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Una disputa tra Unione Europea e Stati Uniti sulle norme di origine: il caso federtessile

Informazioni tesi

  Autore: Ralph Rosolen
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2001-02
  Università: Università degli Studi Ca' Foscari di Venezia
  Facoltà: Economia
  Corso: Commercio estero
  Relatore: Lauso Zagato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 107

Il commercio internazionale è oggi disciplinato dall’Organizzazione Mondiale del Commercio, in funzione dal 1° gennaio 1995, con l’entrata in vigore degli accordi di Marrakesh. E’ giunta così a compimento in tempi relativamente rapidi, una completa rivoluzione nei rapporti commerciali internazionali. L’OMC ha raccolto l’eredità del GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) e si prefigge di continuare il processo di liberalizzazione progressiva del commercio internazionale (attraverso l’abbattimento dei dazi ed il controllo delle politiche commerciali) cominciata dal GATT. L’adesione quasi universale ad un’organizzazione dotata dei poteri dell’OMC, se da un lato permette agli Stati membri di godere dei vantaggi derivanti dalla liberalizzazione degli scambi commerciali, dall’altro limita enormemente l’autonomia di cui tradizionalmente i singoli governi godevano in materia commerciale per il perseguimento dei loro specifici interessi. Può quindi accadere che, attraverso espedienti più o meno leciti, gli Stati membri dell’OMC cerchino di tutelare i loro singoli interessi andando contro, o più sottilmente aggirando, i principi e le norme dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Il presente lavoro si pone l’obiettivo di analizzare, attraverso lo studio del caso Federtessile, una situazione emblematica in tal senso. Il riferimento va alle norme di origine adottate dagli Stati Uniti con lo scopo di ostacolare la liberalizzazione del settore imposta dall’Accordo sul tessile e l’abbigliamento. Tali norme, attraverso un meccanismo perverso, toglievano ai prodotti tessili europei il loro status comunitario considerandoli originari di Paesi in via di sviluppo generalmente sottoposti a dazi e restrizioni quantitative al momento dell’importazione negli Stati Uniti. Attraverso il Trade Barrier Regulation, uno strumento comunitario che offre alle aziende individuali la possibilità di attivare procedure di consultazione e risoluzione delle controversie internazionali, le imprese europee, ed in particolare italiane, danneggiate dalle norme di origine americane misero in moto il meccanismo della diplomazia prima, e le procedure di risoluzione delle controversie poi, riuscendo infine ad aver ripristinate le vecchie norme di origine americane.

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Autore: Ralph Rosolen 5 INTRODUZIONE Il commercio internazionale è oggi disciplinato da una moltitudine di accordi multilaterali che possono condurre anche alla creazione di forme istituzionalizzate di cooperazione ed integrazione collettiva. Nel passato gli Stati si erano sempre considerati liberi di disciplinare nella maniera ritenuta più opportuna gli scambi commerciali con l’estero senza limitazioni di alcun tipo, salvo gli obblighi di natura pattizia e consuetudinaria. Nell’ultimo secolo, ed in particolare nel dopoguerra, ha tuttavia iniziato a farsi strada una nuova tendenza, (1)chiamata neo- liberismo garantito, che, attraverso la stipulazione di accordi multilaterali, è sfociata nella realizzazione di una vasta rete di diritti ed obblighi internazionali che hanno posto limitazioni profonde all’autonomia dei singoli Stati nell’esercitare politiche commerciali e monetarie internazionali. Questi accordi multilaterali hanno condotto, in un momento successivo, alla creazione di organizzazioni internazionali dotate di organi che, grazie alle competenze attribuitegli dagli accordi stessi, emanano a loro volta norme vincolanti per gli Stati membri, svolgono attività di controllo verso le amministrazioni statali e verificano le eventuali inadempienze, comminando, se necessario, sanzioni ed autorizzando, nei casi più gravi, misure ritorsive. La principale istituzione per quanto riguarda il commercio internazionale è l’Organizzazione Mondiale del Commercio, in vigore dal 1° gennaio 1995, la quale, poggiandosi sulle basi poste dall’Accordo generale sulle tariffe doganali ed il commercio (GATT), si prefigge di continuare il processo di liberalizzazione progressiva del commercio internazionale

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economia
federtessile
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