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Nuove prospettive nel trattamento chirurgico delle stenosi intestinali da morbo di Crohn in età pediatrica

Il morbo di Crohn (MC) è una malattia cronica infiammatoria dell’intestino, che tipicamente colpisce i giovani adulti, in grado di coinvolgere, secondo la classica descrizione, ogni tratto del tubo digerente, in maniera discontinua, dalla bocca all’ano.
In questa tradizionale accezione si pone l’accento sulla particolare eterogeneità delle lesioni e quindi della manifestazione clinica.
Specialmente in età giovanile, la flogosi a carico delle pareti intestinali porta allo sviluppo di lesioni stenosanti e conseguente sintomatologia occlusiva. Questa peculiarità della malattia va peraltro considerata in relazione allo sfondo patobiologico di un paziente in età evolutiva, già provato dai deficit nutrizionali che inevitabilmente conseguono al malassorbimento. Il morbo di Crohn infatti determina uno sconvolgimento nell’architettura tissutale dell’intestino, con ridotta o perduta capacità assorbente da parte dell’epitelio.
E’ opportuno evitare l’errore di considerare il MC come una malattia “compartimentale”, localizzata al solo apparato digerente, in quanto si tratta invece di un complesso fenomeno patologico che altera equilibri metabolici molto delicati, come quelli che si osservano nel giovane.
Non ultimo, la malattia ha un impatto devastante sulla psicologia del giovane paziente, molte volte già destrutturata da pregresse situazioni sociali o familiari.
Il trattamento di una patologia tanto complessa è ovviamente multidisciplinare: nutrizionale, medico e chirurgico.
In questa trattazione l’obiettivo è puntato sulla terapia chirurgica, senza però trascurare le interazioni con le altre opzioni terapeutiche, e soprattutto le ripercussioni a lungo termine che la scelta della terapia chirurgica può determinare. Inutile appare sottolineare come le lesioni stenosanti siano in grado di comparire a distanza di tempo in diverse localizzazioni, con necessità di reiterate laparotomie e la non rara evoluzione in senso di “sindrome dell’intestino corto”; le conseguenze appaiono nefaste su un organismo in rapida evoluzione, sia in senso biologico che psicologico.
Intento principale di questa trattazione è l’esposizione di tutte le possibile opzioni chirurgiche per il trattamento del morbo di Crohn, con l’individuazione di quella in grado di apportare il miglior beneficio a lungo termine con le minori sofferenze possibili su ogni aspetto dell’esistenza del paziente.

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3 Introduzione Il morbo di Crohn (MC) è una malattia cronica infiammatoria dell’intestino, che tipicamente colpisce i giovani adulti, in grado di coinvolgere, secondo la classica descrizione, ogni tratto del tubo digerente, in maniera discontinua, dalla bocca all’ano. In questa tradizionale accezione si pone l’accento sulla particolare eterogeneità delle lesioni e quindi della manifestazione clinica. Come verrà meglio dettagliato nel capitolo relativo alla presentazione clinica, più frequentemente in età pediatrica la flogosi a carico delle pareti intestinali porta allo sviluppo di lesioni stenosanti e conseguente sintomatologia occlusiva. 1 Questa peculiarità della malattia va peraltro considerata in relazione allo sfondo patobiologico di un paziente in età evolutiva, già provato dai deficit nutrizionali che inevitabilmente conseguono al malassorbimento. Il morbo di Crohn infatti determina uno sconvolgimento nell’architettura tissutale dell’intestino, con ridotta o perduta capacità assorbente da parte dell’epitelio. E’ opportuno evitare l’errore di considerare il MC come una malattia “compartimentale”, localizzata al solo apparato digerente, in quanto si tratta invece di un complesso fenomeno patologico che altera equilibri metabolici molto delicati, come quelli che si osservano nel giovane.

Tesi di Specializzazione/Perfezionamento

Autore: Alessandro Pane Contatta »

Composta da 87 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5141 click dal 27/06/2006.

 

Consultata integralmente 3 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.