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Indagine sulla contaminazione da ''Policlorobifenili'' (PCBs) di matrici alimentari

Informazioni tesi

  Autore: Mario Santoro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2003-04
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e Tecnologie Alimentari
  Relatore: Giuliano Sansebastiano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 98

I PCB (C12H10-nCl, con n compreso tra 1 e 10) sono una classe di idrocarburi clorurati non polari con nucleo bifenilico e sostituzione con atomi di cloro di 1 fino a 10 atomi di idrogeno. Questa struttura fa sì che i PCB siano una numerosissima famiglia di 209 congeneri, distinti in relazione al diverso numero di atomi di cloro (da 1 a 10) e alla disposizione degli stessi. La notevole inerzia verso altri composti e l’elevata resistenza al calore sono state sfruttate in diverse applicazioni industriali (fluidi elettrici in condensatori e trasformatori, radiatori,sistemi idraulici, lubrificanti, adesivi, carta copiatrice, composti plastici, vernici…). Nel 1996 (Direttiva 96/59/CE) è entrato in vigore il divieto generale di impiego dei PCB. Questi possono tuttavia continuare a giungere nell'aria-ambiente ed essere respirati; i PCB, si sono ormai diffusi in tutte le parti del globo: presenti nei materiali in cui sono stati impiegati, gettati nell’ambiente come rifiuti e dispersi, sulle lunghe distanze, dall’aria e dalle acque (superficiali e profonde), si sono sparsi in ogni angolo della terra e sono penetrati, pur in piccolissime dosi in qualsiasi organismo vivente. La maggior fonte di contaminazione umana è l’assunzione attraverso gli alimenti, anche se, in alcuni casi, non sono da sottovalutare l’inalazione e l’esposizione cutanea. A causa del bioaccumolo nelle sostanze grasse e la difficile degradazione i PCB sono ritenuti dei pericolosi inquinanti ambientali a cui si associano effetti cancerogeni nei vari apparati umani. Appare evidente quindi eliminare le fonti residuali di contaminazione con trattamenti idonei di smaltimento.
Scopo della tesi
I PCB sono inquinanti ambientali prioritari, che hanno come caratteristica l'accumulo lungo la catena alimentare. L’alimentazione rappresenta un fattore importante nell'esposizione dell'uomo a questi composti. La ricerca condotta ha cercato di studiare l’esposizione ed il rischio correlato del consumatore ai PCB tramite l’analisi di olio extra vergine di oliva, latte intero, burro e acqua minerale.

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6 1. STORIA ED IMPIEGO DEI PCB I PCB, scoperti negli Stati Uniti verso la fine degli anni venti, dalla industria agro-chimica Monsanto, vennero brevettati e subito prodotti su larga scala, raggiungendo un grande interesse commerciale verso l’inizio degli anni cinquanta. Il brevetto venne concesso ad un’azienda per ognuno dei principali paesi industrializzati (Giappone, Germania, Inghilterra, Francia, Italia e Spagna). In Italia iniziò a produrli, dal 1938, la Caffaro di Brescia, un’industria chimica produttrice di soda caustica, composti organici, cloro e suoi derivati sorta nel 1906 (Ruzzenenti, 2003). I primi paesi a terminare la produzione furono il Giappone nel 1972, gli Stati Uniti nel 1977, la Germania nel 1983 l’ Italia nel 1984 (Fieldler, 2001). Si stima che la produzione mondiale sia stata di 1.5 milioni di tonnellate. Solo negli Stati Uniti ne sono state prodotte 670.000 tonnellate e quantità analoghe si possono stimare per l’Europa, se si tiene conto che la Caffaro da sola ne ha messe in commercio 150.000 tonnellate. La notevole inerzia verso altri composti e l’elevata resistenza al calore sono state sfruttate in diverse applicazioni industriali, classificate in tre categorie (Pavan et al., 2003): ξ sistemi chiusi controllabili, in cui i PCB sono impiegati come fluidi dielettrici in accumulatori e trasformatori (77% dell’utilizzo) con scarse perdite nell’ambiente; ξ sistemi chiusi non controllabili, in cui i PCB sono stati usati come fluidi in sistemi idraulici e radiatori con perdite frequenti nell’ambiente; ξ usi dissipativi, in cui i PCB sono stati utilizzati come: lubrificanti ed oli da taglio industriali, additivi di pesticidi, carta copiatrice, adesivi, composti plastici e vernici; usi che permettono il diretto contatto di PCB con l’ambiente. Nel 1972 è stato vietato l'impiego di PCB in sistemi aperti, ossia vernici, masse di sigillatura, stoffe e carta. Nel 1996 (Direttiva 96/59/CE) è entrato in vigore il divieto generale di impiego dei PCB. Questi possono tuttavia continuare a giungere nell'aria-ambiente ed essere respirati; i PCB, si sono ormai diffusi in ogni parte del globo: presenti nei materiali in cui sono stati impiegati, gettati nell’ambiente come rifiuti e dispersi, sulle lunghe distanze, dall’aria e dalle acque (superficiali e profonde), si sono sparsi in ogni angolo della terra e sono penetrati, pur in piccolissime dosi in ogni organismo vivente.

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Parole chiave

acqua minerale
bioaccumolo
burro
contaminante ambientale
gc-ecd
igiene
latte
olio extra vergine
pcb
policlorobifenile

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