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Leadership in costruzione. Leader e follower in due servizi alla persona

In questi ultimi anni la parola “leadership” viene usata con disinvoltura nelle più svariate occasioni. La tendenza odierna è di considerare il leader sempre più somigliante a un supereroe. Il mito della leadership ritrae, infatti, il leader come colui che riesce a magnetizzare gli altri, a catturare il favore dei seguaci attraverso atti di incredibile coraggio. Il leader in altri termine è colui che possiede doti speciali. In realtà il suo dinamismo deriva normalmente dal credere fermamente in uno scopo e dal saper esprimere e trasmettere agli altri le proprie convinzioni e, non di meno, dalla sua propensione alla relazione. Esercitare le funzioni di leader richiede, al di là di ciò che la tradizione o il mito insegnano, dunque, competenze che si esprimono in un processo attivo che si sviluppa quotidianamente con i follower.
E sulla base di tali convinzioni che si è dato avvio al presente lavoro, articolato secondo un triplice orientamento che ha condotto all’affermazione di una leadership relazionale e diffusa in cui trovano ragione d’essere i follower (anche definiti seguaci), considerati sotto questa nuova prospettiva l’anello mancante di un processo dinamico quale la leadership. Dopo un iniziale excursus storico delle teorie che hanno caratterizzato gli studi sulla leadership si è passati, infatti, ad analizzare tre diversi livelli che qualificano le responsabilità e le specificità di una leadership dialogica – livello organizzativo, interpersonale e personale - poi adottata per delineare la ricerca su campo.
La leadership dunque non è data aprioristicamente dall’insieme di doti che contraddistinguo il leader, ma è il risultato di una serie di elementi tra cui i vissuti, il contesto sociale, i compiti dell’organizzazione che costruiscono la location del sistema leader-follower. Questo è il motivo per cui l’analisi delle dimensioni che caratterizzano la leadership è stata guidata dall’ipotesi, poi sorretta dal progetto di ricerca implementato, della rilevanza di una leadership dialogica che si esplica in relazioni costruttive e mature tra leader e follower e che si costruisce sulla base di più sistemi interconnessi. Tale affermazione risulta ancora più valida se si pensa al settore dei servizi sociali dove le relazioni, la motivazione, il clima, il gruppo, assumono un maggior peso, dovuto alla presenza di obiettivi dinamici e interdipendenti che necessariamente richiedono la collaborazione e il confronto e, quindi, la presenza di leader capaci di guidare ma anche di essere guidati. È sul settore dei servizi sociali che si concentra l’analisi sperimentale che vede l’implementazione di un progetto di ricerca orientato all’osservazione delle dinamiche relazionali tra leader e follower che connotano due servizi alla persona, per comprendere quanto in tali servizi la leadership presti attenzione al fattore umano e dunque, consideri le relazioni sociali una dimensione necessaria non solo nella determinazione della leadership stessa, ma anche un fattore primario affinché l’organizzazione sia calibrata e costruita dalle persone e per le persone. Tale analisi si pone in ultima istanza l’interrogativo di comprendere quanto la leadership trasformazionale sia divenuta nel tempo un fenomeno importante e necessario per la crescita dei contesti organizzativi e non di meno dei servizi sociali e quindi, quanto le relazioni tra leader e follower e la rilevanza dell’aspetto sociale all’interno dei contesti organizzativi siano importanti per la formazione di un gruppo capace di vivere con serenità le turbolenze e i cambiamenti sia interni che esterni al servizio.

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9 Premessa In questi ultimi anni la parola “leadership” viene usata con disinvoltura nelle più svariate occasioni. La tendenza odierna è di considerare il leader sempre più somigliante a un supereroe. Il mito della leadership ritrae, infatti, il leader come colui che riesce a magnetizzare gli altri, a catturare il favore dei seguaci attraverso atti di incredibile coraggio. Il leader in altri termine è colui che possiede doti speciali. In realtà il suo dinamismo deriva normalmente dal credere fermamente in uno scopo e dal saper esprimere e trasmettere agli altri le proprie convinzioni e, non di meno, dalla sua propensione alla relazione. Esercitare le funzioni di leader richiede, al di là di ciò che la tradizione o il mito insegnano, dunque, competenze che si esprimono in un processo attivo che si sviluppa quotidianamente con i follower. E sulla base di tali convinzioni che si è dato avvio al presente lavoro, articolato secondo un triplice orientamento che ha condotto all’affermazione di una leadership relazionale e diffusa in cui trovano ragione d’essere i follower (anche definiti seguaci), considerati sotto questa nuova prospettiva l’anello mancante di un processo dinamico quale la leadership. Dopo un iniziale excursus storico delle teorie che hanno caratterizzato gli studi sulla leadership si è passati, infatti, ad analizzare tre diversi livelli che qualificano le responsabilità e le specificità di una leadership dialogica – livello organizzativo, interpersonale e personale - poi adottata per delineare la ricerca su campo. Nello specifico con il primo capitolo “Leadership: definizione e teorie”, che potremmo definire introduttivo, ci si è posti l’obiettivo di addentrarsi nelle questioni che hanno contrassegnato e tuttora contrassegnano gli studi in questo campo, per comprendere fino infondo

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Alessandra Mesoraca Contatta »

Composta da 316 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.