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La prima generazione post-postfranchista del cinema spagnolo

Il mio lavoro nasce dall’intento di compiere un’approfondita ricognizione di un particolare processo di ordine (per così dire) “biologico”, che a partire dagli anni ’90 ha prodotto un salto produttivo, industriale, creativo e distributivo di tutto il sistema cinematografico spagnolo. É interessante notare, infatti, come questo rinnovamento sia avvenuto a distanza di 15 anni dalla fine della dittatura, tanto che la nuova generazione può essere definita post-postfranchista. Nonostante il mutamento sia particolarmente evidente nell’ambito della regia cinematografica, con un numero di 336 registi esordienti dal 1990 ad oggi, non è tanto importante soffermarsi sui singoli registi, quanto inquadrare i contesti attraverso i quali il processo si è sviluppato.
Anzitutto la situazione legislativa ed industriale, completamente mutata con l’avvento della democrazia, ha gettato le basi per il mutamento degli anni ’90. Si è, infatti, raggiunta la consapevolezza, sia da parte dei produttori, sia degli stessi registi, che i movimenti più importanti di denaro passano per la distribuzione internazionale e per le finestre di consumo fornite dalle nuove tecnologie. È in questa direzione che possiamo leggere l’aumento esponenziale dei cortometraggi sperimentali da un lato e delle coproduzioni internazionali dall’altro.
Negli stessi anni è avvenuto un incrocio di forme testuali, che va da una parallela nuova generazione di scrittori, alla prima vera sperimentazione di genere. Non a caso è possibile rintracciare delle continuità formali e tematiche che s’intrecciano nei vari film. Per esempio nella forte volontà della nuova generazione di raccontare il presente rispetto al passato, di partire da modelli che non si trovano nella letteratura nazionale, bensì nella cultura popolare, nel cinema, nella televisione, nella pubblicità. Le problematiche sono legate oggi a temi più “internazionali”, e spesso ci si trova di fronte ad opere che destano interesse proprio per la loro capacità di ibridazione tra i generi classici del cinema americano e i generi autoctoni. Il cinema post-post-Franco nasce quindi in quel pastiche postmoderno che costituisce oggi un referente privilegiato di fronte alla mancanza di “padri”, che possano segnare significativamente la Storia di questa cinematografia. Le caratteristiche di questa nuova generazione di autori si possono tracciare infine attraverso una serie di lungometraggi che indagano il rapporto tra realtà ed immaginario. Queste opere nascono dal forte desiderio delle nuove generazioni di spagnoli di esprimersi attraverso le immagini, dopo gli anni ’80 vissuti nella “promiscuità audiovisiva”, in quel post-franchismo in cui la Spagna si è aperta al mondo grazie alla fine di ogni censura. Tra l’altro il caso spagnolo permette una contemporanea analisi di certe caratteristiche del cinema italiano, la cui fragilità industriale è ancor più evidente rispetto ai tentativi di rinnovamento del cinema spagnolo.

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7 INTRODUZIONE “Quando si è voluta caratterizzare la generazione x, la si è collocata storicamente come la prima produzione biologica di spagnoli rigorosamente post-franchisti” (M.V.Montalbán, La generación x y z, “El País”, 2 settembre 1995) Quando ci si avvicina ad uno studio del cinema spagnolo degli ultimi anni, la prima caratteristica che si evidenzia è che l’oggetto di studio difficilmente si adatta a norme prestabilite e i suoi protagonisti rifuggono qualsiasi tentativo di essere raggruppati attorno ad etichette collettive o inseriti in semplificazioni di comodo. E’ difficile, nonché superficiale, fornire una definizione valida ed universale di questa cinematografia, come se si trattasse di un genere

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Salvatore Gulisano Contatta »

Composta da 247 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.