Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La creatività secondo Richard Florida: analisi della classe creativa nella città di Roma

L’economia e la società sono sempre più influenzate dalla creatività, dalla capacità di produrre idee, conoscenze e innovazione. Questa capacità è sempre stata importante ma negli ultimi anni è letteralmente esplosa, tanto che la creatività umana viene considerata la fonte del vantaggio competitivo. Partendo da questa considerazione Richard Florida nel suo celebre libro “The Rise of the Creative Class” pubblicato negli Stati Uniti nel 2002 superando i concetti di economia “dell’informazione” o “della conoscenza” afferma la nascita della cosiddetta “economia creativa” nei Paesi a capitalismo avanzato caratterizzati dalla crescita della cosiddetta “classe creativa”.
Scienziati, ingegneri, docenti universitari, artisti, architetti ma anche medici, avvocati e dirigenti, la classe creativa è costituita da un insieme eterogeneo di professioni che producono qualcosa di nuovo e utile nel normale svolgimento del proprio lavoro.
L’individuazione e la misurazione della classe creativa costituisce il primo aspetto principale del libro di Florida e a ciò si affianca l’elaborazione di un modello statistico secondo cui i “creativi” si concentrano in contesti urbani caratterizzati dalla presenza di tre fattori specifici: tecnologia, talento e tolleranza (le 3T). Ovvero, la concentrazione della classe creativa è più alta in quelle città caratterizzate dalla presenza di persone con un elevato livello di istruzione (il talento), dalla presenza di imprese high-tech e da un elevato numero di brevetti prodotti (la tecnologia) e dalla presenza di un numero rilevante di stranieri e omosessuali (la tolleranza).
Questa tesi, una volta descritti gli aspetti fondamentali della teoria di Richard Florida, si propone innanzitutto di mostrare come questo modello sia valido anche nel contesto italiano attraverso l’analisi delle 3T nelle venti città capoluogo sulla base dei dati raccolti nell’ambito del progetto “L’Italia nell’era creativa” da Irene Tinagli e Giovanni Padula coordinatori del Creativity Group Europe, un gruppo di ricerca fondato nel 2004 che applica le teorie dell’economista americano nei Paesi Europei.
Dalla constatazione del primato “creativo” della città di Roma è nata, successivamente, la spinta a intraprendere un percorso personale di ricerca, dal carattere essenzialmente esplorativo, volto a far emergere, attraverso nove interviste a un campione di “testimoni privilegiati”, la fisionomia della classe creativa che a Roma risiede e lavora continuativamente e soprattutto la percezione “in termini creativi” della città.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE L’economia e la società sono sempre più caratterizzate dalla creatività, dalla capacità di produrre idee, conoscenze e innovazione; se il passaggio dall’economia agricola all’economia industriale ha provocato la sostituzione di alcuni fattori di produzione (ter- ra e lavoro agricolo) con altri (materie prime e lavoro operaio), le trasformazioni in atto nel contesto socio-economico sono, invece, basate sul ruolo cruciale assunto dalla capa- cità creativa dell’uomo. A partire da questa premessa sorge la teoria sviluppata dall’ economista americano Ri- chard Florida nel libro The Rise of the Creative Class 1 da cui prende spunto questo lavo- ro di tesi. Studioso di sviluppo economico regionale e attualmente “Hirst Professor” alla School Public of Policy della George Mason University, espone nel testo citato una se- rie di considerazioni che hanno il loro perno nel riconoscimento del fondamentale valo- re economico della creatività. Florida mette in discussione l’idea che il cambiamento sia prodotto esclusivamente dall’innovazione tecnologica e va oltre i concetti di economia “dell’informazione” e “della conoscenza”: informazioni e conoscenza sono, infatti, gli strumenti e i materiali di una risorsa economica capace di generare ancora più valore, la creatività, rispetto alla quale l’innovazione, sia essa nella forma di un nuovo artefatto tecnologico, di un nuovo modello di business o di un nuovo metodo, costituisce il prodotto. Tutti i grandi passaggi epocali della storia dell’umanità secondo l’economista americano possono essere visti come manifestazioni della creatività umana ma la consapevolezza di ciò e il riconoscimento del suo ruolo fondamentale nei processi economici e sociali è 1 Il testo, uscito negli Stati Uniti nel 2002, è stato pubblicato in Italia l’anno successivo dalla Mondadori con il titolo: L’ascesa della nuova classe creativa: stili di vita, valori e professioni.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Simone Siddu Contatta »

Composta da 183 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 22630 click dal 09/01/2006.

 

Consultata integralmente 25 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.