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La Borsa Elettrica Italiana: analisi dei risultati del primo anno di funzionamento

Informazioni tesi

  Autore: Alberto Giorgi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze economiche
  Relatore: Francesco Ggullì
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 36

Nella prima parte della tesi si evidenzia come in Italia la Direttiva Europea sulla liberalizzaizone del settore energetico è stata recepita con il D.lgs N° 79 del 16 marzo 1999 ,c.d. Decreto Bersani, il quale definisce le linee guida per il riassetto del settore elettrico, i nuovi soggetti che operano sul mercato e la suddivisione del mercato elettrico.
Nella seconda parte si concentra l’attenzione sulle componenti del mercato elettrico italiano, la loro organizzazione ed il loro funzionamento, soffermandosi sul meccanismo di risoluzione del Mercato del Giorno Prima e sulle sue particolarità.
La terza parte ha l’obbiettivo di illustrare i risultati delle valorizzazioni del prezzo dell’energia elettrica sul MGP, attraverso un’analisi descrittiva dei suoi andamenti nei periodi compresi tra Aprile-Dicembre 2004 e Gennaio-Marzo 2005.
La quarta parte consiste infine in una valutazione complessiva sul primo anno di funzionamento della Borsa Elettrica Italiana, condotta sulla base di alcune determinanti del grado di concorrenza e di apertura del mercato elettrico in Italia.

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3 Introduzione La materia dell'energia è stata oggetto di particolare attenzione da parte delle istituzioni comunitarie sin dalla loro origine. In proposito è sufficiente accennare al ruolo svolto dalla Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (Ceca) e dalla Comunità Europea dell'Energia Atomica (Euratom) sorte per regolare lo sfruttamento delle fonti carbosiderurgiche e nucleari e per sviluppare un mercato comune europeo delle materie prime e delle infrastrutture. Benché il Trattato Istitutivo della Comunità Economica Europea non presenti alcuna disposizione in materia energetica, negli anni novanta, attraverso l’emanazione della Direttiva 96/92 CE del 19 dicembre 1996, viene avviata la politica di costruzione del mercato interno dell'energia con l'obiettivo di realizzare un progressivo ridimensionamento dei monopoli pubblici in campo energetico. Tra le attribuzioni della Comunità compaiono in quegli anni l'adozione di "misure in materia di energia" e la politica di "incentivazione della creazione e dello sviluppo di reti transeuropee", principi finalizzati a ridurre e, in un futuro, eliminare le asimmetrie esistenti fra i Paesi Membri relative al grado di apertura del mercato, alla possibilità di accedere alle reti energetiche in maniera trasparente e senza discriminazioni, all’esistenza di operatori delle reti effettivamente indipendenti dagli altri soggetti protagonisti del mercato, al fatto di avere un regolatore con forti competenze e realmente indipendente dagli interessi dell’industria energetica. Nel settore elettrico la liberalizzazione si realizza attraverso uno sforzo di regolarizzazione ed armonizzazione normativa e strutturale volta alla creazione di un Mercato Elettrico Comune Europeo all’interno della Comunità, fenomeno che attualmente coinvolge gran parte degli stati Membri dell’Unione tra cui Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Norvegia e Regno Unito e che vede impegnata la Commissione Europea a mantenere alta la pressione sui Governi per evitare che si realizzino asimmetrie regolamentari in

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