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La letteratura inglese per ragazzi

Questo lavoro parte come interesse personale, ma sfocia nella voglia di parlare di quella parte dlla letteratura, in particolare quella inglese, che viene ancora considerata minore.
La Tesi è stata divisa in tre capitoli, corredati di presentazione, introduzione, commento personale e appendici. Le appendici, oltre alla classica biografia degli autori studiati, presenta anche un corpus di schede sui film, poichè si parla non solo di libri ma anche di cinema!

Nel Primo Capitolo si analizzano i lavori di F. H. Burnett, La piccola Principessa, e di J. BArrie, Peter Pan.
Nel secondo Capitolo troviamo un'analisi su C. S. Lewis e Le Cronache di NArnia, e sull'amico e collega J. R. R. Tolkien, Il Silmarillion, Lo Hobbit, Il signore degli Anelli e il resto delle opere.
L'ultimo Capitolo è dedicato a J. Rowling e al suo Harry Potter.

Nel complesso ho cercato di analizzare le opere cercando di togliere quel velo di scetticismo con cui molti affrontano l'argomento "letteratura per ragazzi", così da restituire a questa parte di letteratura il giusto posto nel mondo.

Ho faticato e matao molto questo lavoro, spero che possa aiutare anche voi!

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Presentazione La maggior parte di noi ama andare al cinema e sprofondare nel buio della sala, pronti ad aspettarsi quasi tutto; vedere un buon film con una grossa ciotola di pop corn fatti in casa, mentre fuori il rumore della strada o la pioggia invernale sembrano svanire. .. Ci sono film che ho visto decine di volte, fino a conoscere intere battute a memoria; il motivo potrebbe essere semplice ma in realtà quando ci penso non so davvero dire quale sia il mio film preferito o perché mi piacciano solo alcuni tipi di film. Lo stesso probabilmente vale per i libri. Mentirei dicendo che leggo da sempre, perché c’è stato un tempo in cui quelle immagini in movimento mi rapivano più di lunghe pagine scritte fitte fitte e senza figure; tuttavia non potrò mai dimenticare il momento in cui ho capito perché non mi piacevano i libri: erano passivi, pieni di cose buone che non stimolavano il benché minimo interesse, ma soprattutto non li sceglievo io. Certo, ero piccola e non capivo il senso di mettersi seduti delle ore a leggere invece di giocare, ma ricordo distintamente che durante l’inverno passavo interi pomeriggi ad inventare storie con la mia baby-sitter. Costruivamo capanne fatte di copriletti e sedie proprio nel salone di casa e poi iniziavamo a leggere. Leggevamo grossi libri illustrati di favole, Perrault, i Grimm, Andersen, ma poi un giorno ho aperto un libro diverso: Le fiabe italiane di Calvino, due volumi edizione Einaudi, che ora sono nello scaffale, tutti consunti e un po’ impolverati. Improvvisamente non mi importava più tanto dei disegni colorati, né di guardare i Puffi saltellare sul video, perché quei due volumi, grossi e scritti fitti fitti, mi incuriosivano e la cosa più bella e che non ne capivo il motivo. Oggi posso dire di essere una gran divoratrice di libri, leggo persino quelli che non mi piacciono per poter dire che non mi piacciono!, li colleziono, passo delle ore in libreria e cerco disperatamente di comprarmi una nuova libreria per la mia stanza o aggiungo scaffali di legno sui muri perché lo spazio non basta più! L’amore per i libri di fiabe e favole che avevo da piccola non si è affatto assopito; mi piace collezionarli, ma di certo non amo quei libri semplificati, riscritti e riveduti perché considerati pesanti oppure troppo crudi da sottoporre all’attenzione di un bambino.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Elena Cecchini Contatta »

Composta da 90 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11794 click dal 31/10/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.