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Strategie organizzative nel comparto automobilistico: dalla fabbrica ad alta automazione alla fabbrica modulare

L’oggetto di ricerca di questa tesi è il cambiamento nell’organizzazione del lavoro in fabbrica, dall’introduzione della Fabbrica ad Alta Automazione, fino al modello organizzativo della Fabbrica Integrata Modulare, all’interno dello stabilimento Fiat di Cassino.
L’interesse di tale studio sta nella possibilità di individuare le modalità attraverso le quali, uno stabilimento di un’industria automobilistica italiana, cerca di implementare un sistema di produzione snella, e tentare di capire quali siano le conseguenze principali per il lavoro e la sua organizzazione.
La saturazione dei mercati non permette più alle aziende di sfruttare le economie di scala. L’offerta di automobili supera in maniera strutturale la domanda per oltre due milioni di vetture l’anno. Le aziende cercano di rispondere a questa situazione ampliando la propria gamma di prodotti, cercando di cogliere anche le più piccole occasioni di mercato, puntano a una maggiore flessibilità produttiva, e una maggiore flessibilità nei costi. Nella pratica ciò comporta strutture più agili, terziarizzazione dei servizi, esternalizzazione di fasi del processo produttivo, l’assunzione di tecnologie informatiche per il governo dei flussi di informazione, robot sempre più flessibili. Con la divisione della produzione in “moduli”, la Fiat cerca di rendere maggiormente trasparenti i costi delle singole fasi, per poterli esternalizzare o, semplicemente, per razionalizzarli. Tutto ciò comporta un mutamento nell’organizzazione del lavoro. Vengono individuate nuove competenze necessarie al conseguimento dei processi, nuove figure professionali, nuove strutture organizzative, una diversa concezione delle persone

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6 Introduzione L’oggetto di ricerca di questa tesi è il cambiamento nell’organizzazione del lavoro in fabbrica, dall’introduzione della Fabbrica ad Alta Automazione, fino al modello organizzativo della Fabbrica Integrata Modulare, all’interno dello stabilimento Fiat di Cassino. L’interesse di tale studio sta nella possibilità di individuare le modalità attraverso le quali, uno stabilimento di un’industria automobilistica italiana, cerca di implementare un sistema di produzione snella, e tentare di capire quali siano le conseguenze principali per il lavoro e la sua organizzazione. La saturazione dei mercati non permette più alle aziende di sfruttare le economie di scala. L’offerta di automobili supera in maniera strutturale la domanda per oltre due milioni di vetture l’anno. Le aziende cercano di rispondere a questa situazione ampliando la propria gamma di prodotti, cercando di cogliere anche le più piccole occasioni di mercato, puntano a una maggiore flessibilità produttiva, e una maggiore flessibilità nei costi. Nella pratica ciò comporta strutture più agili, terziarizzazione dei servizi, esternalizzazione di fasi del processo produttivo, l’assunzione di tecnologie informatiche per il governo dei flussi di informazione, robot sempre più flessibili. Con la divisione della produzione in “moduli”, la Fiat cerca di rendere maggiormente trasparenti i costi delle singole fasi, per poterli esternalizzare o, semplicemente, per razionalizzarli. Tutto ciò comporta un mutamento nell’organizzazione del lavoro. Vengono individuate nuove competenze necessarie al conseguimento dei

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Marco Molinari Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2818 click dal 21/04/2006.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.