Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Il parco a ''misura d'uomo'' - Risanamento e riutilizzo di un'area destinata a discarica

La crescente richiesta nel tempo di una maggiore qualità urbana, si va a tradurre anche in un’esigenza di spazi verdi di qualità. Oggi si ha piena consapevolezza, che il verde urbano è un elemento fondamentale della qualità civica. Scopo della tesi è la proposta di bonifica o meglio della riqualificazione di un'area in cui è inglobata una discarica dismessa, attraverso l'istallazione di un'area verde che abbia finalità didattiche, di studio, di ricerca e naturalmente estetico-sociali e che sia fruibile per tutti i cittadini con riguardo particolare ai soggetti diversamente abili. Lo studio dell'area e la progettazione del Parco non sono il frutto di un bisogno soggettivo di migliorare una città sommersa dal cemento, ma del bisogno collettivo di avere spazi di aggregazione e socializzazione, aperti e fruibili per tutte le fasce di utenza. L'area esaminata è situata ad Afragola, città in provincia di Napoli, area Nord, precisamente in zona Cinque vie - Scafatella – Capomazzo. E' questo un sito di grande interesse, di origini contadine, che oggi "subisce" la nascita d'imponenti Centri Commerciali, che la trasformano da civitas rurale a civitas commerciale e che prevede nel prossimo futuro la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità (TAV), con la conseguente riduzione degli spazi verdi, in verità già esigui.

Mostra/Nascondi contenuto.
7 INTRODUZIONE Prima di entrare nel merito della progettazione del parco è indispensabile svolgere una riflessione sull’ambito dove sono inseriti i parchi, in altre parole sulla città. Non è possibile parlare delle loro funzioni, senza svolgere delle considerazioni sull’ambiente in cui sono inseriti e che ne condiziona la formazione e l’utilizzo. I parchi non sono delle entità funzionali a se stanti, ma sono in relazione con il contesto territoriale ed ancora più importante con il contesto umano o sociale. Se l’urbanistica ha il compito di organizzare e pianificare lo sviluppo urbano delle nostre città o dei nostri piccoli centri abitati, non si può prescindere da una valutazione delle dinamiche sociali che vi si svolgono. In altri termini, significa organizzare la convivenza, pianificare la fruizione degli spazi urbani e le relazioni degli spazi e delle persone tra loro. Dobbiamo, tuttavia, sgomberare il campo dall’alibi che sia solo compito di specialisti, di tecnici, confezionare progetti e piani di sviluppo studiati senza il contributo attivo della popolazione. Il prodotto urbano, l'organizzazione degli spazi verdi che abbiamo oggi e che lascia tutti scontenti è il frutto di tale processo: cittadini e bisogni sociali da una parte e tecnici/amministratori dall’altra. Come dice J. J. Rousseau “ là dove troviamo degli specialisti non troviamo dei cittadini”. La tendenza attuale nella progettazione degli spazi verdi di qualità, come appunto un parco, ricalca due strade. La prima: l’unifunzionalità; la divisione della città in settori a funzioni differenti, in zone ("zoning"), che significa divisione ed isolamento; la tendenza dell’unifunzionalità aggrava il fenomeno dell'uniformazione, che genera monotonia e noia. Come dice Simmel “ l’impersonalità sviluppa la soggettività “ e l’individualismo sgretola la cultura del sociale, della “comunitas”. Non esiste più comunitas o una “cultura” perché si predilige sostituirla con la “civiltà”. Se la cultura è vita e “animus”, la civiltà è tecnologia. La città moderna deve esprimere cultura, non solo civiltà. La seconda: la ricerca del particolare, del tocco del “fuoriclasse”. Altro aspetto di rilievo è l’attenzione del particolare, dell’opera singola piuttosto che dell’insieme. Non notiamo la medesima ricerca di qualità in grandi opere d’insieme di convivenza urbana quanto la ricerca di soluzioni fatte di singole opere, d'interventi parziali. Si cerca l’opera del grande architetto, che richiami l’attenzione, piuttosto che l’opera d’insieme di qualità di un centro abitato. Il museo, il ponte, la biblioteca, le due torri nuove e non un sistema, magari piccolo, ma che riorganizzi la convivenza in chiave di relazionalità di funzioni e di bisogni dei cittadini. Vi è più attenzione sul contenitore, (la struttura) che sul contenuto (le opere d’arte se è un museo o i cittadini se è un’opera pubblica). Per cui non basta più il singolo professionista per pianificare lo sviluppo urbano, serve un gruppo interdisciplinare di professionisti che sappiano interrogare e si lascino interrogare dalla popolazione. In tutte le culture e civiltà sono gli abitanti che plasmano e costruiscono la città, perché plasmare la città significa plasmare i comportamenti e le azioni concrete. Socializzare piuttosto che isolare. Facilitare gli incontri piuttosto che distanziare. Le piazze stanno scomparendo per lasciare posto alle rotatorie, così le aree verdi standard ai parcheggi. Sulla realizzazione del verde urbano e dei parchi in genere si riversano una serie di domande di funzioni sociali che la città non svolge o meglio, attualmente si rifiuta di svolgere, in particolare sui temi di coinvolgimento della popolazione, di convivenza e educazione. La realizzazione, come avviene per la maggioranza dei parchi, affidata ad un professionista che pensi, progetti e consegni un parco “chiavi in mano” risponde nelle situazioni più ottimistiche all’utilizzo spontaneo e non organizzato dei parchi. Quello che andrebbe invece valorizzato è che i bisogni e le attività dei singoli sono ciò che definiscono il ruolo dei parchi. Il parco diventa una sorta di strumento o attrezzo di uso personale o collettivo messo a disposizione. La regola di disposizione delle aree e la qualità della realizzazione, può dare un'ampia gamma, piuttosto che un limitato numero, di servizi e soddisfazioni specifiche. Ciò che vi si realizza è una convivenza non organizzata, spontanea, educata nelle migliori occasioni come la vita in un condominio.

Tesi di Laurea

Facoltà: Agraria

Autore: Andrea Coppeta Contatta »

Composta da 211 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2224 click dal 19/06/2006.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.