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Globalizzazione e occidentalizzazione del mondo. Problemi e interpretazioni

Siamo appena usciti da un secolo che ha visto gli uomini impegnati nei conflitti più spietati della storia, che li ha visti morire invano ma anche lottare per grandi ideali, nella speranza che il nuovo millennio potesse aprirsi all'insegna della pace e dello sviluppo. Purtroppo ancora molta strada resta da percorrere perché questi obbiettivi si realizzino, soprattutto quando il campo su cui si gioca la partita è il mondo intero. Una delle cose più importanti di cui il '900 si è reso testimone è stato il progressivo ampliamento dei territori considerati rilevanti e degni di attenzione, fino ad abbracciare l'intero pianeta. Le guerre sono state "mondiali", se non di fatto, almeno di nome; l'economia, la politica, la cultura, tutti gli ambiti hanno risentito di questo processo, le cui infinite sfaccettature vengono sintetizzate in maniera efficace, anche se sommaria, dal termine globalizzazione.
Difficile definire che cosa in concreto si intenda per globalizzazione senza rischiare di incorrere in generalizzazioni che non colgono a sufficienza la natura e le dimensioni dei problemi e che finiscono per ridurre il concetto a una formula magica dalle molte controindicazioni, a uno spettro malefico da combattere con ogni mezzo o all'ancora di salvezza di un mondo alla deriva.
Consapevole della complessità dell'argomento e forse dell'impossibilità di trattarlo in maniera completa ed esauriente, data anche l’enorme letteratura ormai esistente, vorrei premettere ad ogni discorso un'osservazione che mi pare fondamentale: la globalizzazione, nelle sue più svariate accezioni, è un problema che riguarda tutti, nessuno escluso.
A causa del progresso delle scienze e delle tecnologie della comunicazione, oggi viviamo in un mondo che può essere legittimamente descritto con l'immagine che McLuhan aveva usato già qualche decennio fa: il villaggio globale. Non possiamo più sfuggire al fatto che avvenimenti che accadono in Israele, in Sudan, in Argentina, nel Timor orientale o in Afghanistan, ci piaccia o no, tocchino tutti noi in qualche modo personalmente. Oggi tutto ciò che accade in un qualsiasi luogo influenza, più o meno indirettamente e in maniera più o meno rilevante, la nostra vita.
Nelle pagine seguenti cercheremo di considerare almeno alcuni degli aspetti più importanti attraverso cui questo fenomeno si manifesta.
L'obbiettivo del primo capitolo è quello di definire la globalizzazione a partire dalle sue premesse storiche, attraverso gli ambiti più importanti coinvolti in questo processo, con particolare attenzione al settore economico e politico. Si delinea un quadro mondiale non molto ridente. La globalizzazione accresce la ricchezza, il commercio, le telecomunicazioni che però restano nelle mani di pochi, facendo aumentare vertiginosamente l'abisso tra ricchi e poveri.
Molti elementi concomitanti concorrono ad aggravare la situazione: lo sviluppo demografico, il sistema politico, le strategie economiche, le catastrofi naturali, il sistema educativo e scolastico, le telecomunicazioni, l'urbanizzazione incontrollata, i miraggi delle vetrine…Ma ciò che più colpisce è constatare come l'uomo del Terzo Mondo è occidentalizzato per i suoi desideri, per i suoi punti di riferimento, per l'influenza che gli viene dai modelli consumistici del Primo Mondo. Questo ci porta a dire che "l'occidentalizzazione", che per anni è stata perpetuata con la forza, ai giorni nostri si presenta soprattutto e drammaticamente come deculturazione, cioè come distruzione delle strutture economiche, sociali, mentali tradizionali, sostituite da innesti spesso mal riusciti.
Ecco l'argomento del secondo capitolo, dedicato in maniera specifica alla globalizzazione culturale e al ruolo dei mass media in questi processi. La prospettiva si allarga in una panoramica su tutte le barriere che, anche nel settore della comunicazione, dividono chi ha da chi non ha, trasformando il villaggio globale in un "villaggio globalizzato" in cui vengono rispecchiate tutte le ingiustizie che separano la civiltà del benessere dai "sotterranei della vita e della storia".
In conclusione proveremo a tracciare un rapido bilancio della situazione attuale e a delineare all'orizzonte il profilo di un "volto buono" della globalizzazione verso cui è necessario tendere: la globalizzazione dei diritti inalienabili della persona, delle formule per tutelare l'ambiente, delle condizioni per uno sviluppo umano e sostenibile, delle regole per una convivenza pacifica tra i popoli.
Al contempo sottolineeremo l'importanza della denuncia sociale dei problemi portati dalla globalizzazione e il ruolo primario dei mezzi di informazione come strumenti di democrazia e libertà.

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3 INTRODUZIONE "Nessun uomo è lontano Nessun paese è un'isola" Siamo appena usciti da un secolo che ha visto gli uomini impegnati nei conflitti più spietati della storia, che li ha visti morire invano ma anche lottare per grandi ideali, nella speranza che il nuovo millennio potesse aprirsi all'insegna della pace e dello sviluppo. Purtroppo ancora molta strada resta da percorrere perché questi obbiettivi si realizzino, soprattutto quando il campo su cui si gioca la partita è il mondo intero. Una delle cose più importanti di cui il '900 si è reso testimone è stato il progressivo ampliamento dei territori considerati rilevanti e degni di attenzione, fino ad abbracciare l'intero pianeta. Le guerre sono state "mondiali", se non di fatto, almeno di nome; l'economia, la politica, la cultura, tutti gli ambiti hanno risentito di questo processo, le cui infinite sfaccettature vengono sintetizzate in maniera efficace, anche se sommaria, dal termine globalizzazione. Difficile definire che cosa in concreto si intenda per globalizzazione senza rischiare di incorrere in generalizzazioni che non colgono a sufficienza la natura e le dimensioni dei problemi e che finiscono per ridurre il concetto a una formula magica dalle molte controindicazioni, a uno spettro malefico da combattere con ogni mezzo o all'ancora di salvezza di un mondo alla deriva. Consapevole della complessità dell'argomento e forse dell'impossibilità di trattarlo in maniera completa ed esauriente, data anche l’enorme letteratura ormai esistente, vorrei premettere ad ogni discorso un'osservazione che mi pare fondamentale: la

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Lorenza Fontana Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.