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Le emissioni obbligazionarie degli enti locali

Informazioni tesi

  Autore: Sara Nasi
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Economiche e Aziendali
  Corso: Economia Bancaria, Finanziaria ed Assicurativa
  Relatore: Marina Damilano
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

Il presente lavoro vuole focalizzare l'attenzione su un titolo obbligazionario particolare: quello emesso dagli enti locali, sia in qualità di strumento di indebitamento che di investimento. Per maggiore chiarezza espositiva si sono poi proposti due casi di emissioni obbligazionarie: BOP della Provincia di Torino e il BOR della Lombardia.

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2 INTRODUZIONE Con la presente tesina si è voluto analizzare un titolo obbligazionario particolare, sia all’interno del panorama dei bond sia dal punto di vista degli investitori: i buoni obbligazionari degli enti locali. La loro particolarità risiede non tanto nelle caratteristiche tecniche del titolo medesimo, ma bensì nel soggetto emittente, ossia gli enti territoriali. Si è, quindi, cercato di analizzare le cause principali della scarsa diffusione di tale strumento finanziario sia nella pubblica amministrazione (in qualità di strumento per il reperimento di risorse finanziarie) sia nei portafogli degli investitori (in qualità di investimento). Anche se la tendenza degli ultimi anno segnala una crescente importanza delle emissioni obbligazionarie sul totale del debito delle P.A., molte sono ancora le difficoltà e i limiti che gli enti locali devono affrontare per emettere obbligazioni, soprattutto se essi desiderino offrirle al pubblico degli investitori. Tra le principali cause che ostacolano le emissioni obbligazionarie, si possono citare la mancanza di esperienza e di competenze dei soggetti emittenti, la scarsa diffusione dei rating tra gli enti territoriali (soprattutto finalizzati a ridurre il gap informativo tra investitori ed emittente) e, più in generale, legate alla mancanza di una massa critica di titoli in grado di costituire un iniziale punto di partenza per la negoziazione del titoli stessi; dall’altro lato, invece, si trovano essenzialmente limiti più legati alla struttura del titolo stesso che influenzano l’appetibilità, ovvero la diffusione del titolo stesso (come il limite massimo del tasso d’interesse applicabile). Un importante fattore di sviluppo indiretto delle emissioni obbligazionarie è il percorso intrapreso verso la finanza autonoma, la quale delega molte responsabilità e compiti agli organi statali periferici a fronte di ridotte risorse finanziarie; di conseguenza gli enti si sono visti costretti ad attivare tutte la possibili fonti di finanziamento concesse dall’ordinamento giuridico. Il panorama delle emissioni è molto eterogeneo, infatti esso è caratterizzato da poche emissioni di grande dimensione ma di importante rilievo anche a livello internazionale (si veda il caso Bond Lombardia proposto) e da numerosissime emissioni collocate a fermo dagli enti (ad opera di enti o di consorzi di enti di piccole-medie dimensioni, come nel caso della Provincia di Torino). Per ovviare a queste problematiche sarà, pertanto, necessario cercare di agevolare gli enti con minori possibilità di accesso al mercato dei capitali (anche se questo potrebbe andare contro la legge del mercato, ovvero del liberismo) e cercare di raggiungere un compromesso o equilibrio, per quanto concerne le caratteristiche del titolo stesso, tra le esigenze di stabilità economica degli enti locali e le esigenze degli investitori. Sempre a questo riguardo, si termina la presente relazione con uno studio delle emissioni obbligazionarie di enti locali statunitensi, come interessante spunto di riflessione sulle possibili soluzioni da adottare nel caso europeo, nei limiti della comparabilità della situazione e dell’ordinamento americano ed europeo.

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