Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Evento calcistico, rappresentazioni simboliche, processi di identificazione. Il caso dell Modena f.c. 1912.

La parte di ricerca teorica focalizza la morfogenesi dell’evento calcistico da relazione aperta, radicata ad un substrato etico, a medium del sistema economico, che opera in forma sempre più autoreferenziale. Il cuoio si eleva a metonimia della modernità avanzata, sintetizzando l’edonismo feticistico della società dell’immagine. Ho interpretato la parabola semantica del fenomeno meta-sportivo attraverso tre fasi: dall’ethos all’epos fino al primato dell’eros, codice espressivo egemone e unità di senso performativa. Il criterio procedurale della tesi è, infatti, di radiografare il calcio come fatto sociale totale. E’ in corso un processo di calcistizzazione: il linguaggio del football colonizza i palinsesti mediatici e contamina addirittura la sfera politica. L’analisi dei cortocircuiti semantici confuta la formula consolatoria del calcio malato: la pratica sportiva e meta-sportiva riverbera in realtà lo spettro sociale che la produce. In questo scenario i tifosi che frequentano gli stadi, che ho definito “sincretici” (in antitesi alla modalità “catodica” di fruizione del prodotto calcio), rappresentano una diga alla deriva mercantile dello sport, instaurando transazioni di mondo vitale, in virtù di una partecipazione transitiva, emozionale, multisensoriale e identitaria. All’interno dell’arena stadiense ho poi definito le curve come “luoghi della pregnanza”.
La parte empirica adotta invece lo strumento dell’intervista semi-strutturata, rivolta a un target selezionato di esponenti della vita pubblica di Modena e della tifoseria geminiana. Ho inteso così monitorare l’effetto della promozione della squadra locale in serie A, dopo 38 anni di latitanza, sulle rappresentazioni simboliche dei Modenesi. L’ipotesi su cui riposa l’indagine empirica è che la passione calcistica (che attiva una serie di epifenomeni: sociale, mediatico, mercantile) solleciti una forma “post-moderna” di comunità diffusa, una rete cioè di legami solidali svincolati dal discrimen spaziale e interconnessi in un network a maglie larghe, che consente di instaurare ponti comunicativi flessibili e diffusi. Infatti, se appare eretico (e ingenuo) inquadrare la comunità del cuoio come una forma di gemeinschaft, si percepisce invece distintamente come i tifosi costituiscano un network analogico che attiva relazioni ad ampio raggio, in una superiore prospettiva di meta-network. Questo dato rappresenta un fenomeno in controtendenza rispetto alla vocazione funzionale e specialistica dei sistemi nella modernità avanzata.

Mostra/Nascondi contenuto.
PREVIEW Una sfera di cuoio: Vessillo di guerra, messaggio di pace. L’incedere automatico dei corpi, in fibrillazione per le scariche di adrenalina o attanagliati nella morsa del terrore, la tensione palpabile degli animi e delle masse muscolari, la fatale incertezza di gesti concitati, nel diluirsi di avari minuti che non trascorrono mai. Così comincia questa storia e così finirà, con il ritratto di un’umanità sofferente che scandaglia la faccia oscura di un’identità instabile, fondata sull’istinto primordiale della sopravvivenza e sull’ossessione egemonica. La trasfigurazione di un’umanità che si rappresenta nella prestazione agonistica e antagonistica. La chiosa metonimica di una gara di football, nel lapidario commento del cronista: shorts, magliette numerate e un cuoio che rotola, folla eccitata, rumori e colori. Ma questa storia non si riduce a prammatiche strette di mano, tackle, dribbling e un urlo strozzato in gola per quel tiro fuori di un soffio. Questa storia parla di attacco e di difesa a tutto campo, laddove il campo non è di football, ma di battaglia: un gioco che esce dal suo recinto semantico per confondersi col significato stesso della vita e della morte. Nelle parole che seguono trionfa l’esaltazione del gesto sportivo traslato nell’analogia bellica: “Il gioco del calcio è stupendo perché è un’iperbole alla rovescia. Forse che esso non echeggia, senza intenzioni parodistiche, la guerra, la sirena che strega gli uomini? ... Anche i proiettili della duplice lotta sono i medesimi: palle di cuoio, palle di piombo... vince la palla che sta nella mano del fanciullo, simbolo di gioia e di spensieratezza; vince la palla che sta nella mano del re, simbolo di potere e di dominio” (Roghi, 1934: 295). Ma non è più tempo per le parole, è ora di scendere in campo e andare avanti, senza alcuna concessione al rimpianto.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Fabio Butturi Contatta »

Composta da 419 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 953 click dal 30/09/2005.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.