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Privacy e tecnologia: uno sguardo ai sistemi italiano e statunitense

A fronte di un'aumentata sensibilità da parte delle Istituzioni a riguardo di nozioni quali riservatezza ed ancor più privacy, si propone un percorso comparativo della diversa risposta dei sistemi giuridici e sociali degli Stati Uniti d'America, d'Europea e d'Italia agli stimoli ed i problemi proposti dall'evoluzione tecnologica avvenuta da inizio secolo sino alla rivoluzione legata alla Rete Internet.

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5 INTRODUZIONE. La radicale trasformazione della società e delle relazioni tra individui a cui si è assistito nell’ultimo secolo e mezzo è senza dubbio da attribuire ad una esponenziale evoluzione della scienza e della tecnica. Invenzioni quali la stampa, il telefono, il fonografo, la macchina fotografica, la radio, e quant’altro le menti degli uomini sono state in grado di concepire, hanno profondamente rivoluzionato i rapporti tra individui, creando così una società in continuo movimento, dove valori e comportamenti sorti in risposta a certe condizioni materiali, debbono immediatamente essere rimessi in discussione, in risposta agli incalzanti stimoli di una evoluzione tecnologica che non accenna a rallentare la sua corsa. In questo travagliato scenario, dove la resistenza al cambiamento presenta risvolti spesso drammatici, la natura umana si è rivelata come non mai immutabile in quelli che sono i suoi tratti fondamentali, ancorati nel nostro codice genetico e portati alla luce nelle loro più diverse sfumature da tutti coloro i cui studi riguardano in ultima analisi l’uomo. Proprio dal confronto tra questi elementi monolitici (e le aspirazioni che essi generano nell’uomo), e la realtà che ci circonda, plasmata nelle forme più variegate dall’inarrestabile svolgersi della rivoluzione tecnologica, sorgono poi quelle sovrastrutture, tra cui il diritto, che, attraverso il contemperamento di opposti interessi, ed il regolamento delle relazioni, nella loro sostanza tendono a provvedere alla salvaguardia di quelle aspettative che scaturiscono da elementi intrinseci alla natura umana. Nella nostra indagine ci occuperemo in particolare del confronto con la tecnologia che riguarda una di queste aspirazioni, restia ad un preciso inquadramento, ma che per esigenze espositive, chiameremo Riservatezza, o nel suo non sempre corrispondente corrispettivo inglese, Privacy 1 . Infatti, è là dove l’epidemia tecnologica ha rivelato uno dei suoi primi focolai, ovvero negli Stati Uniti d’America, che il confronto si è reso evidente, in forma di antagonismo, e si è concretizzato in quello che può essere considerato il punto di partenza per ogni riflessione a riguardo di una moderna costruzione giuridica del concetto di privacy nella cultura nord-americana: l’articolo pubblicato nel 1890 nella nota rivista giuridica Harvard Law Review ad opera di Samuel D. Warren e Louis D. Brandeis con il titolo “The right to Privacy. The Implicit Made Explicit”. 1 Diane Leenheer Zimmerman, in False Light Invasion of Privacy: The Light that Failed, New York University Law Review, vol. 64, 1989 pag. 364 afferma: “La frase “a right to privacy” così come utilizzata in ambito legale ha tanti significati quante sono le teste di Idra”.

Tesi di Laurea

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Alberto Giacobone Contatta »

Composta da 134 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3941 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.