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Profili evolutivi del welfare state. I contenuti della legge 328/00 ed il riparto di competenze tra Stato, Regioni ed Enti locali. Il piano sociale di zona del Comune di Napoli

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Cadavero
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Napoli - Federico II
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Sociologia
  Relatore: Vincenzo Pedaci
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 217

Il sistema di protezione sociale nell’ ultimo decennio si è gradualmente trasformato da una struttura di welfare redistributivo, e di tipo assistenziale, ad un welfare state sociale che promuova interventi di politica attiva sostenendo la partecipazione dei cittadini.
Nel corso del 2000 l’ Italia è stata investita da un’ ondata di leggi e provvedimenti riguardanti l’ istruzione, la formazione, l’università, la ricerca scientifica, il lavoro e l’ occupazione, l’ assistenza e la sanità, la previdenza e la protezione sociale.
In questo lavoro si è analizzata “la legge quadro n. 328/00 per la realizzazione di un sistema integrato d’ interventi servizi sociali”, che si inscrive in questo circuito riformatore.
L’ intento della normativa è di restituire credibilità, prestigio ed efficacia alle politiche sociali presentando un modello di assistenza sociale completamente nuovo .
Nel primo capitolo ho ripercorso le tappe dei primi sistemi sociali nati in Gran Bretagna ed in Germania, in quanto, i modelli di welfare che si affermarono in questi due paesi, seppur essenzialmente diversi, rappresentarono alla fine del XIX secolo dei modelli di riferimento importanti per l’ Italia. Ho poi analizzato lo sviluppo del welfare state in Italia che ebbe inizio nell’ ultimo ventennio dell’ ottocento, periodo in cui emerse con forza la questione sociale e in cui fu emanata, dall’ allora Presidente del Consiglio Francesco Crispi, la legge sulle istituzioni pubbliche di beneficenze del 17 luglio 1890 n. 6972, che per la prima volta organizzò tutto il settore assistenziale.
Sebbene questa legge risalga a più di un secolo fa, molte sue norme in materia sociale, sono perdurate fino all’ emanazione della legge 328/00.
Proseguendo la mia analisi, mi sono soffermata sulla nascita delle assicurazioni obbligatorie in Italia e sull’assetto gestionale dei servizi di assistenza e beneficenza che si ebbero nel ventennio fascista, passando poi ad esaminare ciò che accadde con la Costituzione Italiana in materia di assistenza e servizi sociali.
Infine mi sono concentrata su ciò che fu la vera svolta per lo sviluppo dei servizi sociali che ebbe luogo negli anni novanta con l’ introduzione del principio di Sussidiarietà in Italia con l’ emanazione della legge n. 59 del 15 marzo 1997.
Nel capitolo secondo ho presentato in maniera dettagliata quanto legiferato dalla legge 328/00 per la realizzazione di un sistema d’ interventi e servizi sociali ed il suo excursus giuridico.
Nel nuovo welfare disegnato dalla legge 328/00, le Regioni e lo Stato ricoprono un ruolo di governo, di coordinamento e di programmazione; l’ Ente locale, ha compiti di progettazione e di regista del sistema integrato degli interventi e servizi sociali; il privato sociale partecipa alla progettazione e concorre alla gestione dei servizi.
Ho inoltre approfondito i principi giuridici della 328/00, il nuovo welfare state da essa prospettato, il c.d. welfare delle responsabilità, ed il nuovo sistema delle politiche sociali a rete.
Ho poi ritenuto opportuno indagare sugli effetti che la riforma del titolo V della Costituzione hanno avuto sulla legge 328/00.
Nel terzo e quarto capitolo, ho analizzato attentamente l’ attuazione della legge 328/00 nel ambito Campano e la realizzazione del Piano Sociale di Zona del Comune di Napoli. Entrambi questi capitoli, sono stati possibili soprattutto grazie ai documenti ed ai testi resi disponibili dall’ Assessorato agli affari sociali del Comune di Napoli ed alle interviste condotte (cfr. APPENDICE).
La parte innovativa della legge consiste sopratutto nella scommessa di fare della sussidiarietà lo strumento per sostenere e diffondere tra i vari soggetti operanti nel settore la concezione della “rete” del sistema dei servizi sociali, come concezione organizzativa del sistema integrato sul territorio.
Ho ritenuto molto interessante analizzare l’ attuazione della legge quadro di riordino dell’ assistenza sanitaria e sociale in Italia con particolare riguardo alla sua applicazione nella Regione Campania e nella realtà napoletana.




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1 INTRODUZIONE Il sistema di protezione sociale nell’ ultimo decennio si è gradualmente trasformato da una struttura di welfare redistributivo, e di tipo assistenziale, ad un welfare state sociale che promuove interventi di politica attiva sostenendo la partecipazione de cittadini. Nel corso del 2000 l’ Italia è stata investita da un’ ondata di leggi e provvedimenti riguardanti l’ istruzione, la formazione, l’università, la ricerca scientifica, il lavoro e l’ occupazione, l’ assistenza e la sanità, la previdenza e la protezione sociale. In questo lavoro si è analizzata “la legge quadro n. 328/00 per la realizzazione di un sistema integrato d’ interventi servizi sociali”, che si inscrive in questo circuito riformatore. L’ intento della normativa è di restituire credibilità, prestigio ed efficacia alle politiche sociali presentando un modello di assistenza sociale completamente nuovo . La parte innovativa della legge consiste sopratutto nella scommessa di fare della sussidiarietà lo strumento per sostenere e

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