lavoro è stato oggetto di un rinnovamento di grande spessore. La trasformazione ha, quasi sempre, avuto il suo imput maggiore nella tutela del lavoro, obiettivo direttamente connesso con un altro di non minore importanza quale la tutela del lavoratore. Proprio in questa prospettiva, nel corso della trattazione, lo sguardo si soffermerà in modo vigile sull’art. 2103 del c.c. norma intitolata “mansioni del lavoratore” nell’ambito della quale la tutela del prestatore di lavoro appone limiti, non sempre facilmente valicabili, al potere del datore di lavoro. I limiti in discussione sono stati rafforzati – rispetto alla troppa facilità con cui in passato venivano oltrepassati dalla classe imprenditoriale – a favore del lavoratore, ad opera dell’art.13 della legge 20 maggio 1970 n. 300 meglio conosciuta come Statuto dei lavoratori che ha introdotto un notevole margine di tutela tipica al prestatore di lavoro.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Angelo Milito Contatta »

Composta da 137 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3996 click dal 31/01/2005.

 

Consultata integralmente 27 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.