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La nascita del centrosinistra sulla stampa americana, 1958-1963

Questa tesi propone una analisi della nascita del centrosinistra in Italia, attraverso la lettura degli articoli pubblicati dal New York Times sulla politica italiana tra il 1958 e il 1962. In questo periodo l'Italia vive un momento di trasformazione decisiva: la crisi del centrismo porta la Democrazia Cristiana a formare un governo di coalizione con il Partito Socialista di Nenni che per tutti gli anni 50 e' stato il più stretto alleato del PCI di Togliatti. Per la prima volta una formazione di sinistra entra in una coalizione di governo, ponendo fine alla legge che aveva governato la politica italiana del dopoguerra: il mantenimento della "democrazia bloccata" in cui il PCI e i suoi alleati sono estromessi dal governo. La politica della "democrazia bloccata" e' stata il filo conduttore della politica americana verso l'Italia, fin dalle elezioni del 1948. All'interno del contesto della guerra fredda, il PCI, il più forte partito comunista dell'Occidente, era considerato dagli Stati Uniti come il "cavallo di Troia" dell'Unione Sovietica per estendere indirettamente il sua influenza nell'Europa di influenza americana.
L'originalità di questa ricerca consiste in una accurata e quasi giornaliera analisi di buona parte degli articoli pubblicati dal New York Times sulla "apertura a sinistra", riportati integralmente. L'obiettivo del lavoro è stato quello di utilizzare la lente del New York Times per analizzare quale Italia veniva raccontata al distratto pubblico americano e quanto i commentatori americani di politica estera vedessero il processo evolutivo del sistema politico italiano.
La ricerca sottolinea un grande gap culturale che non permette ai commentatori americani una profonda comprensione delle dinamiche in atto in Italia ed evidenzia la frustrazione da parte americana per l'inabilità dell'Italia di produrre un sistema politico maggioritario, con una alternanza basata su una coalizione cattolica e democratica e una forza di sinistra non comunista. Questa soluzione era vista dagli Americani come la vera soluzione al problema della "democrazia bloccata" in quanto l'emergere di una "non communist left" avrebbe in un colpo solo limitata l'influenza del PCI (a questo punto relegato ad un ruolo di minoranza estremista) avrebbe creato le condizioni strutturali per solide maggioranze e una reale alternativa di governo. L'ambiguità di Nenni nel rompere i rapporti con il PCI e la mancanza di un chiaro spostamento a destra del PSI eliminano le basi per l'evoluzione del sistema politico verso una "non communist left", mantenendo di fatto irrisolto il cronico problema della governabilità tutt'oggi ancora al centro del dibattito politico.

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INTRODUZIONE Questa tesi propone un’analisi della cronaca italiana del "New York Times" dal gennaio 1958 fino al 1962. In questi anni arriva a maturazione il dibattito sul centrosinistra, iniziato fin dalla metà degli anni '50 fino alla sua realizzazione nel febbraio 1962 con il IV governo Fanfani, non nella sua forma organica, ma con un appoggio esterno del PSI. Un lavoro sull'Italia vista dal "New York Times" é già stato realizzato da Federica Pinelli e pubblicato dalla rivista "Italia Contemporanea", nel numero del dicembre 1993, e si riferisce all'analisi del primo dopoguerra tra il 1947 e il 1951 1 . Questo studio si svolge nell'ambito d'indagine del rapporto tra opinione pubblica e politica estera americana, in cui il "New York Times" di quegli anni riflette le posizioni dell’upper middle class americana. Sulla base dei documenti contenuti nei "New York Times Archives" e inserito all'interno del dibattito politico americano dell'epoca, Federica Pinelli presenta il "New York Times" come portavoce della bipartisan foreign policy durante il periodo in cui l'obiettivo fondamentale della politica estera americana era il contenimento sovietico in Europa occidentale. L'Italia diventa in questo contesto un interessante case study della battaglia portata avanti dal giornale newyorchese per convincere gli americani della necessità di intervenire a favore delle forze democratiche. La propaganda anticomunista diventa lo strumento più incisivo per spronare il Congresso all'approvazione dell'Interm-aid, degli aiuti straordinari e dello stesso piano Marshall. Di fronte alle prime perplessità della Casa Bianca su De Gasperi e alle spinte isolazioniste del Congresso, Federica Pinelli fa emergere l'importanza del ruolo svolto dal "New York Times" nell'orientare l'opinione pubblica americana verso l'appoggio alla DC. Si tratta dunque di un lavoro che pone l'accento sul rapporto tra governo, stampa ed opinione pubblica americana di cui l'Italia diventa semplicemente il terreno di scontro. La presente analisi vuole invece studiare la comprensione della politica italiana da parte del giornale e del governo americano nel momento di transizione che porta l'Italia dalla crisi del centrismo al centrosinistra. Viene dunque raccontata la politica italiana a 1 Federica Pinelli, L'Italia vista dal "New York Times" 1947-1951, Italia Contemporanea, n. 193 dicembre 1993

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Marco Moretti Contatta »

Composta da 354 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2655 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.