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Fenologia e predittività di specie spontanee nel bosco Olmè di Cessalto (TV) in rapporto a Zea mays L.

Informazioni tesi

  Autore: Andrea De Zotti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Biologiche
  Relatore: Francesca Chiesura Lorenzoni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 222

Scopo di questo lavoro è stato quello di analizzare il comportamento fenologico di alcune specie spontanee indicate come specie guida, il Corylus avellana L., il Sambucus nigra L. e la Staphylea pinnata L., per poterne determinare o confermare la capacità predittiva nei confronti del comportamento fenologico di una specie coltivata di grande interesse economico lo Zea mays L. Lo studio ha confermato la capacità predittiva delle prime due specie spontanee ed evidenziato capacità previsionali, da confermare, nella Staphylea pinnata L. Questo lavoro è stato eseguito nell’ambito del progetto finalizzato di ricerca:
“Phenagri: Fenologia per l’agricoltura”, sottoprogetto: “fenologia delle piante erbacee”, ricerca: “Individuazione di specie guida fenologicamente predittive il comportamento delle colture”, ed è attualmente ancora in corso.

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8 INTRODUZIONE Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF) ha approvato il progetto finalizzato di ricerca “Phenagri: fenologia per l’agricoltura” a metà degli anni novanta, spinto da sollecitazioni provenienti sia dal mondo dell’agricoltura sia da quello dell’agrometeorologia (BRUNETTI, 2002). Nel mondo agricolo vi era la necessità, da parte dei Servizi Regionali impegnati nella divulgazione e nell’assistenza agricola, di disporre di dati fenologici, raccolti in modo sistematico e standardizzato, da trasferire in maniera integrata agli agricoltori per permettere loro di attuare con maggiore efficacia pratiche agricole fondamentali come l’irrigazione, la protezione delle piante, il controllo degli infestanti, il corretto utilizzo di concimi e di antiparassitari, la raccolta ecc. In campo agrometeorologico vi era invece la necessità di integrare banche dati meteorologiche già esistenti, con informazioni di tipo biologico di più difficile reperimento e meno adatte ad essere ordinate in sistemi informativi. Inoltre, in quello stesso periodo, vi era un incrementato interesse da parte della biologia vegetale sui temi della fenologia e dei bioritmi per la costituzione e lo sviluppo di una rete di giardini fenologici (MANDRIOLI 1993; BRUNETTI, 2002). Interesse concretizzato da numerose attività, quali una rete di rilevamento agrofenologica comprendente la metà del territorio nazionale, sostenuta dai Servizi Agrometeorologici Regionali e dagli Enti di Assistenza Tecnica e dalla rete di Giardini Fenologici che, nata nel 1982 con la costituzione del Giardino Fenologico di San Pietro Capofiume, era allora in fase di ampliamento, con una quindicina di siti (MANDRIOLI, 1993; PIRAS, 1999; PUPPI, ZANOTTI, 2005). Il Progetto ha permesso di definire strumenti quali: - L’individuazione di standard metodologici. - Stesura di manuali che permettono di applicare i suddetti standard. - Censire e catalogare le fonti di informazione fenologica pregresse consentendo la creazione di Banche Dati di facile consultazione. - Creazione, messa a punto e taratura di modelli per stimare lo sviluppo e produttività delle piante di interesse agrario, e dell’evoluzione dei parassiti. - Standardizzare i metodi di osservazione fenologica, permettendo lo scambio e l’elaborazione dei dati (PIRAS, 1999; BRUNETTI, 2002). Uno degli obiettivi del progetto è stata anche l’individuazione di specie guida che potessero essere in grado, con il loro comportamento fenologico, di predire il comportamento delle colture, in particolare di quelle del frumento ma anche del mais, per la sua sempre maggiore importanza nella alimentazione del bestiame, ed

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Parole chiave

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corylus avellana l.
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sambucus nigra l.
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