Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Linguaggi e simboli del terrorismo. Dal fondamentalismo a Osama Bin Laden

Il lavoro è destinato all'analisi dei linguaggi e simboli del terorismo religioso, di matrice islamica. Attraverso i disocrsi del leader di Al Qaeda, Osama Bin Laden propongo una a nalisi dei termini da lui utilizzati e una visone completa della strategia comunicativa del suo gruppo, e dello stesso leader. Nel primo capiotolo, è presenta la storia del fondamentalismo, nelle linee generali e poi inparticolari nella sua corrente islamica. Qui ci si è soffermati sull'analisi dei testi di Sayyd Qutb, vero capo spirituale del fondamentalismo radicale.Dopo aver distinto i vari significati dle temine jihad, il lavoro passa alla seconda fase. Nel secondo capitolo analizziamo il gruppo di Al Qaeda, studiando la genesi dell'organizzazione e il suo mutamento. Spiegherò perchè il gruppo viene definito moderno e l'utilizzo dei mezzi di comunicazione che esso fa. Nel terzo capitolo il discorso "comunicazione" riguarderà la figura di Osama, con la riportazione dei suoi discorsi e una breve ma significativa analisi. Il quarto ed ultimo capitolo rigurada quel terrorismo virtuale che sempre più viene adoperato da A l Qaeda e da i gruppi terroristici.

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE Il terrorismo è, dopo la guerra, la forma di violenza politica più importante. Il terrorismo ha raggiunto l’apice della sua triste fama nel 2001 quando la mattina dell’11 settembre quattro aerei di linea in rotta nei cieli americani venivano dirottati: due furono portati a schiantarsi contro le Twin Towers del World Trade Center di New York, provocandone il crollo; uno fu condotto contro il Pentagono; l’ultimo precipitò in un campo della Pennsylvania, a 120 km a sud-est di Pittsburgh. Oltre tremila persone persero la vita quel giorno. Fu un evento unico nella storia e certamente indimenticabile per l’imprevedibilità del gesto, per l’elevato numero di vittime, per la vulnerabilità dimostrata da una potenza militare apparentemente invincibile, e per la sua trasmissione in diretta TV in tutto il mondo. Dopo l’11 settembre 2001 il mondo ha conosciuto in diretta televisiva un nuovo tipo di terrorismo: «fondamentalista» «islamico», «jihadista» 1 ; termini utilizzati per indicare il terrorismo religioso a matrice islamica. L’idea di questo elaborato nasce proprio quel giorno, o meglio nei giorni e nei mesi successivi. Nuovi personaggi si affacciarono prepotentemente nella storia mondiale, nuovi termini, fino ad allora sconosciuti, iniziarono ad essere utilizzati frequentemente dai mass-media. I nuovi vocaboli sono strettamente legati al mondo arabo e al Corano. L’ attenzione verterà sul terrorismo religioso e in particolare su quello di matrice islamica, di cui si analizzerà l’ideologia e le motivazioni all’agire, fornite dalle varie fasi del fondamentalismo islamico. In particolare verrà focalizzata l’attenzione su come il nuovo terrorismo interpreta il mondo attraverso una lettura integralista del Corano e degli hadith e in che modo, attraverso quella, conferisce significato alle proprie azioni e alle proprie distruzioni. 1 A. Panebianco, Noi e i terroristi. Se l’Occidente perde in Iraq, “Corriere della Sera”, 24 sett. 2004.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Vincenzo Ielacqua Contatta »

Composta da 148 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5357 click dal 06/04/2006.

 

Consultata integralmente 20 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.