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Il finanziamento della previdenza complementare tra pubblico e privato

La tesi - dopo una breve analisi storica dell'evoluzione del sistema pensionistico italiano - si concentra sul trattamento di fine rapporto come fonte principale attuale e futura del sistema di previdenza complementare in relazione ai settori pubblico e privato. In particolare, si sviluppa il tema del meccanismo di silenzio assenso previsto a partire dal 1 gennaio 2008 dal Decreto Legislativo 5 dicembre 2005 n. 252, relativo alla destinazione del tfr maturando alla previdenza complementare da parte dei lavoratori subordinari del settore privato entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del decreto in parola.

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1 INTRODUZIONE In Italia, una normativa specifica della previdenza complementare è mancata a lungo. Solo a partire dagli anni ‘80 vi sono state significative proposte su tale materia sia da parte governativa che parlamentare, anche se poi si è dovuto aspettare il riordino previdenziale operato dal governo Amato con la legge delega n. 421 del 1992 collegata alla finanziaria del 1993, perché un’organica disciplina della previdenza privata – intesa come previdenza complementare – trovasse attuazione nel nostro ordinamento. Tale disciplina è racchiusa nel Decreto legislativo 21 aprile 1993, n. 124 (integrato e modificato più volte) con l’obiettivo di garantire «più elevati livelli di copertura previdenziale» (art. 1, d.lgs. n. 124/1993) a fronte di una previdenza di base che sarà in grado di offrire prestazioni sempre più ridotte alla maggior parte dei lavoratori, specie alle giovani generazioni. La riforma pensionistica, avviata nel 1992 dal governo Amato e portata a termine nel 1995 dal governo Dini, comporterà, infatti, una drastica riduzione delle prestazioni pensionistiche. Il metodo di calcolo contributivo, introdotto nel 1995, darà luogo, a regime, a livelli di copertura previdenziale nell’ordine del 45/50% dell’ultima retribuzione, contro il 70/80% che era possibile raggiungere con il metodo retributivo. Tale scelta, si è resa necessaria di fronte al fenomeno dell’invecchiamento demografico della popolazione, fattore gravemente destabilizzante del sistema pensionistico, perché suscettibile di alterarne gli essenziali parametri di riferimento, provocando da un lato un rapporto sempre più sfavorevole tra soggetti attivi e destinatari delle prestazioni e

Tesi di Laurea

Facoltà: Economia

Autore: Silvia Tassari Contatta »

Composta da 175 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2804 click dal 26/07/2006.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.