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Scambi tra simbionti algali ed ospiti

Informazioni tesi

  Autore: Matteo Evangelisti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2004-05
  Università: Università Politecnica delle Marche
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze biologiche
  Relatore: Alessandra Norici
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 24

Questo lavoro, si è soffermato, sui meccanismi che sono alla base dell'istaurarsi di relazioni simbiotiche tra dinoflagellate (simbionti) comunemente chiamate zooxantelle e invertebrati marini celenterati(ospiti), su le sostanze che l'alga da all'animale, zuccheri, A.A. e ciò che l'animale da al simbonte, nitrati, ammonio, acido carbonico e metaboliti secondari, come avvengono tali scambi e perchè, nel corso dell'evoluzioe, abbiamo assistito all'istaurarsi diqueste associazioni.

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3 Introduzione Il rapporto simbiotico si fonda sul mutuo vantaggio che ospite e simbionte ricavano dal coesistere (De bary 1879): spesso si basa sulla facilitazione nel reperire le sostanze primarie per la crescita, inorganiche nel caso di simbionti autotrofi e organiche nel caso di ospiti animali. In questa tesi compilativa si esamineranno i meccanismi che sono alla base dei rapporti simbiotici tra alghe unicellulari ed invertebrati marini, i composti organici ed inorganici scambiati, gli eventuali sistemi di scambio. Queste simbiosi sono di particolare importanza ecologica, poiché dalla loro presenza dipende in buona misura la salute di interi ecosistemi quali ad esempio le barriere coralline (Glynn 1996). Gli organismi autotrofi che maggiormente intrattengono rapporti endosimbiotici con l’ospite invertebrato sono dinoflagellate (dette anche zooxantelle) (Goreau 1959; Brusca e Brusca 1996) e cloroficee (le zooclorelle) (Engebretson e Muller-Parker 1999; Verde et al 1996). Nella formazione di un rapporto di simbiosi, le alghe vengono avvolte dalla membrana dell’ospite che diventa la membrana del cosiddetto simbiosoma. Il simbiosoma non è altro che una vescicola di endocitosi nella quale, però, non vengono scaricati enzimi litici, permettendo così la sopravvivenza dell’endosimbionte (Roth et al 1988). Le alghe vengono quindi inglobate all’interno dell’organismo animale (Roth et al 1988). Mentre nella vita planctonica la membrana plasmatica dell’alga è a contatto diretto con il mezzo acquoso marino, una volta instaurata la simbiosi, la membrana plasmatica algale si trova a contatto con lo spazio intermembranale venutosi a creare tra essa e la membrana del simbiosoma. Quindi nel rapporto endosimbiotico l’alga si trova a fronteggiare un ambiente extracellulare completamente diverso da quello originario.

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Parole chiave

a.a.(amminoacidi)
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